✕

Urla e giorno libero, il bastone e la carota di Chivu. In Champions con tanto turnover

(lapresse)

Ascolta l'audio

Il tecnico ha perso la voce per scuotere l’Inter nell’intervallo di Bologna, poi ha concesso alla squadra una domenica di riposo. Contro lo Shakhtar spazio a chi ha deciso la rimonta. Dubbio in porta: possibile il debutto di Provedel
1 minuti di lettura

MILANO – C’era una volta il Chivu psicologo. Nell’intervallo della partita di Bologna, lo spogliatoio dell’Inter ha conosciuto l’altro Cristian, quello che quando si arrabbia grida, al punto da perdere la voce e dovere mandare il suo vice Kolarov in conferenza stampa. Lo aveva già fatto il 13 settembre dell’anno scorso, dopo la sconfitta per 4-3 allo Stadium contro la Juventus. Ma ieri è stato diverso: non era uno sfogo dopo una singola sconfitta (a Bologna, alla fine, l’Inter ha vinto 3-1), ma un tentativo di cambiare l’inerzia di una squadra che è partita in svantaggio in sei delle nove gare stagionali.

Prima le urla, poi il riposo

Due le cose su cui il tecnico ha insistito: l’atteggiamento e l’organizzazione, soprattutto nella fase difensiva, vero punto debole quest’anno dei nerazzurri, che in sole due partite hanno tenuto la rete inviolata. Subito dopo la fine della gara al Dall’Ara, vinta per 3-1 dall’Inter in rimonta, il tecnico ha comunque confermato alla squadra il giorno libe…

MILANO – C’era una volta il Chivu psicologo. Nell’intervallo della partita di Bologna, lo spogliatoio dell’Inter ha conosciuto l’altro Cristian, quello che quando si arrabbia grida, al punto da perdere la voce e dovere mandare il suo vice Kolarov in conferenza stampa. Lo aveva già fatto il 13 settembre dell’anno scorso, dopo la sconfitta per 4-3 allo Stadium contro la Juventus. Ma ieri è stato diverso: non era uno sfogo dopo una singola sconfitta (a Bologna, alla fine, l’Inter ha vinto 3-1), ma un tentativo di cambiare l’inerzia di una squadra che è partita in svantaggio in sei delle nove gare stagionali.

Prima le urla, poi il riposo

Due le cose su cui il tecnico ha insistito: l’atteggiamento e l’organizzazione, soprattutto nella fase difensiva, vero punto debole quest’anno dei nerazzurri, che in sole due partite hanno tenuto la rete inviolata. Subito dopo la fine della gara al Dall’Ara, vinta per 3-1 dall’Inter in rimonta, il tecnico ha comunque confermato alla squadra il giorno libero di domenica (ieri), necessario per recuperare energie in vista della sfida di Champions League di mercoledì a San Siro contro lo Shakhtar Donetsk. Il bastone e la carota, quindi.

Carlos Augusto e Bonny scalpitano

Contro la squadra ucraina, che domina il suo campionato e in Europa ha già raccolto quattro punti in due partite, è probabile che Chivu voglia promuovere a titolari quei giocatori che, entrando a gara in corso, sono stati determinanti per la vittoria a Bologna: Carlos Augusto, forse il più in forma dell’intera rosa, Ange-Yoan Bonny, autore del terzo gol a Skorupski, e magari anche Mkhitaryan, che ha messo lo zampino nell’azione che, insieme a Calhanoglu, ha dato al centrocampo interista un equilibrio che fino a quel momento era mancato.

Provedel aspetta la sua occasione

Un discorso a parte merita il portiere. Chivu finora ha ribadito a parole la fiducia nel vice Provedel, assicurando che presto avrà l’opportunità di mettersi in mostra. All’atto pratico, però, nelle nove gare ufficiali giocate finora fra campionato e Champions ha sempre schierato Josep Martinez, che ha alternato belle parate a errori. È probabile che affidi la porta al trentaduenne italiano mercoledì contro lo Shakhtar e di nuovo domenica, quando a San Siro arriverà la Fiorentina, per poi tornare a Martinez dalla partita successiva, in trasferta a Venezia.

Leggi i commenti