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Juventus, Elkann: "Noi squadra da battere". Llorente a Torino

Il presidente della Fiat commenta l'ingaggio di Tevez ("Abbiamo sempre avuto n.10 molto forti") e poi aggiunge: "La nostra è già una squadra molto forte, perché il collettivo è la cosa più importante"). Sulla Confederations: "Bella Nazionale, Buffon grande campione". Lo spagnolo accolto da tanti tifosi, avrà la maglia numero 14
di TIMOTHY ORMEZZANO

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TORINO - "Tevez è un grandissimo giocatore, la Juve ha avuto sempre dei numeri 10 sempre molto forti. E con Llorente abbiamo una grande squadra". Con queste parole John Elkann ha accolto a distanza l'ultimo giocatore sbarcato sul pianeta Juve. Dopo l'Apache, è arrivato il giorno del Re Leone, come è soprannominato l'attaccante spagnolo. Il presidente di Fiat ed Exor, a margine della presentazione della 'Trans Pac 2013', ha quindi aggiunto: "La squadra campione in carica è quella da battere. La Juve è una squadra forte, con un collettivo molto importante". Il numero uno del Lingotto ha commentato anche la spedizione azzurra alla Confederations Cup: "Ho visto una bella Nazionale, grazie soprattutto al blocco Juve. Buffon ha dimostrato di essere il grande campione che è, siamo molto orgogliosi da juventini della grande prestazione del nostro capitano in Brasile". Poi ha parlato del possibile ingresso di investitori stranieri nel calcio italiano: "E' un successo per il nostro calcio, ma deve continuare. Penso che questi capitali che abbiamo visto alla Roma, e probabilmente all'Inter, arrivano da persone che credono nel nostro calcio. E questo è un fatto positivo. Dopodiché, e mio cugino Andrea è molto impegnato in questo senso - ha concluso Elkann -, c'è bisogno che il sistema calcio italiano faccia quello che è stato fatto in altri Paesi europei".

LLORENTE: "OGGI PER ME COMINCIA UNA NUOVA ERA" - "Oggi per me comincia una nuova era, quella da giocatore della Juventus", ha twittato Fernando Llorente prima di imbarcarsi alla volta di Torino. Il centravanti di Pamplona è arrivato all'aeroporto di Caselle intorno alle 14, su un volo proveniente da Olbia (novanta minuti di ritardo per un problema tecnico a un flap), dove si trovava in vacanza. Jeans, maglietta nera, borsa a tracolla, sorriso a trentadue denti e, ottima notizia per Conte, una forma fisica invidiabile. Ad attenderlo, un comitato di accoglienza piuttosto ridotto, formato da una cinquantina di tifosi bianconeri. Una sparuta presenza rispetto alla folla oceanica che mercoledì ha dato il benvenuto a Tevez alla Malpensa.

ADDIO AL NUMERO 9, BENVENUTO AL 14 - Il giocatore si è concesso una sessione di foto e autografi: dopo una stagione trascorsa nel semianonimato, attendeva questo bagno di folla. Intorno a lui, il suo clan al gran completo: madre, padre, la fidanzata Maria e il fratello-agente Chus che dice: "Fernando è molto felice di cominciare questa nuovo capitolo della sua carriera con la Juventus. Quale numero di maglia sceglierà? Questo non posso dirlo, è un segreto, ma non sarà il 99". Non sarà nemmeno il 9 che aveva all'Athletic, a oggi proprietà di Vucinic. E nemmeno il 32 che indossava a inizio carriera o il 19 che vestiva in Nazionale, ora rispettivamente sulle spalle di Matri e Bonucci. Il mistero alla fine è stato svelato: Llorente avrà il numero 14.

"LA JUVE, FINALMENTE" - Il Re Leone sta seguendo lo stesso iter percorso pochi giorni fa da Tevez: è entrato nella sede di corso Galileo Ferraris 32 alle 16.12, dopo una rapida sosta in un atelier Trussardi dove ha ritirato un abito e consumato un fugace pasto. Fuori dalla palazzina bianconera, ad attendere lo spagnolo, una trentina di tifosi. Curiosità: l'unica bandiera presente è quella a strisce biancorosse dell'Athletic Bilbao, sventolata da due studentesse basche tifosissime del Re Leone. "Adesso posso dirlo: sono molto contento di essere finalmente arrivato qui, alla Juventus", è l'unica dichiarazione rilasciata dal neo bianconero.
Dopo l'incontro con il presidente Agnelli e le foto di rito, l'attaccante ha salutato i suoi nuovi tifosi prima di raggiungere l'Istituto di Medicina dello Sport per sottoporsi alla prima parte delle visite mediche e incontrare casualmente i suoi nuovi compagni Pirlo e Barzagli, alle prese con alcuni accertamenti post Confederations Cup. Il menu di domani prevede l'ultima parte delle visite presso la Clinica Fornaca e la successiva presentazione ufficiale allo Stadium (ore 16, diretta su Juventus. com e YouTube) con visita al J-Museum.

MAROTTA CERCA IL TRIS, FERNANDO IL RISCATTO - L'ingaggio del 28enne Llorente, perfezionato negli ultimi giorni del mercato invernale, è l'ennesimo colpo a costo zero messo a segno dall'ad Marotta. La sua attesa è stata premiata, visto che un anno fa il club basco pretendeva i 37 milioni della clausola rescissoria. Se è vero che non c'è due senza tre, dopo Pirlo e Pogba la Juve ha fatto un altro grandissimo affare. E Llorente? Accusato dai tifosi dell'Athletic di alto tradimento alla causa basca, ha una gran voglia di girare pagina. Nell'ultimo dei suoi 17 anni di alta fedeltà all'Athetic Bilbao, ha collezionato appena 4 presenze da titolare: il club basco, orgoglioso fino all'harakiri che gli stava costando la retrocessione, gli ha fatto pagare la sua voglia di cambiamento. Ma questa è la storia. La cronaca dice invece che oggi per lui comincia una nuova vita sportiva che gli permetterà di mettersi alla prova sul palcoscenico della Champions League. E, chissà, di ritrovare la maglia della Nazionale spagnola. Sarà difficile, invece, recuperare il consenso della gente basca.
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