TORINO - Dato che Llorente ancora non si schioda della panchina e che il grosso dei suoi non tanti soldi la Juventus li ha investiti su un difensore di riserva (Ogbonna), la vera e anzi l'unica differenza tra i campioni d'Italia e i difensori del titolo è Carlitos Tevez, tre gol in tre partite e la promessa di condizionare in maniera pesantissima l'intera serie A. Matri sarà anche una perdita dolorosa e magari non passerà la nostalgia per Giaccherini, ma l'Apache è indubbiamente una svolta, e non si può fargliene una colpa se è costato appena nove milioni. Se ne fossero occorsi il triplo, mettiamo, cambierebbe il giudizio sul mercato della Juve, a cominciare da quello che dà Conte stesso? Se Tevez fosse stato pagato come un top player (e lo è, un top player), si direbbe che i bianconeri si sono rinforzati ancor di più?
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Discorso sterili, in ogni caso. Quello che conta è che Carlitos sia già entrato nei meccanismi bianconeri, che si stia dedicando allo studio e all'esecuzione di un copione che Conte definisce "per niente facile" e che, soprattutto, abbia già segnato tre gol in tre partite, anche se due sono solamente serviti ad arrotondare un risultato. Ma il meglio è probabile che ancora non l'abbiamo visto e che contro la Lazio lo abbiamo solamente assaggiato: Tevez può diventare un crac in funzione di Vucinic, ovvero per quanto riuscirà a entrare in sintonia con lui. Nelle prime due partite (nella Supercoppa e contro la Sampdoria) non hanno dialogato molto, e se l'hanno fatto si sono capiti poco. Sabato sera, invece, i due hanno cominciato a capire di avere un linguaggio in comune, che poi è quello della classe. Nel secondo tempo si sono cercati e trovati, hanno distribuito squisitezze. E la rete segnata da Tevez può essere il simbolo di un inizio: il velo di Vucinic a liberare l'argentino è la prima vera intesa tra i due gemelli. "E' la coppia che ho scelto", dice Conte, "ma non c'è niente di definitivo, con me le gerarchie possono cambiare in fretta. La mia fortuna è che i giocatori seguono la mia pazzia".
Tevez si è subito messo in scia, effettivamente. D'altronde, il tandem con Vucinic è teoricamente quello che Conte desidera se anche l'anno scorso - pur disponendo dell'indispensabile Matri (due partite intere disputate in tutta la stagione) - abbinò al montenegrino Giovinco, facendone il partner d'attacco più assiduo. Nessuno s'offenderà se si sostiene che Tevez possa essere considerato in qualche modo la versione extralusso di Giovinco e che, di conseguenza, la nuova coppia d'attacco della Juventus sia molto ma molto più competitiva rispetto a quelle degli ultimi campionati, al punto che ci saranno partite in cui i bianconeri potranno affidarsi solamente alla classe dei loro giocatori senza bisogno di ricorrere alla complicata struttura del loro gioco.
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Discorso sterili, in ogni caso. Quello che conta è che Carlitos sia già entrato nei meccanismi bianconeri, che si stia dedicando allo studio e all'esecuzione di un copione che Conte definisce "per niente facile" e che, soprattutto, abbia già segnato tre gol in tre partite, anche se due sono solamente serviti ad arrotondare un risultato. Ma il meglio è probabile che ancora non l'abbiamo visto e che contro la Lazio lo abbiamo solamente assaggiato: Tevez può diventare un crac in funzione di Vucinic, ovvero per quanto riuscirà a entrare in sintonia con lui. Nelle prime due partite (nella Supercoppa e contro la Sampdoria) non hanno dialogato molto, e se l'hanno fatto si sono capiti poco. Sabato sera, invece, i due hanno cominciato a capire di avere un linguaggio in comune, che poi è quello della classe. Nel secondo tempo si sono cercati e trovati, hanno distribuito squisitezze. E la rete segnata da Tevez può essere il simbolo di un inizio: il velo di Vucinic a liberare l'argentino è la prima vera intesa tra i due gemelli. "E' la coppia che ho scelto", dice Conte, "ma non c'è niente di definitivo, con me le gerarchie possono cambiare in fretta. La mia fortuna è che i giocatori seguono la mia pazzia".
Tevez si è subito messo in scia, effettivamente. D'altronde, il tandem con Vucinic è teoricamente quello che Conte desidera se anche l'anno scorso - pur disponendo dell'indispensabile Matri (due partite intere disputate in tutta la stagione) - abbinò al montenegrino Giovinco, facendone il partner d'attacco più assiduo. Nessuno s'offenderà se si sostiene che Tevez possa essere considerato in qualche modo la versione extralusso di Giovinco e che, di conseguenza, la nuova coppia d'attacco della Juventus sia molto ma molto più competitiva rispetto a quelle degli ultimi campionati, al punto che ci saranno partite in cui i bianconeri potranno affidarsi solamente alla classe dei loro giocatori senza bisogno di ricorrere alla complicata struttura del loro gioco.