TORINO - "Oggi non parlo di me, sono qui per esaltare il mio gruppo di lavoro". Antonio Conte non scioglie i dubbi sul suo futuro. Non dice se resterà alla Juve (probabile), se deciderà di prendersi un anno sabbatico (possibile) oppure se sceglierà di andare all'estero (difficile), visto che molti club europei (Chelsea e il Psg in testa) lo seguono con attenzione.
La Juve-cannibale si prepara a cambiare pelle (la maglia per la stagione 2013-14 è pronta) e ad azzannare il Cagliari, sabato sera (ore 18) allo Stadium. L'obiettivo è avvicinare il record di punti di Capello (91 nel 2005-06, impresa poi cancellata da Calciopoli) eguagliare i primati di Carcano (10 vittorie consecutive nel 1931-32) e di Carver (28 successi in Serie A nel 1949-50) e migliorare il primato di punti di vantaggio sulla seconda fatto registrare da Lippi (+10 punti sulle inseguitrici Lazio e Parma nel 1994-95). "Ma più ancora dei record ci interessa dare continuità a quello che stiamo facendo - precisa Conte -, chiudendo il campionato nel migliore dei modi. Certo, i record sarebbero un'ulteriore soddisfazione. Essere a due vittorie dal frantumare un primato importante, quello di Capello, è uno stimolo ulteriore, ma noi vogliamo vincere sempre e cercherermo di farlo anche domani".
Con tutta probabilità sabato i gregari lasceranno il posto ai titolari. Conte recupera Barzagli e Buffon, quest'ultimo candidato alla panchina, mentre deve fare ancora a meno degli infortunati Asamoah, Bendtner e Pepe, oltre agli squalificati Pirlo e Pogba. Probabile conferma di Storari tra i pali, con Barzagli, Bonucci e Chiellini in difesa, Isla e Peluso in corsia, Marrone in regia scortato da Marchisio e Vidal, mentre in attacco si rivedrà Giovinco in coppia con Matri (in vantaggio su Quagliarella). Dopo il triplice fischio scatterà la festa-bis: prima i campioni d'Italia, uno alla volta, riceveranno la medaglia, poi il loro capitano, Gigi Buffon, alzerà al cielo il trofeo dello scudetto.
Dopo essersi speso per calmare i bollenti spiriti degli ultrà a Bergamo, evitando alla Juve una multa ancora più salata, Conte detta le linee guida per quella che dovrà essere "una celebrazione bella quanto quella dell'anno scorso: la squadra, la società, i tifosi allo stadio e quelli davanti alla tivù meritano di godersi una bella festa".
La Juve fa turn over anche davanti ai microfoni, schierando la squadra tecnica al gran completo: dal vice Angelo Alessio al collaboratore Massimo Carrera, dal preparatore dei portieri Claudio Filippi ai preparatori atletici Paolo Bertelli, Costantino Coratti e Julio Tous. "Manca il professor Roberto Sassi che è a un convegno a Barcellona. Sabato prossimo toccherà allo staff sanitario: medici, massaggiatori, fisioterapisti e recuperatori", anticipa Conte.
Dopo una battuta su Higuain ("volete sapere se abbiamo già preparato la sua scheda tecnica? No, lo faremo soltanto quando arriverà"), che sarà presto al centro di un nuovo incontro tra Juve e Real, arrivano grandi complimenti per i centrocampisti, "che per capacità di resistenza sono un gradino sopra al resto della squadra". Gli Oscar dello staff tecnico vanno a Pogba e a Pirlo: "Paul sembra Carl Lewis, è un atleta straordinario - dice Julio Tous, l'esperto di forza fisica -. Andrea è uno dei giocatori che mi ha stupito di più, è un ragazzo che non molla mai e non chiede mai sconti. E' bello lavorare con un grande campione come lui". L'anno prossimo l'impiego del regista verrà dosato con il misurino: "Un discorso che non riguarderà soltanto Pirlo, ma tutti i nostri stakanovisti - conferma Conte -. Questa stagione ci è servita a capire come rispondono i nostri giocatori a tre impegni settimanali".
Questa stagione è servita anche a capire che il nuovo modello vincente è quello tedesco, anche se Conte evita di mettere sullo stesso piano due corazzate come il Bayern Monaco e il Borussia Dortmund: "I bavaresi sono di un altro livello rispetto al Borussia che, pur essendo un modello di riferimento, non mi sembra così lontano dai nostri parametri. Eviterei di enfatizzare la forza del calcio tedesco, anche se le due finaliste di Champions giocano in Bundesliga".
