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Juventus, Elkann allontana Ibrahimovic: "Cerca casa a Milano..."

Il numero uno della Fiat parla degli obiettivi bianconeri. Lo svedese, come dice Marotta, è fuori parametro. Le piste più gettonate restano quelle che portano a Sanchez, Suarez e Muriel. Domenica il Milan, Chiellini verso il rientro. Bonucci: "Concentrati finché non ci sarà la matematica"
di TIMOTHY ORMEZZANO

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TORINO - Riconquistata la scena nazionale ed europea, la Signora punta alla ribalta mondiale. "Quale bianconero mi piacerebbe vedere insieme a Balotelli nella classifica pubblicata dal Time dei cento personaggi più influenti al mondo? Molti. Ci sono cento juventini che potrebbero essere in quella graduatoria". Vuole una Juve da prima pagina, John Elkann, che risponde tra il serio e il faceto alle domande dei cronisti. Intervenuto a margine della presentazione della Collaborazione fra la Fondazione Giovanni Agnelli e l'Università Bocconi, il presidente della Exor evita di caricare di troppe attese il posticipo di domenica sera contro il Milan ("Partita-scudetto? Vedremo, ma tutte le partite per noi lo sono") e alza una cortina di fumo sull'eventuale ritorno alla Juventus di Ibrahimovic: "Pare che cerchi casa a Milano..."

Vero, le vie del mercato sono infinite, ma il problema non sembra certo legato a questioni di residenza, sabauda o meneghina che sia, quanto a questioni economiche. L'acquisto dello svedese è stato a più riprese timbrato dall'ad Marotta come "fuori parametro". Ibra e il Psg hanno un accordo per le prossime due stagioni per la poco modica cifra di 12,5 milioni a campionato, 25 milioni totali. Il tetto salariale bianconero non permetterebbe nemmeno di spalmare la cifra su tre anni: 8 milioni annui circa sarebbero comunque uno stipendio esagerato per il club di corso Galileo Ferraris. Lo svedese dovrebbe dimezzarsi il guadagno, passando a 6 milioni annuali: un'ipotesi poco percorribile, specie quando si parla di cuori aridi.

Ecco perché al momento le piste più gettonate sono quelle che portano a Sanchez (Barcellona), Suarez (Liverpool) e Muriel (Udinese). Intanto, come anticipato ieri, la Juve ha aperto un canale con il Real Madrid, che si è impegnato a contattare i bianconeri in caso di cessione di Benzema e Higuain.

Mentre dunque è ripartito il tormentone top player, a Vinovo si cerca la concentrazione per affrontare l'ultima parte del rush scudetto, "finché la matematica non ci darà la certezza di essere nuovamente campioni d'Italia", come sottolinea Bonucci ai microfoni di Sky Sport. Sotto col Milan, allora. Senza Balotelli, che rientrerà soltanto nel turno successivo con il Catania: "Mario è un grandissimo giocatore - prosegue Bonucci -, con notevoli margini di miglioramento, ma anche Pazzini, El Shaarawy e Niang possono farci paura. Incontriamo un avversario in forma, lo dimostrano i tanti risultati che hanno ottenuto nel 2013. Ma noi abbiamo una gran voglia di portare a casa tre punti importanti".
Come anticipato nei giorni scorsi, Chiellini corre ad ampie falcate verso il rientro contro il Milan. Il ginocchio ammaccato non sembra infastidire il difensore, in attesa del definitivo via libera dello staff sanitario bianconero. Il provino decisivo è in programma domani pomeriggio, quando la squadra di Conte sosterrà una seduta pomeridiana.

Detto del possibile rientro del 'Chiello' al fianco di Barzagli e Bonucci, il resto dell'undici non dovrebbe cambiare rispetto a quello dell'Olimpico laziale: Lichtsteiner e Asamoah in corsia, il trio Vidal-Pirlo-Pogba a centrocampo e Marchisio tra le linee del 3-5-1-1, a supporto dell'unica punta Vucinic. In alternativa, si torna al 3-5-2 con ballottaggio tra il "principino" e Pogba a centrocampo e tra Qualiarella e Matri per il posto in attacco al fianco del montenegrino. La missione è semplice: vendicare il ko (1-0) subìto all'andata al Meazza - "allora ci mancò un po' di umiltà", ammette Bonucci - e fare altri tre passi verso il traguardo tricolore. La Signora vuole soddisfare la dolcissima condanna che la accompagna e che il centrale bianconero e azzurro sintetizza così: "Noi siamo la Juve, e siamo sempre costretti a vincere".
 
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