TORINO - La Signora corteggia Tevez. Che, però, strizza l'occhio al campionato francese: "Il Monaco è uno dei più grandi club transalpini, qualsiasi giocatore ci andrebbe - ha dichiarato all'attaccante argentino al sito Telefoot -. Ranieri? È un grande allenatore, uno dei migliori al mondo. Ho parlato anche con il Psg, ma non c'è stato un accordo. Se Leonardo dovesse convincermi, non avrei problemi a giocare a Parigi. La Ligue 1 sta crescendo rapidamente". Carlitos Tevez prepara l'addio al Manchester City flirtando col Monaco e non chiudendo la porta al Psg.
Ma la Juve, determinata a ottenere il "sì" dell'Apache, non si spaventa e prepara la sua offerta: una decina di milioni per il City e un triennale da 5-6 milioni di euro al giocatore. E' lui, secondo Marotta, l'obiettivo meno complicato da raggiungere: "Ci stiamo muovendo nel modo giusto per rafforzare soprattutto il reparto d'attacco - ha rivelato sabato sera l'ad bianconero, prima che la Juve cadesse di nuovo di fronte alla Sampdoria -. Per doti tecniche ed esperienza, Tevez non lo scopriamo certo noi. E' un ottimo giocatore, e ha grande voglia di rifarsi dopo annate non brillanti. Higuain è un po' più giovane (25 anni contro 29), e quindi ha un valore superiore. Forse l'operazione più facile è proprio quella di Tevez, che ha soltanto un anno di contratto, ma non ho riscontri oggettivi né dal Real né dal Manchester City". Qualche riscontro sul "Pepita" Higuain arriverà tra martedì e mercoledì, quando l'ad bianconero incontrerà i vertici delle merengues. La Juve sarebbe pronta a mettere sul piatto 20-22 milioni dilazionabili per il cartellino (il Real ne vorrebbe 30) e un quadriennale da 4,5 milioni per il giocatore.
Negli stessi giorni il club bianconero attende un aggiornamento dal fronte Jovetic che, al pari di Tevez, appare assai più compatibile di Higuain con il nuovo acquisto Llorente. L'agente del montenegrino, Ramadani, affonderà il pressing sulla Fiorentina per chiedere di liberare il suo assistito, a meno di un miracoloso sorpasso dei viola, questa sera, nella corsa contro il Milan per un posto Champions.
L'ultimo atto della stagione ha offerto un Conte diverso, inedito. Bastava guardare come ha digerito la seconda sconfitta stagionale contro la Samp, la bestia (bianco)nera della Juventus. "Metterei la firma per rivincere il campionato consegnando sei punti ai blucerchiati". Solo un po' di amaro in bocca, il minimo sindacale per il mister che non ha mai fatto mistero della sua allergia alle sconfitte. Sarà la pancia piena da scudetto-bis. Saranno i mal di pancia passati dopo il vertice con gli alti comandi della Juventus. Ma è un Conte nuovo, quasi aziendalista, pronto a far convivere le sue belle idee con i pochi euro del club: "Non possiamo pensare che l'anno prossimo arrivino giocatori da 30-40 milioni - ha dichiarato il tecnico a Rai Sport -. Ancora non è il momento, magari tra due o tre anni, se continueremo a crescere in questa maniera. Quindi bisognerà escogitare qualcosa, tenendo conto che i soldi sono pochi".
Parole sicuramente gradite dalla società che oggi festeggia i primi tre anni di gestione Andrea Agnelli - il cda ratificò la sua nomina il 19 maggio 2010 - e i 34 anni di Pirlo. Il figlio di Umberto, scrive il sito ufficiale bianconero, "è riuscito a trasformare le tante componenti della società, lo staff tecnico, i giocatori, la dirigenza, i dipendenti, in un'unica grande squadra: e questa, forse, è la sua vittoria più grande". Ma Conte a Marassi ha anche confermato di essere stato contattato da alcuni club stranieri: "E' inevitabile che qualcuno abbia rivolto l'attenzione sul sottoscritto". Poi, a chi chiedeva conferme su un'offerta del Psg: "Non importa chi, ma sicuramente mi ha fatto piacere. Ribadisco che ho ancora due anni di contratto con la Juve e preciso che l'accordo non è stato ritoccato né allungato, ma è rimasto sulle stesse cifre. L'importante, comunque, è che io sia dove devo stare". Dopo aver detto "no, merci" al calcio francese per amor di Juve, il tecnico adesso spera che Tevez possa fare altrettanto.
