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Juventus, Buffon: ''Conte il valore aggiunto, Tevez campione vero''

Il capitano bianconero sul tecnico: ''Per noi è imprescindibile, dover rinunciare a lui sarebbe stato un grande sacrificio". Sull'argentino: ''Il ritratto che è stato fatto non è assolutamente veritiero, oltre a qualità incredibili è un ragazzo che si sacrifica e antepone il bene collettivo all'egoismo. Il terzo scudetto? Occhio, non è affatto scontato''
di TIMOTHY ORMEZZANO

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TORINO - "Siamo partiti con il piede giusto. Chi ben comincia è a metà dell'opera, ma mancano 37 partite: non abbiamo ancora fatto nulla". Gigi Buffon, intervenuto da Carrara, dove si trova per l'asta dei blocchi di marmo utilizzata per finanziare la Carrarese di cui è presidente - "L'imprenditoria marmifera carrarina mi aiuta a finanziare una parte della stagione del club. Non ho i problemi di Moratti, ma se arrivasse un magnate indonesiano non mi dispiacerebbe..." -, zavorra gli inevitabili entusiasmi all'indomani dell'esordio vincente e convincente in casa della Sampdoria.

BUFFON: "IL NOSTRO TRIS NON È SCONTATO" - Il capitano bianconero e azzurro ha le spalle larghe. Non teme il peso del pronostico "grevemente" ottimista: "E' molto bello essere favoriti, perché responsabilizza  -  prosegue Buffon ai microfoni di Sky Sport -. Certi giocatori hanno bisogno di sentire la pressione. Dall'altra parte, però, gli avversari sono stimolati a combattere per sfatare questo mito momentaneo e temporaneo della Juve". Attenzione, quindi, perché il tris tricolore dei bianconeri, "che tutti danno per scontato, in realtà scontato non è". Il rischio, dopo gli ultimi due banchetti, è di avere la pancia troppo piena. "Appena arrivati negli Stati Uniti, Conte ci ha messo in guardia perché una squadra che viene da due campionati vinti rischia alla prima difficoltà di sciogliersi, di non avere quella rabbia agonistica e quella determinazione per ripetere il risultato raggiunto l'anno prima. Il mister mi disse di ricordarmi quando eravamo compagni di squadra: sembrava che dovessimo vincere passeggiando e invece ci scottammo arrivando terzi".
Finché il martello di Conte continuerà a battere la Signora non dovrebbe temere cali di tensione. Buffon ammette che nei giorni in cui sembrava che il tecnico bianconero dovesse lasciare la Juve "mi è corso un brivido lungo la schiena, perché Conte è il nostro valore aggiunto. Per noi è imprescindibile, dover rinunciare a lui sarebbe stato un grande sacrificio". A proposito di rinunce: se per conquistare la Champions SuperGigi accorcerebbe di quattro anni la sua carriera, "per trattenere Conte avrei rinuncerei a due settimane di carriera", sorride Buffon.

"TEVEZ CAMPIONE GENEROSO" - Buffon si aggiunge al coro dei fan di Tevez, confermando quanto detto sabato sera da Conte: "Il ritratto che è stato fatto non è assolutamente veritiero: conoscendolo capisci perché é un campione. Oltre ad avere qualità incredibili, Carlitos è un ragazzo che si mette a disposizione del gruppo, che si sacrifica e antepone il bene collettivo all'egoismo". Insomma, in attesa che impari l'italiano, Tevez ha cominciato a masticare l'idioma di Vinovo, che prevede il noi al posto dell'io.
Buffon dà quindi uno sguardo all'Europa, indicando nel Bayern Monaco "il punto di riferimento di ogni squadra", ed elencando le principali qualità dei bavaresi: "Hanno a disposizione grandi giocatori, con grande tecnica individuale, organizzazione tattica e disponibilità al sacrificio". Insomma, fuori dai confini nazionali la Juve non è più favorita, ma sa comunque di poter recitare un ruolo di primo piano: "Non respingiamo le nostre responsabilità  -  conclude Buffon -, ma sappiamo che ci sono tre squadre sicuramente più forti di noi a livello di organico. A volte si possono sovvertire anche quei risultati che possono sembrare scontati. Crediamo di poter fare bene anche in Europa, dove l'anno scorso abbiamo dimostrato di essere competitivi, ma da qui a vincere la Champions ce ne passa".
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