Non ha dubbi su Conte invece Claudio Marchisio: "Nello spogliatoio non parliamo del futuro del tecnico, negli ultimi giorni ci siamo goduti la vittoria con lui ma per la voglia che ha e per quello che ha detto, sono sicuro che rimarrà".
La Juve-cannibale si prepara a cambiare pelle (la maglia per la stagione 2013-14 è pronta) e ad azzannare il Cagliari, sabato sera (ore 18) allo Stadium. L'obiettivo è avvicinare il record di punti di Capello (91 nel 2005-06, impresa poi cancellata da Calciopoli) eguagliare i primati di Carcano (10 vittorie consecutive nel 1931-32) e di Carver (28 successi in Serie A nel 1949-50) e migliorare il primato di punti di vantaggio sulla seconda fatto registrare da Lippi (+10 punti sulle inseguitrici Lazio e Parma nel 1994-95). "Ma più ancora dei record ci interessa dare continuità a quello che stiamo facendo - precisa Conte -, chiudendo il campionato nel migliore dei modi. Certo, i record sarebbero un'ulteriore soddisfazione. Essere a due vittorie dal frantumare un primato importante, quello di Capello, è uno stimolo ulteriore, ma noi vogliamo vincere sempre e cercherermo di farlo anche domani".
Con tutta probabilità sabato i gregari lasceranno il posto ai titolari. Conte recupera Barzagli e Buffon, quest'ultimo candidato alla panchina, mentre deve fare ancora a meno degli infortunati Asamoah, Bendtner e Pepe, oltre agli squalificati Pirlo e Pogba. Probabile conferma di Storari tra i pali, con Barzagli, Bonucci e Chiellini in difesa, Isla e Peluso in corsia, Marrone in regia scortato da Marchisio e Vidal, mentre in attacco si rivedrà Giovinco in coppia con Matri (in vantaggio su Quagliarella). Dopo il triplice fischio scatterà la festa-bis: prima i campioni d'Italia, uno alla volta, riceveranno la medaglia, poi il loro capitano, Gigi Buffon, alzerà al cielo il trofeo dello scudetto.
Dopo essersi speso per calmare i bollenti spiriti degli ultrà a Bergamo, evitando alla Juve una multa ancora più salata, Conte detta le linee guida per quella che dovrà essere "una celebrazione bella quanto quella dell'anno scorso: la squadra, la società, i tifosi allo stadio e quelli davanti alla tivù meritano di godersi una bella festa".
La Juve fa turn over anche davanti ai microfoni, schierando la squadra tecnica al gran completo: dal vice Angelo Alessio al collaboratore Massimo Carrera, dal preparatore dei portieri Claudio Filippi ai preparatori atletici Paolo Bertelli, Costantino Coratti e Julio Tous. "Manca il professor Roberto Sassi che è a un convegno a Barcellona. Sabato prossimo toccherà allo staff sanitario: medici, massaggiatori, fisioterapisti e recuperatori", anticipa Conte.
Dopo una battuta su Higuain ("volete sapere se abbiamo già preparato la sua scheda tecnica? No, lo faremo soltanto quando arriverà"), che sarà presto al centro di un nuovo incontro tra Juve e Real, arrivano grandi complimenti per i centrocampisti, "che per capacità di resistenza sono un gradino sopra al resto della squadra". Gli Oscar dello staff tecnico vanno a Pogba e a Pirlo: "Paul sembra Carl Lewis, è un atleta straordinario - dice Julio Tous, l'esperto di forza fisica -. Andrea è uno dei giocatori che mi ha stupito di più, è un ragazzo che non molla mai e non chiede mai sconti. E' bello lavorare con un grande campione come lui". L'anno prossimo l'impiego del regista verrà dosato con il misurino: "Un discorso che non riguarderà soltanto Pirlo, ma tutti i nostri stakanovisti - conferma Conte -. Questa stagione ci è servita a capire come rispondono i nostri giocatori a tre impegni settimanali".
Questa stagione è servita anche a capire che il nuovo modello vincente è quello tedesco, anche se Conte evita di mettere sullo stesso piano due corazzate come il Bayern Monaco e il Borussia Dortmund: "I bavaresi sono di un altro livello rispetto al Borussia che, pur essendo un modello di riferimento, non mi sembra così lontano dai nostri parametri. Eviterei di enfatizzare la forza del calcio tedesco, anche se le due finaliste di Champions giocano in Bundesliga".
Non ha dubbi su Conte invece Claudio Marchisio: "Nello spogliatoio non parliamo del futuro del tecnico, negli ultimi giorni ci siamo goduti la vittoria con lui ma per la voglia che ha e per quello che ha detto, sono sicuro che rimarrà".