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Juventus, settimana decisiva per Tevez e Ogbonna

Giorni importanti per portare in bianconero il granata (10 milioni più Immobile) e l'Apache, sul quale sta tornando il Milan. Al City Marotta chiederà anche il prestito di Kolarov. Ma sono ore fondamentali anche per le cessioni: in uscita Isla, De Ceglie, Quagliarella, Matri (e forse Vucinic)
di TIMOTHY ORMEZZANO

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TORINO - Venti giorni all'alba della nuova stagione bianconera, che verrà battezzata nel ritiro di Chatillon (dal 12 al 22 luglio). Troppi, per i tifosi affamati di calcio. Pochi, per chi ha il compito di consegnare circa l'80% della prossima squadra a Conte. Già piazzato il colpo-Llorente, Marotta e Paratici vogliono regalare al tecnico almeno un altro paio di volti nuovi. In arrivo una settimana importante, forse quella decisiva per trovare l'accordo per Ogbonna con il Torino (10 milioni più tutto Immobile) e per Tevez con il Manchester City (10-12 milioni). Agli inglesi la Juve chiederà anche chiesto anche il prestito oneroso dell'esterno sinistro Kolarov, la prima alternativa al colombiano del Napoli Zuniga.

Ma se per l'oro nero del Toro la strada è ormai spianata e in discesa, per l'attaccante argentino la Juve dovrà guardarsi dal ritorno del Milan, se è vero che Robinho è un po' più vicino al Santos. I rossoneri avrebbero infatti ottenuto dall'agente Kia Joorabchian una sorta di diritto di prelazione su Tevez fino al 30 giugno. Il Diavolo tenterà di velocizzare le operazioni. Idem la Zebra, ma non prima del 26 giugno, una data spartiacque per il futuro prossimo bianconero. Quel giorno, infatti, è in programma un Cda fondamentale per misurare la potenza di fuoco del club, prima di cominciare a sparare le cartucce migliori nel safari del mercato. L'ad Marotta concorderà con gli stati maggiori bianconeri il budget, in sintonia con le linee guida dettate dal piano industriale della società. Vietato compromettere gli ottimi risultati economici degli ultimi tempi, frutto soprattutto dei ricavi da Stadium e da Champions. Insomma, non è ancora tempo per fare spese enormi, almeno fino all'estate del 2014.

In mano agli uomini-mercato del club di corso Galileo Ferraris ci dovrebbe essere per questa sessione di mercato un tesoretto quantificabile in una trentina di milioni. E il costo totale tra ammortamenti e retribuzioni del personale sotto contratto (dal top player al giardiniere) non dovrà superare quota 200 milioni: "Marotta e Paratici possono smontare e rimontare tutto, ma dovranno stare entro questa cifra", sentenziò Agnelli un mese fa. Per aumentare il bottino da investire sul mercato, toccherà far tirare la cinghia sugli ingaggi e fare cassa con alcune cessioni importanti.

Prima di Marchisio, che a meno di una proposta indecente resterà a Torino, la Juve proverà a vendere Isla, De Ceglie, Quagliarella, Matri e Vucinic, quest'ultimo soltanto nel caso in cui la Fiorentina si dovesse convincere a spedire Jovetic a Torino, magari persuasa dall'ultimo rilancio bianconero: 15 milioni più tutto Marrone e metà Gabbiadini. Ma in vetrina ci sono anche i "turchi" Felipe Melo e Ziegler, dai quali la Signora spera di ottenere 7-8 milioni. Il brasiliano dice di essere nelle grazie del Flamengo e intanto spera in un ritorno di fiamma del Galatasaray, mentre il cursore svizzero, reduce da un'esperienza al Fenerbahce, sarebbe finito nel mirino di Bayer Leverkusen e Schalke 04. Il caso più spinoso, infine, è quello di Martinez, reduce da una stagione fantasmagorica, nel senso di ectoplasma, al Cluj. Il Malaka, costato ben 12 milioni nel 2010, andrà in scadenza nel 2014: impossibile evitare una pesante minsuvalenza.
 
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