SAINT VINCENT - Una Juve con il fiato comprensibilmente corto e le gambe ancora imballate supera comunque con un rotondo 7-0 la non irresistibile Rappresentativa Valdostana. E, intanto, supera statisticamente anche se stessa: l'anno scorso, contro una formazione molto simile, la Signora si impose per 7-1. Motta, Tevez, Matri, Vucinic, ancora Vucinic, Mattiello e ancora Matri siglano la prima uscita stagionale, in uno stadio "Perucca" di Saint Vincent tutto esaurito, contro una "mista" di tre squadre dilettantistiche locali: Aygreville, Monte Cervino e Charvensod. Conte sorride, ancorché a denti stretti: "Sono soddisfatto, perché è da poco che stiamo insieme. Ho apprezzato molto l'applicazione dei nuovi arrivati: Ogbonna, Tevez e Llorente. Nel primo tempo abbiamo giocato un ottimo calcio. Certo, le gambe sono appesantite dai carichi di questi giorni, ma ho comunque notato grande disponibilità, e questa è la cosa migliore".
Si è vista una Juve a due facce: 3-5-2 nel primo tempo e 4-3-3 nella ripresa. "Ma il tridente lo propongo solo contro una rappresentativa di Promozione, non certo in Serie A - prosegue il tecnico bianconero -. Non vedo perché dovremmo cambiare un modulo che ci ha fatto vincere due scudetti consecutivi. Al di là dei sistemi, cerchiamo sempre di offrire gioco, rispettando i nostri principi: mantenere un grande equilibrio tra i reparti". Conte di fatto boccia il 4-3-3: addio al tridente dei sogni Llorente-Tevez-Vucinic. Resta invece valido il modulo 3-3-4, ma con esterni veri e non attaccanti adattati. Conte difende Isla, il cui ingresso in campo è stato accompagnato dai fischi dei tifosi juventini: temono che l'esterno cileno possa portare in dote al "nemico" nerazzurro qualche segreto dello spogliatoio. "Mauricio è un giocatore della Juventus, e io sono contento di essere il suo allenatore. Sono convinto che farà una grandissima stagione, si contenderà il posto con chi giocherà sulla fascia destra. Non mettiamo il carro davanti ai buoi". Ma Isla reta comunque a un solo passo dall'Inter.
Poi, quando si parla di mercato, il mister gioca in difesa: "Manca un innesto sugli esterni? La società farà le necessarie valutazioni. Sappiamo che dobbiamo vendere, ma se restano sei attaccanti sarò comunque contento. E sappiamo di dover eventualmente completare certi discorsi. Chi vorrei? Non ve lo dico". La Juve, intanto, osserva i movimenti delle avversarie: "De Laurentiis ha detto di avere più di 120 milioni da investire - prosegue il tecnico bianconero -, l'Inter dopo Icardi e Belfodil continuerà a comprare, così come Milan, Fiorentina, Roma e Lazio. Vedremo cosa accadrà di qui alla fine".
JUVENTUS-RAPPRESENTATIVA VALDOSTANA 7-0 - Ancora privo dei nazionali reduci dalla Confederations Cup, nel primo tempo Conte conferma il collaudato 3-5-2: Storari tra i pali; Motta, Ogbonna e il baby spagnolo Pol Garcia in difesa,; Asamoah interno di centrocampo con Vidal e Fausto Rossi; Lichtsteiner e De Ceglie esterni; e la premiata coppia Llorente Tevez in attacco. Nonostante l'enorme divario tecnico, i locali reggono l'urto dei campioni d'Italia per mezz'ora. Rompe il ghiaccio l'uomo che non ti aspetti, Marco Motta, che al 31', dopo essersi scambiato il ruolo con Lichtsteiner, sigla l'1-0 sfruttando un preciso assist di Llorente. Lo spagnolo, tra i più convincenti, ha dimostrato di non essere soltanto un valido centroboa, dotato di tanti centimetri e tanti chili, ma di possedere anche piedi molto bene educati. Dopo il vantaggio bianconero, i padroni di casa sfiorano il pari e si concedono addirittura il lusso di gigioneggiare con Vidal, che risponde a un tunnel con un'entrataccia. Poi la Juve riprende il pallino e raddoppia al 46' con un piattone angolato di Tevez, innescato dallo stesso Vidal dopo un'azione caparbia di Llorente. Fino a quel momento, comprensibilmente appesantito da una settimana di trattamento-Conte, l'Apache non era andato oltre qualche elegante rifinitura, una girata scentrata e una spettacolare rovesciata fuori misura.
