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Inter, una settimana per preparare il colpo scudetto

La grinta di Bisseck dopo il gol al Sassuolo (reuters)

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La capolista domenica sfiderà la Juve a San Siro per cancellare l’unico vero limite stagionale: battere una grande in Serie A al Meazza dopo la crescita mostrata anche in Europa
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MILANO – Cristian Chivu va in cerca dell’ultimo tassello che manca per completare il puzzle e godersi finalmente l’immagine d’insieme. Domenica contro la Juventus, a San Siro, la sua Inter ha l’occasione di rompere l’ultimo tabù: battere in campionato una grande d’Italia, dopo avere sconfitto in Champions League il Borussia Dortmund, a pieno titolo fra le big d’Europa. Oggi il tecnico ha concesso al gruppo un giorno di riposo, dopo la vittoria per 5-0 sul Sassuolo. Da domani pomeriggio, tutti al lavoro alla Pinetina.

Occasioni mancate nelle serate importanti

Eccezion fatta per la vittoria sulla Roma all’Olimpico, ai nerazzurri finora in Serie A è mancato l’acuto nelle sere di gala. All’andata contro la Juve, allo Stadium, è andata mal…

MILANO – Cristian Chivu va in cerca dell’ultimo tassello che manca per completare il puzzle e godersi finalmente l’immagine d’insieme. Domenica contro la Juventus, a San Siro, la sua Inter ha l’occasione di rompere l’ultimo tabù: battere in campionato una grande d’Italia, dopo avere sconfitto in Champions League il Borussia Dortmund, a pieno titolo fra le big d’Europa. Oggi il tecnico ha concesso al gruppo un giorno di riposo, dopo la vittoria per 5-0 sul Sassuolo. Da domani pomeriggio, tutti al lavoro alla Pinetina.

Occasioni mancate nelle serate importanti

Eccezion fatta per la vittoria sulla Roma all’Olimpico, ai nerazzurri finora in Serie A è mancato l’acuto nelle sere di gala. All’andata contro la Juve, allo Stadium, è andata male: 4-3 in rimonta per i bianconeri, allora guidati da Igor Tudor, con gol di Vasilije Adžić quando la gara sembrava finita. Ma quella era appena la terza giornata. Ed era un’altra Inter, reduce da un Mondiale per club così così e da una sconfitta a San Siro contro l’Udinese difficile da spiegare. In cinque mesi, molte cose sono cambiate.

Una squadra cresciuta nonostante le assenze

L’Inter oggi appare come una macchina quasi perfetta, nonostante i guasti: Denzel Dumfries è ancora out, mentre la coppia Hakan Çalhanoğlu–Nicolò Barella domenica si candida a partire dalla panchina. Nel frattempo, però, altri giocatori sono fioriti. Piotr Zieliński in regia funziona, i quattro attaccanti fanno faville, Federico Dimarco sulla fascia sinistra spadroneggia e sembra finalmente funzionare persino Luis Henrique, che a Reggio Emilia ha segnato la rete del 5-0 nel finale.

L’undici di Reggio Emilia verso la conferma

È molto probabile, se non certo, che Chivu al Meazza contro i bianconeri riproporrà una formazione identica o quasi a quella che si è imposta al Mapei Stadium contro i neroverdi di Fabio Grosso. Sarebbe da stupirsi del contrario: Yann Aurel Bisseck ha difeso bene e attaccato meglio, Manuel Akanji è sempre più padrone dell’area e Alessandro Bastoni è Bastoni. Henrikh Mkhitaryan ha fatto valere l’esperienza e Petar Sučić – ancora un po’ leggerino nei contrasti – non ha sfigurato. Marcus Thuram è tornato al gol dopo un mese e Lautaro Martínez, a quota 171 gol come Roberto Boninsegna, è sempre più nella storia nerazzurra.

Numeri da capolista, ma resta un vuoto

Passando dai singoli al gruppo, per l’Inter parlano i numeri. La squadra che si prepara ad affrontare la Juventus guida la classifica con 58 punti, otto più del Milan, che deve però recuperare la gara col Como. I nerazzurri hanno segnato 57 gol, 16 in più rispetto ai bianconeri, che vantano il secondo miglior attacco. E in Serie A solo Milan, Roma e Como hanno subito meno reti di Lautaro e compagni, che pagano una fase difensiva meno attenta in avvio di campionato. Ai tempi del 4-3 all’Allianz Stadium, per intendersi. Sono numeri importanti, poco compatibili con il fatto che finora l’Inter non abbia ancora battuto Juventus, Napoli e Milan. Un’anomalia a cui Chivu e i suoi vogliono porre rimedio. E domenica ne avranno l’occasione.

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