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Juventus, Buffon: ''Il nostro calcio ora piace, ma ho paura di non vincere''

Campionato, Champions e i Mondiali del prossimo anno in Brasile. Dal ritiro negli Stati Uniti il numero uno bianconero parla della stagione che parte tra meno di un mese: ''Le stelle sono tornate''dall'inviato EMANUELE GAMBA
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PALO ALTO - Gigi Buffon, cosa ha pensato quando ha saputo che Tevez sarebbe diventato un suo compagno?
"Che era un bel segnale, perché fa parte di quella cerchia di giocatori che spostano gli equilibri. Il suo arrivo ci ha resi orgogliosi perché, se un campione come Tevez ci ha preso in considerazione, vuol dire che abbiamo meritato di essere prima stimati e poi scelti".
È un discorso che vale anche per Gomez e Higuain? La serie A sta tornando un'attrattiva per gli stranieri o stiamo solamente accogliendo gli scarti altrui?
"Napoli e Fiorentina si sono evolute giocando un calcio di stile europeo e anche molto bello da vedere. Stiamo recuperando credibilità, i nostri progressi si notano".
Nota anche una concorrenza più qualificata?
"Il Milan è competitivo anche senza acquisti eclatanti, l'Inter il colpaccio l'ha fatto con l'allenatore e parte da una base di 6-7 giocatori molto importanti e anche abbastanza
giovani".
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PALO ALTO - Gigi Buffon, cosa ha pensato quando ha saputo che Tevez sarebbe diventato un suo compagno?
"Che era un bel segnale, perché fa parte di quella cerchia di giocatori che spostano gli equilibri. Il suo arrivo ci ha resi orgogliosi perché, se un campione come Tevez ci ha preso in considerazione, vuol dire che abbiamo meritato di essere prima stimati e poi scelti".
È un discorso che vale anche per Gomez e Higuain? La serie A sta tornando un'attrattiva per gli stranieri o stiamo solamente accogliendo gli scarti altrui?
"Napoli e Fiorentina si sono evolute giocando un calcio di stile europeo e anche molto bello da vedere. Stiamo recuperando credibilità, i nostri progressi si notano".
Nota anche una concorrenza più qualificata?
"Il Milan è competitivo anche senza acquisti eclatanti, l'Inter il colpaccio l'ha fatto con l'allenatore e parte da una base di 6-7 giocatori molto importanti e anche abbastanza
giovani".
Ma è vero che vi fa paura soprattutto il Napoli?
"Il Napoli ha sempre fatto paura, perché l'allenatore ha svolto un lavoro grandissimo e la società ha sempre operato in maniera oculata. C'è stato un cambio radicale, ma Benitez lo stimo tanto ed è sempre stato un vincente".
Quindi ha ancora più paura, Buffon?
"Ne ho tanta: di non vincere".
Addirittura?
"Vabbè, diciamo un pochino. Vincere sempre non è possibile. Il fatto che gli altri si siano rinforzati ci farà a stare sul pezzo, ma c'è il rischio di cedere a un umano appagamento".
Può essere che, alla lunga, i metodi di Conte logorino?
"A me no. Anzi: il suo modo di essere aiuterà se dovessimo appagarci ".
Nessun rapporto con il logoramento di Mazzarri?
"No, primo perché lui a Napoli è stato più a lungo, secondo perché se vinci la fatica dello sforzo la senti meno, terzo perché Napoli logora molto più di Torino. Va apprezzato per avere resistito così a lungo".
Si possono ritenere più forti squadre che hanno sì comprato, ma soprattutto perso campioni Jovetic e Cavani?
"La Fiorentina in canna ha il colpo di Beppe Rossi che, se torna quello che era, con Gomez formerà una coppia di livello internazionale. E il Napoli non ha preso soltanto Higuain: nel cambio, ci ha guadagnato".
Il capitano Buffon ha dovuto fare discorsi alle reclute Tevez e Llorente?
"Il capitano non fa discorsi, non ne hanno bisogno, non devono essere indottrinati: sarà semmai durante l'anno che dovrà venire fuori la mentalità del gruppo, la personalità dei giocatori".
Il ventenne Pogba ne ha già a sufficienza?
"Ragazzo con qualità fuori dalla forma, cui piace divertirsi ma che ha la testa sulle spalle. Ricordo che dopo la doppietta all'Udinese pensavo che si sarebbe tinto la cresta di chissà quale colore e invece se l'è tagliata: mi è piaciuto molto ".
Ha temuto che Vidal andasse al Real?
"No, perché quando un ragazzo sta nel gruppo, viene considerato dal gruppo, per i tifosi è un idolo e sta a Torino dove si vive bene, ci sono dei valori che alla fine rispetta: voglia di andarsene non ne viene".
Napoli opprime, Torino lascia respirare: è anche questa la differenza?
"La maggioranza degli juventini non è torinese e questo ci permette di gestire con tranquillità il rapporto con la prorompenza d'amore dei tifosi".
Siete pronti per la Champions?
"Un sorteggio può fare la differenza, tanta differenza. Intanto passiamo il primo turno, le urne faranno il resto. Per paradosso, l'anno scorso è andata meglio al Chelsea, che noi abbiamo eliminato ma che poi ha vinto l'Europa League: è sempre meglio alzare un coppa che piazzarsi".
Lei si vede con la Champions in mano?
"Non mi ci vedo".
Lei si vede altrove, magari al Real?
"Non sarebbe una scelta di prospettiva da parte del Real. Bisogna avere rispetto della logica, che dice che da 13 anni con la Juve convivo bene e che, ormai, non interesso a nessuno".
Lei si vede con un altra Coppa del Mondo da alzare?
"Il Mondiale brasiliano sarà la competizione più affascinante che un calciatore possa mai immaginare di giocare e noi siamo una bella Nazionale, composta realmente da uomini e ragazzi molto disciplinati, uniti che hanno voglia di ritagliarsi un posto d'onore nella storia azzurra. Siamo una Nazionale in ascesa, che la gioca con tutti".