Juve sfigurata dai cambi nella ripresa, quando Conte passa a un 4-3-3 imbottito dalla cintola in giù di giovani: Motta, Magnusson, Penna e Peluso davanti a Rubinho; Padoin, Buchel e Sakor in mezzo al campo; Quagliarella, Matri e Vucinic in attacco. Dopo appena 5 minuti Matri, scattato sul filo del fuorigioco, segna il 3-0. Poi, dopo un clamoroso palo dei padroni di casa, comincia il Vucinic-show, nel bene e nel male: un liscio, una palla sparata fuori dallo stadio, un penalty inutilmente reclamato, due rigori realizzati per il 5-0 e un palo. La Juve dilaga nel finale, con un'azione solitaria del Primavera Mattiello e poi con un assist di Isla (regalo d'addio?) bucato da Quagliarella ma capitalizzato da Matri per il 7-0 conclusivo.
Si è vista una Juve a due facce: 3-5-2 nel primo tempo e 4-3-3 nella ripresa. "Ma il tridente lo propongo solo contro una rappresentativa di Promozione, non certo in Serie A - prosegue il tecnico bianconero -. Non vedo perché dovremmo cambiare un modulo che ci ha fatto vincere due scudetti consecutivi. Al di là dei sistemi, cerchiamo sempre di offrire gioco, rispettando i nostri principi: mantenere un grande equilibrio tra i reparti". Conte di fatto boccia il 4-3-3: addio al tridente dei sogni Llorente-Tevez-Vucinic. Resta invece valido il modulo 3-3-4, ma con esterni veri e non attaccanti adattati. Conte difende Isla, il cui ingresso in campo è stato accompagnato dai fischi dei tifosi juventini: temono che l'esterno cileno possa portare in dote al "nemico" nerazzurro qualche segreto dello spogliatoio. "Mauricio è un giocatore della Juventus, e io sono contento di essere il suo allenatore. Sono convinto che farà una grandissima stagione, si contenderà il posto con chi giocherà sulla fascia destra. Non mettiamo il carro davanti ai buoi". Ma Isla reta comunque a un solo passo dall'Inter.
Poi, quando si parla di mercato, il mister gioca in difesa: "Manca un innesto sugli esterni? La società farà le necessarie valutazioni. Sappiamo che dobbiamo vendere, ma se restano sei attaccanti sarò comunque contento. E sappiamo di dover eventualmente completare certi discorsi. Chi vorrei? Non ve lo dico". La Juve, intanto, osserva i movimenti delle avversarie: "De Laurentiis ha detto di avere più di 120 milioni da investire - prosegue il tecnico bianconero -, l'Inter dopo Icardi e Belfodil continuerà a comprare, così come Milan, Fiorentina, Roma e Lazio. Vedremo cosa accadrà di qui alla fine".
JUVENTUS-RAPPRESENTATIVA VALDOSTANA 7-0 - Ancora privo dei nazionali reduci dalla Confederations Cup, nel primo tempo Conte conferma il collaudato 3-5-2: Storari tra i pali; Motta, Ogbonna e il baby spagnolo Pol Garcia in difesa,; Asamoah interno di centrocampo con Vidal e Fausto Rossi; Lichtsteiner e De Ceglie esterni; e la premiata coppia Llorente Tevez in attacco. Nonostante l'enorme divario tecnico, i locali reggono l'urto dei campioni d'Italia per mezz'ora. Rompe il ghiaccio l'uomo che non ti aspetti, Marco Motta, che al 31', dopo essersi scambiato il ruolo con Lichtsteiner, sigla l'1-0 sfruttando un preciso assist di Llorente. Lo spagnolo, tra i più convincenti, ha dimostrato di non essere soltanto un valido centroboa, dotato di tanti centimetri e tanti chili, ma di possedere anche piedi molto bene educati. Dopo il vantaggio bianconero, i padroni di casa sfiorano il pari e si concedono addirittura il lusso di gigioneggiare con Vidal, che risponde a un tunnel con un'entrataccia. Poi la Juve riprende il pallino e raddoppia al 46' con un piattone angolato di Tevez, innescato dallo stesso Vidal dopo un'azione caparbia di Llorente. Fino a quel momento, comprensibilmente appesantito da una settimana di trattamento-Conte, l'Apache non era andato oltre qualche elegante rifinitura, una girata scentrata e una spettacolare rovesciata fuori misura.
Juve sfigurata dai cambi nella ripresa, quando Conte passa a un 4-3-3 imbottito dalla cintola in giù di giovani: Motta, Magnusson, Penna e Peluso davanti a Rubinho; Padoin, Buchel e Sakor in mezzo al campo; Quagliarella, Matri e Vucinic in attacco. Dopo appena 5 minuti Matri, scattato sul filo del fuorigioco, segna il 3-0. Poi, dopo un clamoroso palo dei padroni di casa, comincia il Vucinic-show, nel bene e nel male: un liscio, una palla sparata fuori dallo stadio, un penalty inutilmente reclamato, due rigori realizzati per il 5-0 e un palo. La Juve dilaga nel finale, con un'azione solitaria del Primavera Mattiello e poi con un assist di Isla (regalo d'addio?) bucato da Quagliarella ma capitalizzato da Matri per il 7-0 conclusivo.