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Inter, Ausilio rifiuta un solo anno di contratto, il club lo saluta: al suo posto Baccin

Piero Ausilio 

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L’addio è immediato, anche se il dirigente non ha nuovi incarichi con altre società
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MILANO – La trasformazione di un club che, dopo 116 anni di storia, è passato dall’ultimo patron, Steven Zhang, a un fondo di investimento, con le sue logiche, i suoi tempi e il budget al centro di ogni ragionamento. C’è soprattutto questo dietro al divorzio fra l’Inter e l’ormai ex direttore sportivo Piero Ausilio, entrato nella società 28 anni fa come segretario del settore giovanile e ds da 16. «Ho dato all’Inter ogni secondo della mia vita, ogni energia, ogni battito», scrive il dirigente, che oggi saluterà la squadra.

Le parole di Ausilio a fine giugno

Ausilio era stato più esplicito il 29 giugno a Rimini, all’apertura del calciomercato: «Marotta, che ha fatto anche il ds tanti anni, è diventato più cattivello adesso da presidente. (Ride ndr) Un tempo era più dalla nostra parte. Fortunatamente è un tramite con la proprietà. La nostra proprietà è un po’ particolare. A volte si riesce bene, altre meno bene». Tradotto: la difficoltà di farsi stanziare i soldi che servono per chiuder…

MILANO – La trasformazione di un club che, dopo 116 anni di storia, è passato dall’ultimo patron, Steven Zhang, a un fondo di investimento, con le sue logiche, i suoi tempi e il budget al centro di ogni ragionamento. C’è soprattutto questo dietro al divorzio fra l’Inter e l’ormai ex direttore sportivo Piero Ausilio, entrato nella società 28 anni fa come segretario del settore giovanile e ds da 16. «Ho dato all’Inter ogni secondo della mia vita, ogni energia, ogni battito», scrive il dirigente, che oggi saluterà la squadra.

Le parole di Ausilio a fine giugno

Ausilio era stato più esplicito il 29 giugno a Rimini, all’apertura del calciomercato: «Marotta, che ha fatto anche il ds tanti anni, è diventato più cattivello adesso da presidente. (Ride ndr) Un tempo era più dalla nostra parte. Fortunatamente è un tramite con la proprietà. La nostra proprietà è un po’ particolare. A volte si riesce bene, altre meno bene». Tradotto: la difficoltà di farsi stanziare i soldi che servono per chiudere le operazioni di mercato in tempi utili. Poi, il punto centrale: «Io mi occupo dei rinnovi dei calciatori o degli allenatori, ma il mio rinnovo sta ad altri. Io sono a disposizione». Parole che oggi suonano profetiche.

Il mancato accordo sul rinnovo

A sancire la separazione è stato infatti il mancato accordo sul rinnovo del contratto, in scadenza il 30 giugno 2027. A luglio la proprietà gli ha proposto un solo anno in più, troppo poco per Ausilio per lavorare con la necessaria progettualità. L’ex ds ne ha chiesti tre, ma martedì è arrivata la risposta negativa del fondo. A sostituirlo sarà Dario Baccin, fino a ieri suo vice. Tutti i protagonisti si sono ritrovati al Teatro alla Scala per il Galà del calcio di Assocalciatori. Ausilio e Baccin sono arrivati insieme, facendosi fotografare vicini sulla passerella. Mezz’ora prima Marotta era entrato con Kate Ralph, manager di Oaktree. Il presidente dell’Inter ha parlato di «divorzio da un professionista serio, esemplare, un amico e un collega». E tutti i protagonisti della vicenda smentiscono che dietro l’addio ci siano il fastidio per la gestione di Palestra, corteggiato dall’Inter ma finito al Chelsea, o il protrarsi delle trattative per alcuni rinnovi. Per Marotta è stata «una separazione consensuale, da parte sua e da parte del club e della proprietà. Siamo arrivati a questa conclusione in modo molto amichevole». Convinto che dall’Inter sarebbe arrivato un rinnovo più lungo, nell’ultimo anno Ausilio aveva rifiutato offerte di club europei e arabi, fra cui l’Al-Hilal di Simone Inzaghi. Ora è libero di scegliere il proprio futuro.

Il mercato

La svolta arriva dopo un altro mercato di qualità, chiuso con Stones, Spence e Jones. Non basta a proseguire un rapporto nato con Moratti e attraversato le proprietà Thohir, Zhang e Oaktree. In quasi trent’anni Ausilio ha firmato colpi come Brozovic, Kovacic, Lautaro, Mkhitaryan, Calhanoglu e Onana. Operazioni a cui ha partecipato anche Baccin. «Lo conosciamo, è una persona di valore. Sono sicuro che non farà rimpiangere questa scelta. Ed è ancora più bello che sia proprio un allievo di Ausilio», dice Marotta, con il linguaggio della diplomazia. D’altra parte, fra gli ospiti del Gala c’era anche Paolo Zampolli, consulente di Trump, che ha invitato la Figc a ricucire con Infantino, sette mesi prima delle elezioni Fifa: «Dobbiamo fare la pace, trovare una soluzione. Infantino sa fare benissimo il suo lavoro».

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