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Juventus, Conte: "L'esultanza? Ci accolgono a bastonate..."

Il successo sul Bologna fa felice il tecnico ("Siamo in testa meritatamente, senza dimenticare il sogno Champions'') che difende il suo eccesso di gioia nel finale: "Non ho mancato di rispetto, la vergogna è rappresentata dall'accoglienza che ci viene riservata ovunque: insulti, sassi e bastonate. Mettessero le telecamere fuori dagli stadi, invece che negli spogliatoi"

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BOLOGNA - Nella sera in cui ha mosso un'altra ampia falcata verso lo scudetto, Antonio Conte ha anche operato un distacco probabilmente definitivo con l'Italia non juventina. "Forse l'unica soluzione è andare all'estero, lontano da tutto questo". Tutto questo? Cosa spinge Conte lontano da qui? "Non ho più neanche la libertà di esultare come, quando e con chi voglio. Sono stato criticato perché a Bologna ho festeggiato con i miei tifosi, ma nessuno fa neanche più caso che al nostro pullman tirano di tutto ogni volta che entriamo in uno stadio. Sabato sera c'erano genitori che ci insultavano con bimbi piccoli in braccio, altri ci tiravano i bastoni: di questo bisognerebbe vergognarsi, non di un allenatore che esulta con la sua gente. Mettessero le telecamere fuori dagli stadi, invece che negli spogliatoi ".
Dev'essere stata la goccia che ha fatto traboccare il risentimento di Conte. "Passi quello che ci hanno fatto a Napoli, che è una città che ha dei problemi e dove la gente non riesce a trovare un lavoro. Ma se queste cose succedono anche in un posto civile come Bologna,  allora è finita". E allora, ribadisce l'allenatore della Juventus, è meglio scappare. "Ho una moglie e una figlia, ma a Firenze non posso andare, a Bologna non posso andare, a Napoli non posso andare. E a quel punto uno prende e se ne va, che fa prima".

SUCCESSO PESANTE -
Archiviata l'amarezza, Conte torna a parlare del match, vinto brillantemente contro un Bologna in forma. "Siamo una macchina che viaggia spedita, già dallo scorso anno: facciamo cose importanti e dobbiamo continuare. Quello di oggi è un grande passo avanti ma non abbiamo vinto, mancano nove partite per tagliare il traguardo. Siamo meritatamente in testa, schiacciamo ancora sull'acceleratore, ricordando sempre il sogno Champions League". "Peluso e Padoin oggi hanno interpretato alla perfezione i dettami tattici. Abbiamo preparato bene la gara e il Bologna ci ha messo in grande difficoltà. Volevamo vincere, oggi c'era un grande rischio, contro una squadra in forma, lo stesso Pioli sentiva il momento come positivo. Perdendo oggi avremmo dato input positivi a chi insegue, i tre punti di oggi sono importanti e meritati, sono contento. Siamo la miglior difesa e il miglior attacco, visto che la Roma ha nel suo conto 3 gol a tavolino: giochiamo divertendoci e con grande organizzazione tattica, sono orgoglioso".

BUFFON: SEGNALE IMPORTANTE - La vittoria sul Bologna fa felice anche Gigi Buffon, che ha chiuso con la porta inviolata. "Mancano ancora diverse gare difficili ma quello di stasera è un segnale importante: era una gara che valeva più dei canonici tre punti, come quella di domenica scorsa. Siamo quasi campioni? Non esiste, o lo si è del tutto o non lo si è per niente. Le cose a metà non accontentano nessuno. La Champions? Ci rispetteranno, ma il Bayern ha certezze, siamo pronti a giocarci contro nel miglior modo possibile. Per noi è già un grande traguardo".
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