Juventus, Elkann: "Bayern un modello, mai temuto che Conte andasse via"
Il presidente della Fiat torna a parlare del futuro bianconero: "Il sistema calcio deve crescere. La nostra forza è il collettivo, vogliamo crescere ancora con i giocatori fatti in casa"di TIMOTHY ORMEZZANO
TORINO - "Conte? Non ho mai temuto che potesse andare via. Jovetic? Preferisco i fatti alle parole". Intervenuto a margine dell'assemblea dei soci Exor, John Elkann ribadisce il pensiero esternato la scorsa settimana, spronando l'ad Marotta ad accelerare i tempi della trattativa con la Fiorentina. La caccia al top player prosegue a ritmi spediti, senza però dimenticare che "la forza della Juve è il collettivo: la nostra squadra ha tante stelle".
A Torino non c'è spazio per una primadonna come Ibrahimovic, alle prese con l'ennesimo mal di pancia. Un malessere che, dicono in Francia, avrebbe addirittura convinto il fuoriclasse svedese a tagliarsi l'ingaggio per tentare di riconquistare l'Italia e la Signora. "Zlatan resta al Psg - smentisce Raiola -, escludo un suo ritorno in Serie A. Lui, comunque, non ha mai parlato di stipendio, di quello me ne occupo io. Del calibro di Ibra ci sono soltanto tre giocatori al mondo. Elkann non la pensa cos…
A Torino non c'è spazio per una primadonna come Ibrahimovic, alle prese con l'ennesimo mal di pancia. Un malessere che, dicono in Francia, avrebbe addirittura convinto il fuoriclasse svedese a tagliarsi l'ingaggio per tentare di riconquistare l'Italia e la Signora. "Zlatan resta al Psg - smentisce Raiola -, escludo un suo ritorno in Serie A. Lui, comunque, non ha mai parlato di stipendio, di quello me ne occupo io. Del calibro di Ibra ci sono soltanto tre giocatori al mondo. Elkann non la pensa cos…
TORINO - "Conte? Non ho mai temuto che potesse andare via. Jovetic? Preferisco i fatti alle parole". Intervenuto a margine dell'assemblea dei soci Exor, John Elkann ribadisce il pensiero esternato la scorsa settimana, spronando l'ad Marotta ad accelerare i tempi della trattativa con la Fiorentina. La caccia al top player prosegue a ritmi spediti, senza però dimenticare che "la forza della Juve è il collettivo: la nostra squadra ha tante stelle".
A Torino non c'è spazio per una primadonna come Ibrahimovic, alle prese con l'ennesimo mal di pancia. Un malessere che, dicono in Francia, avrebbe addirittura convinto il fuoriclasse svedese a tagliarsi l'ingaggio per tentare di riconquistare l'Italia e la Signora. "Zlatan resta al Psg - smentisce Raiola -, escludo un suo ritorno in Serie A. Lui, comunque, non ha mai parlato di stipendio, di quello me ne occupo io. Del calibro di Ibra ci sono soltanto tre giocatori al mondo. Elkann non la pensa così, ma Elkann è più forte su altre cose".
ELKANN: "VOGLIO UNA JUVE STILE BAYERN" - Il presidente di Exor auspica inoltre una Juve modello Bayern e un sistema-calcio più evoluto: "I bavaresi hanno dimostrato che si può essere competitivi mantenendo una finanza sostenibile - prosegue Elkann -. Ma le squadre italiane devono essere messe nella condizione di sviluppare maggiormente i propri ricavi, magari coinvolgendo di più i tifosi, come ad esempio avviene in Inghilterra e in Germania. In questo senso, mio cugino Andrea sta facendo un gran lavoro in Lega per aiutare il nostro sistema-calcio a crescere".
BENE, BRAVI, TRIS - John Elkann promuove tutti i bianconeri, dai quadri tecnici a quelli dirigenziali: "Non ho mai temuto che Conte potesse andare via. Vogliamo continuare una storia vincente. La Juve nella sua storia ha conquistato in media un campionato ogni tre anni, e questo significa che la società ha la stessa voglia di vincere che ha Conte. Quanto al cda, aggiungere ulteriori specifiche competenze sportive delegittimerebbe chi oggi in consiglio ha già responsabilità e competenze in merito. Sono sicuro che la nostra squadra sportiva è tra le più forti in Italia e non solo". Dopo il bis tricolore, il tris sembra insomma appartenere alla dinamica delle cose.
Grande soddisfazione e voti alti anche per il settore giovanile: "Siamo molto orgogliosi del nostro vivaio - ha aggiunto il presidente di Exor -. La Juve vuole crescere con i giocatori fatti in casa. Dei 25 della rosa, quasi il 20% è stato formato nel nostro settore giovanile. Ci sono Marchisio, Giovinco, Marrone, De Ceglie. Poche società italiane hanno una quota così importante di elementi cresciuti nel vivaio".
L'EQUIPE: DAL MONACO 25 MILIONI PER MARCHISIO - Proprio nel giorno in cui Elkann esalta il gusto del pane fatto in casa, si scopre che la meglio gioventù bianconera ha attirato l'interesse del neopromosso Monaco. Secondo quanto riportato oggi da L'Equipe, infatti, dopo essersi già assicurato James Rodriguez, Moutinho, Carvalho e Falcao, il club monegasco sarebbe pronto a offrire 25 milioni di euro per il cartellino di Marchisio. Nel principato, il "principino" made in Juve raddoppierebbe il suo ingaggio, passando dagli attuali 3 a 6 milioni di euro. La Signora, su precisa indicazione di Conte, cederà il giocatore soltanto a fronte di un'offerta indecente, intorno ai 35 milioni di euro. Il tecnico non vuole rinunciare a quello che oggi lo stesso sito bianconero celebra come "uno dei centrocampisti più completi e duttili d'Europa", un elemento imprescindibile per ogni modulo e stagione: dal 3-5-2 al 3-5-1-1, dal futuribile 4-3-3 al 4-2-3-1. Insomma, Marchisio è un (quasi) untouchable, al pari di Vidal e Pogba, mentre sull'eventuale partenza di Pirlo non sarebbe stato posto nessun veto. La cessione del regista porterebbe un basso ricavo dal cartellino che scade nel 2014, ma un alto risparmio di ingaggio.
