TORINO - Con lo scudetto ricucito sul petto, la Juve corre contro se stessa: "Il nostro obiettivo adesso è battere il record di Capello (91 punti nel 2005-06) - dice Angelo Alessio, il vice di Antonio Conte -. Vogliamo vincere tutte e tre le giornate restanti per finire al meglio questa stagione trionfante". Anche Massimo Carrera si allinea alla nuova rotta tracciata da Conte: "Inseguiamo nuovi traguardi importanti: questo gruppo merita di entrare ulteriormente nella storia".
Ma a tener banco è soprattutto il caso-Conte. "A breve sapremo cosa pensa di fare", dice Alessio. Tutti sulle spine, quindi. Non c'è ancora stato nessun chiarimento tra il tecnico e la società, nessuna riunione con vista sul futuro prossimo della squadra. La festa-scudetto ha addolcito gli animi e ha alleviato i mal di pancia del mister, ma nessuno si è ancora seduto a un tavolo per programmare il domani. Lo dice, chiaro e tondo, lo stesso Carrera: "Contrariamente a quanto ho letto su un giornale, Antonio non ha ancora parlato con il presidente Agnelli e nemmeno con Marotta. Lui è un vincente, vuole migliorare e allenare una squadra sempre più forte". E magari, provare a realizzare quel sogno chiamato Champions: "In Europa dobbiamo fare ancora un passettino avanti. Ci vorrà del tempo e, come ha detto Antonio, qualche soluzione nuova", ribadisce Alessio. "Quanto misura il divario tra noi e le big? Il Bayern ha dimostrato di essere una grande squadra: se penso che noi dai tedeschi ne abbiamo presi quattro e il Barcellona sette, ne deduco che con qualche accorgimento ce la possiamo giocare", prosegue Carrera.
Si passa all'attualità più stretta, e cioè alla trasferta di domani a Bergamo, con vetrina per i gregari: "Contro l'Atalanta giocherà chi ha sin qui avuto meno occasioni degli altri, ma andremo come sempre in campo per vincere. La squadra accusa un po' di logorio? No, altrimenti non avrebbe vinto il campionato con tre giornate d'anticipo", risponde Carrera. Tra i 21 convocati per Bergamo non figurano i nomi di Buffon (infiammazione tendinea all'adduttore sinistro), Barzagli (infiammazione al tendine di Achille sinistro), Asamoah (lesione di primo grado al bicipite femorale destro), Bendtner (lieve contrattura dei flessori) e dello squalificato Pogba. Alla luce dell'assenza del centrocampista francese (tre turni di stop per lo sputo ad Aronica), la Juve tornerà al 3-5-2. Secondo quanto filtra dalle porte chiuse di Vinovo, davanti a Storari ci saranno probabilmente Caceres, Bonucci e Chiellini, con Padoin (in vantaggio su Isla) e De Ceglie esterni, Marchisio e Giaccherini ai fianchi di Pirlo e il tandem Matri-Quagliarella in attacco.
I collaboratori del tecnico campione d'Italia dicono di vivere bene all'ombra di Conte. Per un'eventuale carriera individuale, c'è tempo: "Siamo contenti di lavorare con Antonio. Seguirlo in questi anni meravigliosi è stato un onore", dice in coro la coppia Alessio-Carrera. La media voto del duo di scorta (2,27 punti a partita, tra campionato e coppe) è addirittura superiore a quella del principale (2,17 punti). Eppure Conte sostiene che a inizio anno, quando lui era confinato in tribuna causa squalifica ("In quel periodo Antonio pareva un leone in gabbia: abbiamo sofferto insieme", ricorda Alessio), la squadra sembrava viaggiare con le gomme sgonfie: "Volete sapere se quel modo di dire ci ha fatto arrabbiare? Assolutamente no, i giocatori in quel periodo erano un po' appagati dai risultati della stagione precedente, avevano perso un po' di cattiveria, poi ritrovata immediatamente. Io unico tecnico di Serie A imbattuto? Sono stato fortunato - conclude Carrera -, la mia esperienza in panchina è durata molto poco. Il vero imbattuto è stato Antonio l'anno scorso".
Ma a tener banco è soprattutto il caso-Conte. "A breve sapremo cosa pensa di fare", dice Alessio. Tutti sulle spine, quindi. Non c'è ancora stato nessun chiarimento tra il tecnico e la società, nessuna riunione con vista sul futuro prossimo della squadra. La festa-scudetto ha addolcito gli animi e ha alleviato i mal di pancia del mister, ma nessuno si è ancora seduto a un tavolo per programmare il domani. Lo dice, chiaro e tondo, lo stesso Carrera: "Contrariamente a quanto ho letto su un giornale, Antonio non ha ancora parlato con il presidente Agnelli e nemmeno con Marotta. Lui è un vincente, vuole migliorare e allenare una squadra sempre più forte". E magari, provare a realizzare quel sogno chiamato Champions: "In Europa dobbiamo fare ancora un passettino avanti. Ci vorrà del tempo e, come ha detto Antonio, qualche soluzione nuova", ribadisce Alessio. "Quanto misura il divario tra noi e le big? Il Bayern ha dimostrato di essere una grande squadra: se penso che noi dai tedeschi ne abbiamo presi quattro e il Barcellona sette, ne deduco che con qualche accorgimento ce la possiamo giocare", prosegue Carrera.
Si passa all'attualità più stretta, e cioè alla trasferta di domani a Bergamo, con vetrina per i gregari: "Contro l'Atalanta giocherà chi ha sin qui avuto meno occasioni degli altri, ma andremo come sempre in campo per vincere. La squadra accusa un po' di logorio? No, altrimenti non avrebbe vinto il campionato con tre giornate d'anticipo", risponde Carrera. Tra i 21 convocati per Bergamo non figurano i nomi di Buffon (infiammazione tendinea all'adduttore sinistro), Barzagli (infiammazione al tendine di Achille sinistro), Asamoah (lesione di primo grado al bicipite femorale destro), Bendtner (lieve contrattura dei flessori) e dello squalificato Pogba. Alla luce dell'assenza del centrocampista francese (tre turni di stop per lo sputo ad Aronica), la Juve tornerà al 3-5-2. Secondo quanto filtra dalle porte chiuse di Vinovo, davanti a Storari ci saranno probabilmente Caceres, Bonucci e Chiellini, con Padoin (in vantaggio su Isla) e De Ceglie esterni, Marchisio e Giaccherini ai fianchi di Pirlo e il tandem Matri-Quagliarella in attacco.
I collaboratori del tecnico campione d'Italia dicono di vivere bene all'ombra di Conte. Per un'eventuale carriera individuale, c'è tempo: "Siamo contenti di lavorare con Antonio. Seguirlo in questi anni meravigliosi è stato un onore", dice in coro la coppia Alessio-Carrera. La media voto del duo di scorta (2,27 punti a partita, tra campionato e coppe) è addirittura superiore a quella del principale (2,17 punti). Eppure Conte sostiene che a inizio anno, quando lui era confinato in tribuna causa squalifica ("In quel periodo Antonio pareva un leone in gabbia: abbiamo sofferto insieme", ricorda Alessio), la squadra sembrava viaggiare con le gomme sgonfie: "Volete sapere se quel modo di dire ci ha fatto arrabbiare? Assolutamente no, i giocatori in quel periodo erano un po' appagati dai risultati della stagione precedente, avevano perso un po' di cattiveria, poi ritrovata immediatamente. Io unico tecnico di Serie A imbattuto? Sono stato fortunato - conclude Carrera -, la mia esperienza in panchina è durata molto poco. Il vero imbattuto è stato Antonio l'anno scorso".