Juventus, Elkann: "Errore chiaro, ma noi non abbiamo colpe"
Il presidente della Fiat commenta il gol annullato a Paloschi nella gara di Verona: "Dispiace, ma non dipende da noi". E si sofferma anche sui due nuovi attaccanti bianconeri: "Llorente è una grande sorpresa, Tevez un ottimo numero 10. Sirene dall'estero per Pirlo? Non commento. Vogliamo rimanere così". Buffon fa autocritica: "Sui gol subiti dovevamo fare di più"di TIMOTHY ORMEZZANO
ROMA - Il giorno dopo il contestato successo della Juventus contro il Chievo, John Elkann cerca di stemperare le polemiche: "Quando ci sono errori molto chiari spiace. Ma non è colpa nostra e non è nostra intenzione lamentarci", dichiara a proposito del gol regolare annullato a Paloschi nella sfida del Bentegodi. Il presidente della Fiat, a margine di un convegno a Milano, commenta le prestazioni dei due nuovi attaccanti bianconeri: "Abbiamo una squadra forte, Llorente è una grande sorpresa e Tevez un grande numero 10. Loro due mi danno molto conforto".
John Elkann, infine, dribbla le voci che segnalano Pirlo nel mirino di alcuni grandi club stranieri: "Nessun commento in merito alle sirene spagnole o inglesi. Andrea è un grande giocatore, la squadra si è rafforzata e l'obiettivo è di mantenerla così". Per l'eventuale rinnovo del suo contratto in scadenza c'è tempo. Se ne riparlerà in primaver…
John Elkann, infine, dribbla le voci che segnalano Pirlo nel mirino di alcuni grandi club stranieri: "Nessun commento in merito alle sirene spagnole o inglesi. Andrea è un grande giocatore, la squadra si è rafforzata e l'obiettivo è di mantenerla così". Per l'eventuale rinnovo del suo contratto in scadenza c'è tempo. Se ne riparlerà in primaver…
ROMA - Il giorno dopo il contestato successo della Juventus contro il Chievo, John Elkann cerca di stemperare le polemiche: "Quando ci sono errori molto chiari spiace. Ma non è colpa nostra e non è nostra intenzione lamentarci", dichiara a proposito del gol regolare annullato a Paloschi nella sfida del Bentegodi. Il presidente della Fiat, a margine di un convegno a Milano, commenta le prestazioni dei due nuovi attaccanti bianconeri: "Abbiamo una squadra forte, Llorente è una grande sorpresa e Tevez un grande numero 10. Loro due mi danno molto conforto".
John Elkann, infine, dribbla le voci che segnalano Pirlo nel mirino di alcuni grandi club stranieri: "Nessun commento in merito alle sirene spagnole o inglesi. Andrea è un grande giocatore, la squadra si è rafforzata e l'obiettivo è di mantenerla così". Per l'eventuale rinnovo del suo contratto in scadenza c'è tempo. Se ne riparlerà in primavera. Molto dipenderà dalle condizioni fisiche del regista bresciano, e dai suoi stimoli, come ha spiegato mercoledì sera Marotta: "Andrea, che non è più un ragazzino, deciderà cosa fare: e noi ci adegueremo".
Intanto il caso-Pirlo è (soc)chiuso, dopo quanto dichiarato al Bentegodi da Conte ("Andrea non sarà mai un problema, semmai la soluzione dei problemi") e dall'ad bianconero ("Andrea non ha commesso nulla di trascendentale, e Antonio ha semplicemente ricordato che la squadra è una comunità con delle regole").
A proposito di problemi, la Juve ne ha un paio: l'approccio alle partite e la fase difensiva. Se tre indizi facevano già una prova, dopo la quarta falsa partenza in altrettante partite la patologia è conclamata, se non ancora cronica. "Andare sotto per quattro volte consecutive è un brutto segnale", ha ammesso Quagliarella. Prima di reagire, i bianconeri devono prendere un ceffone. E' successo contro Inter, Copenaghen, Verona e Chievo. Alla vigilia della trasferta al Bentegodi, Conte aveva avvertito i suoi: "Non possiamo più aspettare di prendere un cazzotto prima di darne due ai nostri avversari". Tutto inutile. La squadra si è dimostrata diabolica nel perseverare, offrendo la sua peggiore versione stagionale: ritmo basso, intensità vicina allo zero, pochissima convinzione. Colpa del turnover? L'alibi regge fino a un certo punto, visto che a turno i senatori Chiellini, Pirlo e Buffon hanno steccato.
