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Juventus, Conte: "Milan forte, ma non vince da due anni..."

Il tecnico bianconero, alla vigilia della supersfida, replica alle statistiche dell'ad rossonero. Sulla gara: "Non vogliamo fare lo sgambetto a nessuno, sarebbe da provinciali. Ci interessano i tre punti per avvicinare lo scudetto"di TIMOTHY ORMEZZANO
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TORINO - "Neanche nel migliore dei sogni avrei immaginato di arrivare a sei giornate dalla fine con 11 punti di vantaggio sulla seconda. E dire che nella prima parte della stagione siamo andati con le ruote sgonfie, per via della mia squalifica". E' quasi tempo di bilanci, per Antonio Conte. La sua Juve vede materializzarsi il traguardo tricolore, ma si sforza di mettere a fuoco i rossoneri avversari di domani sera allo Stadium. Detto del probabilissimo rientro di Chiellini al fianco di Barzagli e Bonucci ("Se Giorgio sta bene gioca, difficilmente potrei privarmi di un giocatore del suo calibro"), il resto dell'undici non dovrebbe cambiare rispetto a quello dell'Olimpico laziale: Lichtsteiner e Asamoah in corsia, Vidal-Pirlo-Pogba a centrocampo e Marchisio tra le linee del 3-5-1-1, a supporto dell'unica punta Vucinic.

La Juve vuole vendicare l'1-0 subito all'andata a Milano. E magari bloccare il Milan in quel terzo posto che vorrebbe dire preliminari di Champions: &…
TORINO - "Neanche nel migliore dei sogni avrei immaginato di arrivare a sei giornate dalla fine con 11 punti di vantaggio sulla seconda. E dire che nella prima parte della stagione siamo andati con le ruote sgonfie, per via della mia squalifica". E' quasi tempo di bilanci, per Antonio Conte. La sua Juve vede materializzarsi il traguardo tricolore, ma si sforza di mettere a fuoco i rossoneri avversari di domani sera allo Stadium. Detto del probabilissimo rientro di Chiellini al fianco di Barzagli e Bonucci ("Se Giorgio sta bene gioca, difficilmente potrei privarmi di un giocatore del suo calibro"), il resto dell'undici non dovrebbe cambiare rispetto a quello dell'Olimpico laziale: Lichtsteiner e Asamoah in corsia, Vidal-Pirlo-Pogba a centrocampo e Marchisio tra le linee del 3-5-1-1, a supporto dell'unica punta Vucinic.

La Juve vuole vendicare l'1-0 subito all'andata a Milano. E magari bloccare il Milan in quel terzo posto che vorrebbe dire preliminari di Champions: "Quella del Meazza fu una partita molto strana - prosegue il tecnico bianconero -, i rossoneri vinsero con un rigore discusso, sfoderando una prestazione grintosa. La nostra sconfitta, meritata, diede il la alla loro rinascita. Ma è una fesseria sostenere che adesso vogliamo fare uno scherzetto al Milan. Guardare in casa degli altri è da provinciali: noi vogliamo soltanto ottenere tre punti pesanti in chiave scudetto".

C'è anche spazio per una replica a Galliani: "Ha ragione a dire che negli ultimi cinque anni il suo Milan è stato forte come la Juve, ma non sempre i più forti vincono. La storia degli ultimi due campionati dice che il Milan non ha vinto niente". Dall'ex tifoso bianconero Galliani passato al "nemico", Conte si sposta su un ex campione rossonero approdato a Torino: "Pirlo dice che mi arrabbio anche quando la Juve vince? Ha ragione, è la pura verità. A volte vincere non mi lascia per niente sereno. Un allenatore deve saper distinguere tra una vittoria convincente e una vittoria arrivata con un po' di fortuna. Esultando per certi successi ci si prepara a una sconfitta". Il regista bianconero, nella sua autobiografia, racconta di un Conte solito a scagliare via tutto quello che gli capita tra le mani durante l'intervallo delle partite. "E' vero, è capitato, ma devo migliorare la mira visto che fino ad ora non ho mai colpito nessuno - scherza il mister -. Sono situazioni studiate ad arte per alzare la concentrazione. Niente è lasciato al caso".

Ma il bravo allenatore è anche quello che sa motivare la squadra, vestendo i panni del mental coach: "Nel 2000 non ci si può limitare a discorsi tecnico-tattici, bisogna curare anche gli aspetti fisici, motivazionali e psicologici. Non è facile entrare nelle menti dei calciatori, senza dimenticare che bisogna anche confrontarsi con dirigenti, magazzinieri e giardinieri". Il bravo allenatore deve saper usare il bastone e la carota: "C'è chi ha bisogno di una parola dolce e chi invece deve essere spronato con una parola dura". Il bravo allenatore deve saper trasformarsi in sarto "per cucire addosso alla squadra l'abito più adatto, a seconda dei giocatori che ha a disposizione". Ecco, appunto. Con lo scudetto praticamente in ghiaccio, è normale parlare della Juve che verrà.

Dopo aver accantonato il 4-2-4 per il "modulo Vidal" (4-3-3), la settimana scorsa all'Olimpico laziale la Juve ha messo da parte il 3-5-2 per il "modulo Pogba" (3-5-1-1). "Paul sta crescendo in modo esponenziale. Il 3-5-1-1- è l'unico modo per vedere tutti i centrocampisti in campo. Ed è comunque un impianto che non stravolge la nostra idea di gioco". Un'alternativa tattica che potrebbe condizionare il prossimo mercato, indicando a Marotta l'opportunità di reperire un trequartista come Diamanti e un centravanti abile a catalizzare il gioco e a dialogare con la squadra come Ibrahimovic. "Volete sapere se mi piacerebbe avere e allenare Ibra? Parlare di mercato è poco elegante nei confronti dei miei calciatori. Da qui alla fine del campionato non parlerò mai di un giocatore non mio". Il cantiere della Juve 2013-14 è però aperto. Ma giocare d'anticipo sulla concorrenza non è sempre garanzia di successo: "Non è importante arrivare primi sui giocatori, ma avere i soldi per prenderli", precisa Conte.

Oggi a Vinovo era presente Ronaldo. Dopo aver incontrato Conte e la squadra, l'ex fuoriclasse brasiliano ha lasciato il centro sportivo bianconero per recarsi allo Juventus Stadium e allo Juventus Museum. Domani mattina, in un prestigioso albergo torinese, Ronaldo terrà una conferenza stampa di presentazione della Confederation Cup in programma a giugno in Brasile.