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Juventus, Conte non si fida dell'Inter: "Può lottare per il vertice, con Mazzarri è in ottime mani"

Il tecnico bianconero alla vigilia del derby d'Italia (sabato ore 18 diretta Repubblica.it) dimostra di non sottovalutare i nerazzurri. E mette da parte del polemiche del passato con il suo 'rivale' in panchina: "Hanno un tecnico di qualità, che sa valorizzare gli uomini a sua disposizione". Barzagli e Vucinic, recupero quasi certo
di TIMOTHY ORMEZZANO

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TORINO - Fair play, il profilo basso e la calma dei forti. Antonio Conte si avvicina al derby d'Italia a luci spente. Esalta il collega-rivale Mazzarri: "L'Inter è nelle mani migliori". E inserisce i nerazzurri nella corsa-scudetto: "Possono ambire a un ottimo campionato. Poi, ovvio, per una questione egoistica mi auguro che questo non accada".

Juve che vince non si cambia. Il tecnico sembra orientato a riproporre lo stesso undici che ha asfaltato la Lazio. Tutti i titolarissimi a disposizione, compresi i recuperati Barzagli e Vucinic, quest'ultimo in leggero vantaggio su Quagliarella per fare coppia in attacco con l'inamovibile Tevez.

Antonio Conte, hanno ragione Buffon e Vidal a dire che l'Inter di Mazzarri somiglia alla sua prima Juve?
"Sì, anche la Juve, allora reduce da due stagioni molto negative, ha potuto lavorare senza impegni infrasettimanali. Se non partecipi alle coppe, il livello di infortuni si abbassa sensibilmente. L'Inter l'anno scorso ha fatto male, chiudendo al nono posto, pur non avendo una rosa scarsa, altrimenti non ci avrebbe sconfitto 3-1 allo Stadium, togliendoci pure l'imbattibilità. Diciamo che Mazzarri può lavorare su un'ottima base".

Quanta differenza tecnica c'è tra voi e loro?
"Ripeto, l'Inter già l'anno scorso aveva giocatori di qualità. Ora ha anche una conduzione tecnica di alto valore. L'allenatore bravo è quello che riesce a valorizzare il gruppo. E Mazzarri, in questi anni, ha dimostrato di saperlo fare bene. A Napoli ha portato dei giocatori come Lavezzi, Hamsik e Cavani al massimo delle loro possibilità. Da questo punto di vista, l'Inter è in ottime mani".

In cosa è cambiato Mazzarri nel passaggio dal Napoli all'Inter? E quali sono i giocatori nerazzurri che hanno maggiormente beneficiato del suo arrivo a Milano?
"Il credo tattico dell'allenatore non cambia: l'Inter rispecchia l'idea di calcio di Mazzarri, un'idea che sta già portando i suoi frutti, oltre ad aiutare la crescita di giocatori come Alvarez, Jonathan e Palacio. Chi pensa a un'Inter più difensivista del Napoli sbaglia: ho visto Cavani rincorrere gli avversari come farebbe un difensore, mentre Hamsik giocava a centrocampo e Lavezzi faceva lo stesso lavoro di Alvarez".

Quanto conta la partita di domani?
"Tre punti, proprio come quella successiva contro il Verona. Ma dal punto di vista psicologico è molto importante. Soprattutto per l'Inter che, in caso di vittoria,  aumenterebbe la sua autostima. Proprio come è successo a noi due stagioni fa, quando battendo il Milan trovammo consapevolezza e fiducia. Fu in quel momento che capimmo di poter competere ad alti livelli. Ovvio che da lì a vincere lo scudetto ce ne passa".

Come si ferma Alvarez?
"Facendo attenzione alle ripartenze. Conosciamo il modo di giocare dell'Inter. Dovremo seguire con cura anche a Guarin: ha un'ottima progressione, può spaccare in due la nostra difesa. Ci stiamo preparando nel migliore dei modi, tenteremo di sfruttare le loro debolezze".

Allenerebbe mai l'Inter?

"Io sono alla Juve, e sono contento qui. Ho ancora un anno di contratto. E questo mi basta e avanza".

Come stanno Vucinic e Barzagli?
"Faremo le riflessioni opportune dopo l'allenamento. Ad Andrea ho chiesto un sacrificio in queste tre partite, e lui mi ha dato la sua disponibilità. Mirko ha preso una tremenda botta al ginocchio, ma ieri ha lavorato con noi. Inizia un ciclo di sette partite in pochissimo tempo (23 giorni; ndr). Mi auguro di avere tutti i miei giocatori a disposizione".

Quagliarella e Llorente sono sullo stesso livello?
"Sì, Quagliarella, Llorente, Vucinic, Giovinco e Tevez sono sullo stesso piano. Tocca a me scegliere".

Farà turnover in vista della partita di Champions di martedì a Copenaghen?
"Domani sceglierò l'undici migliore, senza pensare al turnover. Certo, terrò conto del fatto che alcuni miei giocatori negli anni hanno guadagnato una certa titolarità. La situazione va monitorata giorno dopo giorno. E le mie scelte variano di volta in volta, a seconda della condizione psicofisica dei giocatori".

Eppure giocano più o meno sempre gli stessi: le alternative non offrono ancora le giuste garanzie?
"No, la scelta è dovuta al fatto che abbiamo sin qui disputato una sola partita a settimana. Se abbiamo vinto tre volte su tre, è perché ho preso le decisioni giuste. Io sono sereno, perché con il lavoro quotidiano ho acquisito fiducia e serenità. Certo, mi spiace per gli infortuni di Caceres e Pepe, ma per fortuna Barzagli e Vucnic stanno meglio".

Buffon e Vidal hanno esaltato il suo lavoro: questo può valere più di una vittoria?
"Sì, questa è una gratificazione più bella di qualsiasi vittoria. Ringrazio Gigi e Arturo, grandi calciatori e ottimi professionisti. Certe parole giustificano tantissimi mal di pancia, nervosismi e ore sottratte alla mia famiglia per studiare calcio".
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