Ma a preoccupare i tifosi ci sono anche certi scricchiolii del reparto difensivo. Il bunker sul quale Conte ha costruito gli ultimi due scudetti (appena 20 gol subiti nel 2011-12, 24 nel 2012-13) nelle prime cinque giornate di campionato ha incassato 4 gol, il doppio dell'anno scorso. Certo, non sono (ancora) dati preoccupanti, la Juve è pur sempre imbattuta a -2 dalla vetta, ma servono comunque a far suonare un campanello d'allarme a Vinovo e dintorni.
"Ultimamente siamo andati sotto troppe volte. Dovremmo cercare di evitare di prendere certi gol - avverte Barzagli -, perché poi non è facile recuperare". Già, mercoledì a Verona ci è voluta prima la clamorosa svista del guardalinee Preti e poi il goffo autogol di Bernardini. "La rete di Paloschi? Dal campo mi era sembrata regolare - ammette Barzagli, positivamente contagiato dallo stile-Chievo -, spiace per la squadra di Sannino ma certi errori possono capitare".
Dall'Hellas al Chievo. Si scrive Verona si legge rimonta. Espugnati i due fortini, stamane la Juve ha cominciato a preparare il derby di domenica. "Un mezzogiorno... e mezzo di fuoco", scrive il sito ufficiale bianconero ricordando l'orario inusuale della stracittadina. La Signora troverà un Toro in forma e in fiducia. Una squadra che, a differenza delle veronesi, non farà le barricate: "Non credo che i granata penseranno soltanto a difendersi - conferma Barzagli -. Lo scorso anno avevano impostato la gara cercando di sfruttare le ripartenze. Penso che si metteranno 'a specchiò e proveranno a giocarsela".
All'Olimpico si rivedranno i titolarissimi Bonucci, Vidal, Asamoah, Lichtsteiner e Tevez. E chissà che nell'undici disegnato da Conte non ci sia spazio anche per Vucinic, al centro di un piccolo caso - già, un altro - dopo la terza panchina consecutiva. La gran parte della squadra che affronterà il Toro verrà quindi confermata mercoledì sera, quando allo Stadium arriverà il Galatasaray. Dopo l'esonero dell'imperatore Terim e il "no" di Heynckes, il club turco dovrebbe cedere il timone della squadra a Mancini, un carissimo nemico dei bianconeri.
BUFFON: "SUI GOL SUBITI POTEVAMO FARE DI PIU'" - Nelle ultime quattro gare disputate (Inter, Copenaghen, Verona e Chievo) sono arrivati due pareggi e due vittorie, ma la Juventus si è sempre trovata a inseguire. Una situazione insolita per i bianconeri: "Sarebbe meglio partire in vantaggio - commenta Gianluigi Buffon, in un'intervista a Sky Sport - ma a onor del vero, nelle ultime 3-4 partite, al primo e unico tiro in porta abbiamo preso gol. I motivi sono un po' frutto del caso e delle situazioni contingenti che si vengono a creare, ma ci sono stati anche errori di reparto e dei singoli. Credo che ognuno di noi potesse fare qualcosa di meglio, compreso il sottoscritto. Devo stare molto più attento, più sul pezzo, e fornire delle prestazioni da Buffon. Visto che siamo all'inizio della stagione, comunque, ci può stare. Fa parte di un percorso che deve tornare a essere ottimale e certo come negli altri anni".
"Totti al Mondiale? Sono scelte che riguardano lui, il suo entusiasmo e Prandelli. C'e' un gruppo che va avanti da tanti anni ma accoglierebbe a braccia aperte uno come Francesco. E' uno dei pochi fuoriclasse che ci sono nel nostro campionato e di conseguenza non mi stupisce. Chi la ha fortuna e la bravura di avere certe qualità in qualsiasi momento, per qualsiasi periodo, che siano 90, 10, 20 o 30 minuti, può risultare determinante. Per me rimarra' sempre e comunque un evergreen".
