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Juventus, Bonucci: "In difesa fortissimi, ma il nostro segreto è il gruppo"

La retroguardia bianconera è la meno battuta in Champions, ma il giocatore di Viterbo condivide i meriti con i compagni e con Conte: "Buffon è eccezionale, e anche gli attaccanti fanno un grande lavoro di copertura". I campioni d'Italia dopo sette anni tra le prime otto d'Europa. Vucinic: "E' solo un punto di partenza"
di TIMOTHY ORMEZZANO

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TORINO - Qui non si passa. La Juventus ha la migliore difesa della Champions League: quattro gol subiti in otto partite (primato condiviso con il Porto che però ha giocato una partita in meno), neanche uno nelle ultime cinque uscite europee. Una delle colonne della retroguardia bianconera e azzurra è Leonardo Bonucci, con Gigi Buffon e Andrea Pirlo l'unico a non aver saltato neanche un minuto di Champions. "Il nostro segreto? Il merito non è soltanto della difesa: anche gli attaccanti fanno un grande lavoro di copertura. E poi c'è Buffon, che sul tiro deviato da Hooper ha fatto un miracolo". L'altro segreto è nella forza di un coro che canta a memoria, senza solisti o prime voci. Un gruppo che più compatto proprio non si può. Merito del grande lavoro motivazionale fatto da Conte, che ha inoculato la migliore juventinità nelle vene dei suoi, creando uno spogliatoio che non fa distinzione tra senatori e matricole, titolari e gregari: "Il discorso prima della partita, tenuto a turno da un giocatore ogni volta diverso, è ormai una bella abitudine che aiuta a compattare il gruppo - prosegue Bonucci -. Le parole di un compagno non possono che essere di aiuto". Come quelle che Leonardo avrà detto nel prepartita a Marrone, chiamato a fare il Bonucci al centro della difesa, spostando l'originale a destra. "Alla fine ho parlato a Luca di una sua grandissima prestazione, ma gli ho anche detto di non illudersi: per prendere il mio posto dovrà attendere una decina di anni, quando ci sarà un riciclo", ride Bonucci.

Tornata dopo sette lunghi anni nel G8 dei migliori club del vecchio continente, passando dal 24° al 19° posto del ranking Uefa nel breve volgere di una sera, quella del comodo 2-0 al Celtic firmato dalla coppia vintage Matri-Quagliarella (ridiventata titolare dopo 14 mesi), la Juve sogna il double: campionato e Champions League. "La vittoria di ieri deve rappresentare un punto di partenza - così Mirko Vucinic, intervenuto sul suo sito ufficiale -. Stiamo facendo qualcosa di straordinario, ma c'è ancora tanto da lavorare. Teniamo i piedi per terra, niente ancora è deciso. Continuiamo a impegnarci duramente, con umiltà e sacrificio. Ci sono comunque tanti motivi per sognare". Il 15 marzo, dall'urna di Nyon uscirà il nome dell'avversaria nei quarti di finale. "Una squadra vale l'altra - taglia corto Bonucci, utilizzando una formuletta molto gettonata nel calcio -, anche se è vero che le vincenti di Galatasaray-Schalke e Porto-Malaga sembrano un gradino sotto. Io, comunque, ribadisco quanto ho già detto: sogno di giocare al Bernabeu".

Al tempo. Ora la Signora può dedicarsi per un mese al campionato. Con undici tappe ancora da disputare, Conte studia la volata di primavera. La stessa che gli riuscì l'anno scorso, quando i bianconeri inanellarono dieci vittorie e un pareggio, conquistando il tricolore al ritmo di 2,818 punti a partita. "Non dobbiamo lasciare nulla al caso  -  avverte Bonucci -. Dalla nostra parte abbiamo l'esperienza maturata l'anno scorso, conquistando lo scudetto partendo da -7 punti dalla vetta. Domenica incontriamo allo Stadium il Catania, una squadra che sta andando oltre ogni aspettativa. Ci vorrà massimo rispetto, concentrazione e umiltà".

Anche Simone Padoin, nel day after del suo esordio da titolare in Champions League, non abbassa le antenne: "Il Catania è la rivelazione della stagione - dichiara il centrocampista a Juventus Channel -. Domenica stava battendo facilmente l'Inter, prima che un blackout gli costasse la vittoria. Anche all'andata, abbiamo visto quanto valgono. Quella siciliana è una squadra compatta e affiatata che ci darà del filo da torcere".
 
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