Non solo Marchisio. Il Monaco, che ha speso la bellezza di 130 milioni nell'ultimo mese, contende alla Juve Tevez. In attesa di aggiornamenti sul fronte per Higuain, i bianconeri stanno infatti riallacciando i contatti con l'entourage dell'Apache. Se il club della Costa Azzurra può sedurre l'argentino con uno stipendio fuori dai parametri bianconeri, la Juve può offrire al giocatore la ribalta della Champions. La seconda mossa sarà chiedere uno sconto al Manchester City per Tevez: la richiesta degli inglesi si aggira intorno ai 15 milioni, ma la Juve non vorrebbe spenderne più di 10-12.
A Torino non c'è spazio per una primadonna come Ibrahimovic, alle prese con l'ennesimo mal di pancia. Un malessere che, dicono in Francia, avrebbe addirittura convinto il fuoriclasse svedese a tagliarsi l'ingaggio per tentare di riconquistare l'Italia e la Signora. "Zlatan resta al Psg - smentisce Raiola -, escludo un suo ritorno in Serie A. Lui, comunque, non ha mai parlato di stipendio, di quello me ne occupo io. Del calibro di Ibra ci sono soltanto tre giocatori al mondo. Elkann non la pensa così, ma Elkann è più forte su altre cose".
ELKANN: "VOGLIO UNA JUVE STILE BAYERN" - Il presidente di Exor auspica inoltre una Juve modello Bayern e un sistema-calcio più evoluto: "I bavaresi hanno dimostrato che si può essere competitivi mantenendo una finanza sostenibile - prosegue Elkann -. Ma le squadre italiane devono essere messe nella condizione di sviluppare maggiormente i propri ricavi, magari coinvolgendo di più i tifosi, come ad esempio avviene in Inghilterra e in Germania. In questo senso, mio cugino Andrea sta facendo un gran lavoro in Lega per aiutare il nostro sistema-calcio a crescere".
BENE, BRAVI, TRIS - John Elkann promuove tutti i bianconeri, dai quadri tecnici a quelli dirigenziali: "Non ho mai temuto che Conte potesse andare via. Vogliamo continuare una storia vincente. La Juve nella sua storia ha conquistato in media un campionato ogni tre anni, e questo significa che la società ha la stessa voglia di vincere che ha Conte. Quanto al cda, aggiungere ulteriori specifiche competenze sportive delegittimerebbe chi oggi in consiglio ha già responsabilità e competenze in merito. Sono sicuro che la nostra squadra sportiva è tra le più forti in Italia e non solo". Dopo il bis tricolore, il tris sembra insomma appartenere alla dinamica delle cose.
Grande soddisfazione e voti alti anche per il settore giovanile: "Siamo molto orgogliosi del nostro vivaio - ha aggiunto il presidente di Exor -. La Juve vuole crescere con i giocatori fatti in casa. Dei 25 della rosa, quasi il 20% è stato formato nel nostro settore giovanile. Ci sono Marchisio, Giovinco, Marrone, De Ceglie. Poche società italiane hanno una quota così importante di elementi cresciuti nel vivaio".
L'EQUIPE: DAL MONACO 25 MILIONI PER MARCHISIO - Proprio nel giorno in cui Elkann esalta il gusto del pane fatto in casa, si scopre che la meglio gioventù bianconera ha attirato l'interesse del neopromosso Monaco. Secondo quanto riportato oggi da L'Equipe, infatti, dopo essersi già assicurato James Rodriguez, Moutinho, Carvalho e Falcao, il club monegasco sarebbe pronto a offrire 25 milioni di euro per il cartellino di Marchisio. Nel principato, il "principino" made in Juve raddoppierebbe il suo ingaggio, passando dagli attuali 3 a 6 milioni di euro. La Signora, su precisa indicazione di Conte, cederà il giocatore soltanto a fronte di un'offerta indecente, intorno ai 35 milioni di euro. Il tecnico non vuole rinunciare a quello che oggi lo stesso sito bianconero celebra come "uno dei centrocampisti più completi e duttili d'Europa", un elemento imprescindibile per ogni modulo e stagione: dal 3-5-2 al 3-5-1-1, dal futuribile 4-3-3 al 4-2-3-1. Insomma, Marchisio è un (quasi) untouchable, al pari di Vidal e Pogba, mentre sull'eventuale partenza di Pirlo non sarebbe stato posto nessun veto. La cessione del regista porterebbe un basso ricavo dal cartellino che scade nel 2014, ma un alto risparmio di ingaggio.
Non solo Marchisio. Il Monaco, che ha speso la bellezza di 130 milioni nell'ultimo mese, contende alla Juve Tevez. In attesa di aggiornamenti sul fronte per Higuain, i bianconeri stanno infatti riallacciando i contatti con l'entourage dell'Apache. Se il club della Costa Azzurra può sedurre l'argentino con uno stipendio fuori dai parametri bianconeri, la Juve può offrire al giocatore la ribalta della Champions. La seconda mossa sarà chiedere uno sconto al Manchester City per Tevez: la richiesta degli inglesi si aggira intorno ai 15 milioni, ma la Juve non vorrebbe spenderne più di 10-12.