QUAGLIARELLA: "PRENDIAMO ESEMPIO DAL FAIR PLAY DEL CHIEVO" - Fabio Quagliarella, a margine dell'inaugurazione della boutique Trussardi di Torino, torna sulla partita del Bentegodi: "Al primo tiro in porta veniamo sistematicamente puniti. Certo, ci mettiamo anche del nostro, ma adesso dobbiamo invertire la rotta". Poi, sul gol ingiustamente annullato a Paloschi: "Un attaccante si arrabbia quando gli annullano un gol irregolare, figuriamoci quando la rete è regolare... Dobbiamo prendere esempio dal fair play del Chievo e ricordarci che gli arbitri possono sbagliare, proprio come i calciatori".
Intanto cresce la febbre derby. A tre giorni dall'attesa stracittadina, l'analisi dell'attaccante campano: "Il derby per me è una partita speciale - conclude Quagliarella -, perché il Toro mi ha cresciuto, facendomi diventare un giocatore importante. I miei ricordi più belli sono l'esordio a 17 anni con Mondonico e la promozione in Serie A. Domenica affrontiamo una squadra ben organizzata, che può giocarsela. Un mio gol? Segnare è sempre bello, farlo nel derby ancora di più".
John Elkann, infine, dribbla le voci che segnalano Pirlo nel mirino di alcuni grandi club stranieri: "Nessun commento in merito alle sirene spagnole o inglesi. Andrea è un grande giocatore, la squadra si è rafforzata e l'obiettivo è di mantenerla così". Per l'eventuale rinnovo del suo contratto in scadenza c'è tempo. Se ne riparlerà in primavera. Molto dipenderà dalle condizioni fisiche del regista bresciano, e dai suoi stimoli, come ha spiegato mercoledì sera Marotta: "Andrea, che non è più un ragazzino, deciderà cosa fare: e noi ci adegueremo".
Intanto il caso-Pirlo è (soc)chiuso, dopo quanto dichiarato al Bentegodi da Conte ("Andrea non sarà mai un problema, semmai la soluzione dei problemi") e dall'ad bianconero ("Andrea non ha commesso nulla di trascendentale, e Antonio ha semplicemente ricordato che la squadra è una comunità con delle regole").
A proposito di problemi, la Juve ne ha un paio: l'approccio alle partite e la fase difensiva. Se tre indizi facevano già una prova, dopo la quarta falsa partenza in altrettante partite la patologia è conclamata, se non ancora cronica. "Andare sotto per quattro volte consecutive è un brutto segnale", ha ammesso Quagliarella. Prima di reagire, i bianconeri devono prendere un ceffone. E' successo contro Inter, Copenaghen, Verona e Chievo. Alla vigilia della trasferta al Bentegodi, Conte aveva avvertito i suoi: "Non possiamo più aspettare di prendere un cazzotto prima di darne due ai nostri avversari". Tutto inutile. La squadra si è dimostrata diabolica nel perseverare, offrendo la sua peggiore versione stagionale: ritmo basso, intensità vicina allo zero, pochissima convinzione. Colpa del turnover? L'alibi regge fino a un certo punto, visto che a turno i senatori Chiellini, Pirlo e Buffon hanno steccato.
Ma a preoccupare i tifosi ci sono anche certi scricchiolii del reparto difensivo. Il bunker sul quale Conte ha costruito gli ultimi due scudetti (appena 20 gol subiti nel 2011-12, 24 nel 2012-13) nelle prime cinque giornate di campionato ha incassato 4 gol, il doppio dell'anno scorso. Certo, non sono (ancora) dati preoccupanti, la Juve è pur sempre imbattuta a -2 dalla vetta, ma servono comunque a far suonare un campanello d'allarme a Vinovo e dintorni.
"Ultimamente siamo andati sotto troppe volte. Dovremmo cercare di evitare di prendere certi gol - avverte Barzagli -, perché poi non è facile recuperare". Già, mercoledì a Verona ci è voluta prima la clamorosa svista del guardalinee Preti e poi il goffo autogol di Bernardini. "La rete di Paloschi? Dal campo mi era sembrata regolare - ammette Barzagli, positivamente contagiato dallo stile-Chievo -, spiace per la squadra di Sannino ma certi errori possono capitare".
