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Juventus, Conte si è dimenticato di Llorente

Dopo il deludente pareggio a Copenaghen in Champions si apre il caso dell'attaccante spagnolo ormai retrocesso ad ultima punta. Tevez, intanto, smentisce su twitter di aver preso in giro il compagno: "Mai detto nulla di male su Fernando"
di TIMOTHY ORMEZZANO

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TORINO - Nel day after della falsa partenza in Champions della Juve a Copenaghen, tiene banco il caso-Llorente. "La Juve ignora Fernando", titola oggi El Pais.  Quello del bomber desaparecido dai radar bianconeri è ormai diventato un caso, a maggior ragione se il coro di voci bianconere continua a intonare che "non c'è nessun caso". Più passano i giorni, e più l'ex centravanti dell'Atheltic Bilbao retrocede nelle gerarchie dell'attacco bianconero, fino all'attuale ruolo di quinta punta. Dal posto fisso quasi garantito al totale precariato. Per chi si diverte con certi giochetti, anagrammando il suo nome e cambiando una sola vocale viene Frenando Rallento...

Sin qui, in attesa di un turnover che potrebbe finalmente concedergli un po' di spazio contro una delle due veronesi che si affacciano all'orizzonte bianconero, lo spagnolo ha collezionato la miseria di un solo minuto ufficiale di campo in casa della Sampdoria: non proprio il massimo della vita per chi pensava di ritrovare visibilità e, magari, un posto in Nazionale all'alba della stagione che porterà ai Mondiali in Brasile.
Titolarissimo a luglio, nei primi giorni di agosto in Usa è stato sorpassato da Vucinic. A Copenaghen, con il montenegrino in tribuna, l'ennesima bocciatura, addirittura doppia: il posto al fianco dell'inamovibile Tevez è stato infatti appaltato prima a Quagliarella e poi a Giovinco, una Formica in mezzo ai vichinghi danesi. Possibile che tra le 25 conclusioni (a 8) dei bianconeri, di cui 13 (a 6) tra i pali, non ci fosse spazio per un colpo di testa dello gigante iberico? I suoi chili (90) e centimetri (195) non potevano proprio tornare utili per dare maggiore sostanza all'arrembaggio finale?

Conte rispedisce al mittente ogni questione: "Llorente si è scaldato con Giovinco e Asamoah, ma la prossima volta farò attenzione a ogni mia mossa per non dare adito ad altre domande che vogliono soltanto creare polemica. Perché ho scelto Sebastian e non Fernando? Non volevo invitare a nozze il Copenaghen, offrendo un attaccante alto ai suoi difensori alti e lenti, ecco perché ho scelto punte svelte e rapide".
Tutto giusto, peccato che mai come ieri la Juve abbia collezionato invano cross e corner (16-3 per i bianconeri): teoricamente il gioco ideale per sfruttare le grandi doti aeree dell'attaccante di Pamplona.

Checché se ne dica, nonostante in corso Galileo Ferraris dicano di credere eccome nella bontà dell'acquisto, siamo davanti a un problema-Llorente. Un problema che va oltre un fisiologico ritardo di condizione, anche valutando la stagione scorsa vissuta dal Re Leone ai margini, nel semianonimato della Liga. Di fatto, Fernando ha assimilato molto in fretta l'italiano ma non ancora l'idioma del calcio di Conte, come hanno a più riprese spiegato i suoi compagni, tra un "ha bisogno di tempo" e un "lasciatelo lavorare". Il rischio è che le sue doti tecniche siano incompatibili con i dogmi contiani: il calcio tutto inserimenti, sovrapposizioni e movimenti senza palla non sembra certo l'habitat ideale per un pennellone come lui. "Un po' alla volta andrà meglio, sto facendo cose che non avevo mai fatto prima", ha candidamente ammesso qualche tempo fa.

Conte gli chiede di attaccare gli spazi, di dare profondità all'azione, di fare quello che fino a ieri faceva Matri e che dopodomani potrebbe  eventualmente fare uno tra Pazzini e Gilardino, nomi di ritorno per il mercato invernale. Il dubbio è che l'ingaggio a parametro zero di Llorente sia stato fatto soprattutto sognando una futura plusvalenza-monstre. Magari da concretizzare già a gennaio  -  alla finestra ci sono il Barcellona e alcuni club inglesi -, quando Fernando e Madama potrebbero già dirsi adiós.

TEVEZ: "MAI PRESO IN GIRO LLORENTE" - Tevez smentisce la voce riportata da un sito spagnolo, secondo il quale l'argentino avrebbe preso in giro il suo compagno di squadra ("Llorente? Meglio che si dia al basket"). Tutto falso. Ecco il tweet dell'Apache bianconero: "Voglio spiegare che non ho mai detto nulla di male su Fernando, perché credo che sia un grande giocatore fondamentale per la nostra squadra".
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