Ma la Juve, determinata a ottenere il "sì" dell'Apache, non si spaventa e prepara la sua offerta: una decina di milioni per il City e un triennale da 5-6 milioni di euro al giocatore. E' lui, secondo Marotta, l'obiettivo meno complicato da raggiungere: "Ci stiamo muovendo nel modo giusto per rafforzare soprattutto il reparto d'attacco - ha rivelato sabato sera l'ad bianconero, prima che la Juve cadesse di nuovo di fronte alla Sampdoria -. Per doti tecniche ed esperienza, Tevez non lo scopriamo certo noi. E' un ottimo giocatore, e ha grande voglia di rifarsi dopo annate non brillanti. Higuain è un po' più giovane (25 anni contro 29), e quindi ha un valore superiore. Forse l'operazione più facile è proprio quella di Tevez, che ha soltanto un anno di contratto, ma non ho riscontri oggettivi né dal Real né dal Manchester City". Qualche riscontro sul "Pepita" Higuain arriverà tra martedì e mercoledì, quando l'ad bianconero incontrerà i vertici delle merengues. La Juve sarebbe pronta a mettere sul piatto 20-22 milioni dilazionabili per il cartellino (il Real ne vorrebbe 30) e un quadriennale da 4,5 milioni per il giocatore.
Negli stessi giorni il club bianconero attende un aggiornamento dal fronte Jovetic che, al pari di Tevez, appare assai più compatibile di Higuain con il nuovo acquisto Llorente. L'agente del montenegrino, Ramadani, affonderà il pressing sulla Fiorentina per chiedere di liberare il suo assistito, a meno di un miracoloso sorpasso dei viola, questa sera, nella corsa contro il Milan per un posto Champions.
L'ultimo atto della stagione ha offerto un Conte diverso, inedito. Bastava guardare come ha digerito la seconda sconfitta stagionale contro la Samp, la bestia (bianco)nera della Juventus. "Metterei la firma per rivincere il campionato consegnando sei punti ai blucerchiati". Solo un po' di amaro in bocca, il minimo sindacale per il mister che non ha mai fatto mistero della sua allergia alle sconfitte. Sarà la pancia piena da scudetto-bis. Saranno i mal di pancia passati dopo il vertice con gli alti comandi della Juventus. Ma è un Conte nuovo, quasi aziendalista, pronto a far convivere le sue belle idee con i pochi euro del club: "Non possiamo pensare che l'anno prossimo arrivino giocatori da 30-40 milioni - ha dichiarato il tecnico a Rai Sport -. Ancora non è il momento, magari tra due o tre anni, se continueremo a crescere in questa maniera. Quindi bisognerà escogitare qualcosa, tenendo conto che i soldi sono pochi".
Parole sicuramente gradite dalla società che oggi festeggia i primi tre anni di gestione Andrea Agnelli - il cda ratificò la sua nomina il 19 maggio 2010 - e i 34 anni di Pirlo. Il figlio di Umberto, scrive il sito ufficiale bianconero, "è riuscito a trasformare le tante componenti della società, lo staff tecnico, i giocatori, la dirigenza, i dipendenti, in un'unica grande squadra: e questa, forse, è la sua vittoria più grande". Ma Conte a Marassi ha anche confermato di essere stato contattato da alcuni club stranieri: "E' inevitabile che qualcuno abbia rivolto l'attenzione sul sottoscritto". Poi, a chi chiedeva conferme su un'offerta del Psg: "Non importa chi, ma sicuramente mi ha fatto piacere. Ribadisco che ho ancora due anni di contratto con la Juve e preciso che l'accordo non è stato ritoccato né allungato, ma è rimasto sulle stesse cifre. L'importante, comunque, è che io sia dove devo stare". Dopo aver detto "no, merci" al calcio francese per amor di Juve, il tecnico adesso spera che Tevez possa fare altrettanto.