Urla e giorno libero, il bastone e la carota di Chivu. In Champions con tanto turnover
di Franco VanniMILANO – C’era una volta il Chivu psicologo. Nell’intervallo della partita di Bologna, lo spogliatoio dell’Inter ha conosciuto l’altro Cristian, quello che quando si arrabbia grida, al punto da perdere la voce e dovere mandare il suo vice Kolarov in conferenza stampa. Lo aveva già fatto il 13 settembre dell’anno scorso, dopo la sconfitta per 4-3 allo Stadium contro la Juventus. Ma ieri è stato diverso: non era uno sfogo dopo una singola sconfitta (a Bologna, alla fine, l’Inter ha vinto 3-1), ma un tentativo di cambiare l’inerzia di una squadra che è partita in svantaggio in sei delle nove gare stagionali.
Prima le urla, poi il riposo
Due le cose su cui il tecnico ha insistito: l’atteggiamento e l’organizzazione, soprattutto nella fase difensiva, vero punto debole quest’anno dei nerazzurri, che in sole due partite hanno tenuto la rete inviolata. Subito dopo la fine della gara al Dall’Ara, vinta per 3-1 dall’Inter in rimonta, il tecnico ha comunque confermato alla squadra il giorno libe…
MILANO – C’era una volta il Chivu psicologo. Nell’intervallo della partita di Bologna, lo spogliatoio dell’Inter ha conosciuto l’altro Cristian, quello che quando si arrabbia grida, al punto da perdere la voce e dovere mandare il suo vice Kolarov in conferenza stampa. Lo aveva già fatto il 13 settembre dell’anno scorso, dopo la sconfitta per 4-3 allo Stadium contro la Juventus. Ma ieri è stato diverso: non era uno sfogo dopo una singola sconfitta (a Bologna, alla fine, l’Inter ha vinto 3-1), ma un tentativo di cambiare l’inerzia di una squadra che è partita in svantaggio in sei delle nove gare stagionali.
Prima le urla, poi il riposo
Due le cose su cui il tecnico ha insistito: l’atteggiamento e l’organizzazione, soprattutto nella fase difensiva, vero punto debole quest’anno dei nerazzurri, che in sole due partite hanno tenuto la rete inviolata. Subito dopo la fine della gara al Dall’Ara, vinta per 3-1 dall’Inter in rimonta, il tecnico ha comunque confermato alla squadra il giorno libero di domenica (ieri), necessario per recuperare energie in vista della sfida di Champions League di mercoledì a San Siro contro lo Shakhtar Donetsk. Il bastone e la carota, quindi.
Carlos Augusto e Bonny scalpitano
Contro la squadra ucraina, che domina il suo campionato e in Europa ha già raccolto quattro punti in due partite, è probabile che Chivu voglia promuovere a titolari quei giocatori che, entrando a gara in corso, sono stati determinanti per la vittoria a Bologna: Carlos Augusto, forse il più in forma dell’intera rosa, Ange-Yoan Bonny, autore del terzo gol a Skorupski, e magari anche Mkhitaryan, che ha messo lo zampino nell’azione che, insieme a Calhanoglu, ha dato al centrocampo interista un equilibrio che fino a quel momento era mancato.
Provedel aspetta la sua occasione
Un discorso a parte merita il portiere. Chivu finora ha ribadito a parole la fiducia nel vice Provedel, assicurando che presto avrà l’opportunità di mettersi in mostra. All’atto pratico, però, nelle nove gare ufficiali giocate finora fra campionato e Champions ha sempre schierato Josep Martinez, che ha alternato belle parate a errori. È probabile che affidi la porta al trentaduenne italiano mercoledì contro lo Shakhtar e di nuovo domenica, quando a San Siro arriverà la Fiorentina, per poi tornare a Martinez dalla partita successiva, in trasferta a Venezia.