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Juventus, Conte: "In Champions siamo un outsider pericoloso"

Alla vigilia dell'esordio stagionale in Europa, (diretta rep.it ore 20.45)  il tecnico bianconero fissa gli obiettivi: "Bisogna essere realisti, ma non vogliamo porci limiti". E invita a non sottovalutare l'avversario: "Il Copenaghen gioca un buon calcio. Ricordiamoci del Nordsjaelland"
di TIMOTHY ORMEZZANO

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COPENAGHEN - La Juve, "una pericolosa outsider" (il copyright è di Antonio Conte) non può sbagliare. Altrimenti, sempre secondo il mister, "poi è difficile recuperare". La qualificazione agli ottavi di finale di Champions League passa insomma dal Parken Stadium di Copenaghen. Con il Real Madrid tranquillamente a spasso per il girone B, molto del futuro europeo della Juve si deciderà sul campo danese e su quello turco del Galatasaray. Ecco la griglia di partenza che disegna Conte alla vigilia del primo turno di Champions: "I madrileni sono anni che inseguono la loro decima Coppa dei Campioni. Ogni stagione il Real investe tantissimo, sia in calciatori che in allenatori, per cercare di portare a casa questa benedetta coppa. E' di diritto la squadra favorita del girone, davanti a noi e al Galatasaray, ma attenzione alla sorpresa che potrebbe rappresentare il Copenaghen. Bisogna essere realistici, ma non voglio porre limiti a dove potremo arrivare".

La Juve affronta una squadra in crisi conclamata: terzultima in classifica ("una posizione inspiegabile", secondo il tecnico bianconero), con una sola vittoria nelle prime otto giornate di campionato e un allenatore esonerato da non molto. Conte comunque in conferenza stampa dimostra di aver attentamente studiato il nemico, tanto da scherzare con la stampa locale: "E' vero che l'allenatore del Copenaghen, Solbakken, qualche tempo fa è quasi venuto alle mani con Guardiola? Spiegatemi bene, almeno mi preparo...".
Scherzi a parte, domani si farà comunque sul serio: "In Champions non esistono partite facili  -  avvisa Conte -: l'anno scorso contro il Nordsjaelland pareggiammo solamente a 7-8 minuti dalla fine".

Il tecnico farà un turnover minimo ("le rotazioni sono inevitabili, avendo cominciato contro l'Inter un ciclo di 7 partite in 23 giorni"), perché non vuole sfigurare la sua Juve. Pirlo sarà al suo posto, benché reduce dal primo cambio tecnico sotto la gestione Conte, a tre minuti dalla fine del derby d'Italia. Il regista, alle prese con un avvio di stagione al di sotto dei suoi alti standard abituali, è chiamato a stringere i denti per riaccendere la luce del bel gioco: potrà tirare il fiato domenica prossima, quando allo Stadium arriverà il Verona.

Due soli cambi, quindi, rispetto all'undici titolare: Ogbonna si candida a rilevare l'affaticato Barzagli al fianco di Bonucci e Chiellini, mentre Quagliarella è in vantaggio su Vucinic per fare coppia con un Tevez smanioso di interrompere un digiuno di gol in coppa che dura da oltre quattro anni.

A proposito di tabù da sfatare, c'è quello di un Buffon che non ha mai sollevato la coppa dalle grandi orecchie: "Non è un sogno personale, ma un sogno condiviso con tutto il popolo juventino. Sono curioso di vedere se la squadra è capace di migliorare".

SOLBAKKEN: "DOBBIAMO CREDERCI E PROVARE A SORPRENDERLI" - "La Juve dovrà vincere a tutti i costi contro di noi e magari riusciremo a riservare loro qualche sorpresa". Stale Solbakken, tecnico del Copenaghen, sogna l'impresa con i bianconeri: "Lo stesso speriamo di fare contro il Galatasaray - aggiunge il tecnico in conferenza stampa -. Giocheremo contro avversari che ci sono superiori, ma che magari potrebbero sottovalutarci. Dobbiamo crederci e provare a sorprenderli con il nostro calcio. Altrimenti fare risultato diventa difficile". Il Copenaghen è terz'ultimo in classifica dopo otto giornate di campionato con il magro bottino di 7 punti. "Fare risultato domani per noi potrebbe essere una svolta anche in chiave campionato, perchè ci darebbe fiducia - sottolinea Solbakken -. Puntiamo sulle tre partite che giocheremo in casa, anche se il nostro girone è forse il più difficile".
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