✕

Sneijder: “Chivu era il mio compagno di stanza, non era divertente. Ma sapevo che era bravo”

Wesley Sneijder 

Ascolta l'audio

L’ex interista a Milano per Inter-Napoli racconta il rapporto con l’attuale tecnico dell’Inter e con Mourinho che i nerazzurri incontreranno in Champions la prossima settimana
3 minuti di lettura

MILANO - Con la maglia dell’Inter ha vinto il triplete, condividendo la stanza dei ritiri con l’attuale tecnico nerazzurro, Cristian Chivu, sotto la guida di José Mourinho. Ora Wesley Sneijder si trova a Milano, ospite dello sponsor Betsson, dove domani assisterà a San Siro a Inter-Napoli, tre giorni prima della sfida di Champions League al Real Madrid Madrid allo stadio Bernabéu, dove vinse la Champions nel 2010 contro il Bayern Monaco. “È un bene affrontare una grande squadra come il Napoli prima di andare a Madrid. Devi essere subito al cento per cento. Sono due partite che possono mandare un messaggio: se l’Inter batte il Napoli e fa un buon risultato a Madrid, dimostra di essere davvero la favorita per lo scudetto e di potere arrivare fino in fondo”.

Che partita si aspetta contro il Napoli?

“Sono due grandi squadre e tutti vogliono vincere. Ho sentito che Chivu ha parlato con grande rispetto di Allegri. È una vecchia storia: gli allenatori parlano sempre con rispetto dell’avversa…

MILANO - Con la maglia dell’Inter ha vinto il triplete, condividendo la stanza dei ritiri con l’attuale tecnico nerazzurro, Cristian Chivu, sotto la guida di José Mourinho. Ora Wesley Sneijder si trova a Milano, ospite dello sponsor Betsson, dove domani assisterà a San Siro a Inter-Napoli, tre giorni prima della sfida di Champions League al Real Madrid Madrid allo stadio Bernabéu, dove vinse la Champions nel 2010 contro il Bayern Monaco. “È un bene affrontare una grande squadra come il Napoli prima di andare a Madrid. Devi essere subito al cento per cento. Sono due partite che possono mandare un messaggio: se l’Inter batte il Napoli e fa un buon risultato a Madrid, dimostra di essere davvero la favorita per lo scudetto e di potere arrivare fino in fondo”.

Che partita si aspetta contro il Napoli?

“Sono due grandi squadre e tutti vogliono vincere. Ho sentito che Chivu ha parlato con grande rispetto di Allegri. È una vecchia storia: gli allenatori parlano sempre con rispetto dell’avversario prima delle partite”.

Allegri nel 2011 vi tolse lo scudetto, con il Milan. Che ricordo ha di lui?

“È un allenatore che ha vinto tanto e merita rispetto. Ma quando comincia la partita conta poco ciò che hanno fatto o detto gli allenatori: decidono i giocatori”.

Si aspettava che Cristian Chivu diventasse un allenatore così bravo?

“Sì. Quando arrivò all’Ajax aveva circa vent’anni e diventò subito capitano. All’Inter eravamo sempre nella stessa stanza in ritiro. Non pensava mai soltanto a se stesso, ma a tutta la squadra. Sapevo che avrebbe fatto questa carriera”.

Che compagno di stanza era?

“Molto ordinato, non altrettanto divertente. Non era uno che scherzava continuamente: parlava soprattutto di calcio e della famiglia. È sempre stato una bravissima persona”.

Che cosa l’ha colpita del suo lavoro all’Inter?

“È arrivato in un momento difficile, dopo una finale di Champions persa e con il Mondiale per club da affrontare. All’inizio ha proseguito il lavoro degli allenatori precedenti, poi, dopo due o tre mesi, ha cominciato a mettere davvero le sue idee. Ed è lì che la squadra è cresciuta”.

Chivu ha preso qualcosa da Mourinho?

“Non soltanto da Mourinho. Un allenatore prende qualcosa da tutti quelli che ha avuto e poi crea il proprio modo di lavorare. Chivu adesso fa le sue cose. Può essere l’erede di Mourinho, lo spero per lui”.

Chivu contro Mourinho in Real Madrid-Inter: come la vede?

“È una storia bellissima. Prevedo un 2-2 o un 3-3, anche se naturalmente tifo Inter”.

Mourinho torna al Real Madrid dopo tanti anni. È ancora l’uomo giusto?

“Secondo me sì. Il Real ha tanti giocatori di grandissima qualità e personalità, quindi non è facile da gestire. Mourinho è il numero uno in questo. Non lo chiamano Special One per caso: chi lo ha avuto come tecnico sa che è davvero speciale”.

Come la convinse a lasciare il Real per l’Inter nel 2009?

“Mi chiamò tre volte in due giorni. All’inizio dissi al mio agente che non volevo lasciare il Real, perché sentivo che la mia storia a Madrid non era finita. Mourinho però continuava a ripetermi: ‘All’Inter manca un vero numero 10. Vieni tu e vinciamo tutto’. Alla fine lo ascoltai. Arrivai a Milano e, praticamente senza allenarmi, mi disse che avrei giocato subito il derby. Vincemmo 4-0. Poi sappiamo com’è andata”.

Qual era la più grande qualità di Mourinho?

“Sapeva dare sicurezza alla squadra in pochissimo tempo. Prima della semifinale d’andata contro il Barcellona fece una riunione di 45 minuti, eccezionale per lui: normalmente gliene bastavano 10-15. Prima della finale contro il Bayern parlò una decina di minuti. Sapeva esattamente che cosa dirci”.

Ricorda un dettaglio tattico della finale di Madrid?

“Mourinho chiese a Chivu di spendere subito un giallo su Robben. Voleva fargli capire che non avrebbe avuto una partita facile. Anch’io entrai duro su Robben un paio di volte”.

Che cosa ricorda del 22 maggio 2010 al Bernabéu?

“Soprattutto quando ho alzato la coppa. Era il mio sogno. Prima della partita, però, per noi doveva essere tutto normale. Gli sponsor volevano che ci vestissimo in maniera particolare, ma Mourinho insistette perché facessimo esattamente quello che avevamo sempre fatto. Anche una finale di Champions doveva essere trattata come una partita normale”.

Mourinho e Materazzi in lacrime dopo la vittoria della Champions 

E dell’addio di Mourinho subito dopo la finale?

“È scappato davvero. Io non lo vidi più nello spogliatoio. Solo dopo capimmo che era andato via e vidi le immagini dell’abbraccio con Materazzi. Mourinho è molto emotivo e credo che non sarebbe riuscito a salutarci tutti. Forse al suo posto avrei fatto lo stesso”.

Real Madrid-Inter sarà anche la prima sfida europea tra Mourinho e la sua ex squadra. Che effetto le fa?

“Bellissimo. La seguirò per la televisione olandese. Per Mourinho giocare contro l’Inter sarà speciale, così come per Chivu affrontare il suo vecchio allenatore. Io naturalmente spero che vinca l’Inter”.

Leggi i commenti