Dall'Hellas al Chievo. Si scrive Verona si legge rimonta. Espugnati i due fortini, stamane la Juve ha cominciato a preparare il derby di domenica. "Un mezzogiorno... e mezzo di fuoco", scrive il sito ufficiale bianconero ricordando l'orario inusuale della stracittadina. La Signora troverà un Toro in forma e in fiducia. Una squadra che, a differenza delle veronesi, non farà le barricate: "Non credo che i granata penseranno soltanto a difendersi - conferma Barzagli -. Lo scorso anno avevano impostato la gara cercando di sfruttare le ripartenze. Penso che si metteranno 'a specchiò e proveranno a giocarsela".
All'Olimpico si rivedranno i titolarissimi Bonucci, Vidal, Asamoah, Lichtsteiner e Tevez. E chissà che nell'undici disegnato da Conte non ci sia spazio anche per Vucinic, al centro di un piccolo caso - già, un altro - dopo la terza panchina consecutiva. La gran parte della squadra che affronterà il Toro verrà quindi confermata mercoledì sera, quando allo Stadium arriverà il Galatasaray. Dopo l'esonero dell'imperatore Terim e il "no" di Heynckes, il club turco dovrebbe cedere il timone della squadra a Mancini, un carissimo nemico dei bianconeri.
BUFFON: "SUI GOL SUBITI POTEVAMO FARE DI PIU'" - Nelle ultime quattro gare disputate (Inter, Copenaghen, Verona e Chievo) sono arrivati due pareggi e due vittorie, ma la Juventus si è sempre trovata a inseguire. Una situazione insolita per i bianconeri: "Sarebbe meglio partire in vantaggio - commenta Gianluigi Buffon, in un'intervista a Sky Sport - ma a onor del vero, nelle ultime 3-4 partite, al primo e unico tiro in porta abbiamo preso gol. I motivi sono un po' frutto del caso e delle situazioni contingenti che si vengono a creare, ma ci sono stati anche errori di reparto e dei singoli. Credo che ognuno di noi potesse fare qualcosa di meglio, compreso il sottoscritto. Devo stare molto più attento, più sul pezzo, e fornire delle prestazioni da Buffon. Visto che siamo all'inizio della stagione, comunque, ci può stare. Fa parte di un percorso che deve tornare a essere ottimale e certo come negli altri anni".
"Totti al Mondiale? Sono scelte che riguardano lui, il suo entusiasmo e Prandelli. C'e' un gruppo che va avanti da tanti anni ma accoglierebbe a braccia aperte uno come Francesco. E' uno dei pochi fuoriclasse che ci sono nel nostro campionato e di conseguenza non mi stupisce. Chi la ha fortuna e la bravura di avere certe qualità in qualsiasi momento, per qualsiasi periodo, che siano 90, 10, 20 o 30 minuti, può risultare determinante. Per me rimarra' sempre e comunque un evergreen".
QUAGLIARELLA: "PRENDIAMO ESEMPIO DAL FAIR PLAY DEL CHIEVO" - Fabio Quagliarella, a margine dell'inaugurazione della boutique Trussardi di Torino, torna sulla partita del Bentegodi: "Al primo tiro in porta veniamo sistematicamente puniti. Certo, ci mettiamo anche del nostro, ma adesso dobbiamo invertire la rotta". Poi, sul gol ingiustamente annullato a Paloschi: "Un attaccante si arrabbia quando gli annullano un gol irregolare, figuriamoci quando la rete è regolare... Dobbiamo prendere esempio dal fair play del Chievo e ricordarci che gli arbitri possono sbagliare, proprio come i calciatori".
Intanto cresce la febbre derby. A tre giorni dall'attesa stracittadina, l'analisi dell'attaccante campano: "Il derby per me è una partita speciale - conclude Quagliarella -, perché il Toro mi ha cresciuto, facendomi diventare un giocatore importante. I miei ricordi più belli sono l'esordio a 17 anni con Mondonico e la promozione in Serie A. Domenica affrontiamo una squadra ben organizzata, che può giocarsela. Un mio gol? Segnare è sempre bello, farlo nel derby ancora di più".