TORINO - Vigilia del derby della Mole. Domani all'Olimpico granata, in un inedito orario prandiale (12.30), andrà in scena la stracittadina più sbilanciata d'Italia: il Toro non vince da oltre 18 anni (9-4-95 Juve-Toro 1-2) e non segna da oltre 11 anni (24-2-2002, Torino-Juventus 2-2). Ma Antonio Conte non si fida. Invoca una Juve rabbiosa e scaramanticamente intona i soliti mantra: "Il derby è una partita a sé, non contano il monte ingaggi, la qualità della rosa o altri fattori. Rispettiamo il Toro e tutto l'ambiente granata, ma non abbiamo paura". Oltre a stazionare a lungo nella normalità piatta di certe dichiarazioni, il tecnico bianconero copre (al solito) la formazione ("non ho voglia di dare vantaggi a nessuno") ma non nasconde di guardare oltre la stracittadina: "Mercoledì arriva il Galatasaray, domenica prossima il Milan: proseguiamo quanto abbiamo pianificato". Largo alla difesa titolare, con i probabili rientri di Lichtsteiner e Asamoah sulle fasce. Pirlo dovrebbe riposare, al suo posto ci sarà Pogba scortato da Marchisio e Vidal. Gran bagarre in attacco, dove l'unico (quasi) certo del posto è Tevez.
Antonio Conte, che cosa teme di più del Toro? Le qualità di alcuni singoli oppure la rabbia agonistica del collettivo?
"Abbiamo grande rispetto del Torino, un'ottima squadra ben organizzata. Un anno vincemmo lo scudetto ma il Toro vinse entrambi i derby e alla fine andò in Serie B (in realtà la retrocessione dei granata avvenne la stagione successiva; ndr). Domani oltre all'organizzazione e ai valori tecnici, serviranno concentrazione, cattiveria agonistica, rabbia e voglia di prevalere sull'avversario".
Come ha vissuto la settimana del derby?
"Dopo tanti anni, mi sento un torinese d'adozione. L'aria del derby si avverte eccome. Ho tanti amici granata: c'è grande rivalità, ovviamente, ma loro rispettano la Juve e io rispetto il Toro".
E' vero che sua moglie aveva simpatie granata, come la signora Marchisio?
"No, a casa tifano tutti Juve. Prima di conoscermi, mia moglie non sapeva nemmeno che cosa fosse il calcio. Adesso, però, ho pure un suocero che mi dà consigli".
Il Toro si presenterà con un modulo diverso rispetto alla scorsa stagione e con Cerci capocannoniere del campionato.
"Per caratteristiche dei miei uomini non ho potuto riproporre anche io alla Juve quello stesso 4-2-4 che mi è servito a vincere in Serie B e che il Toro adottava lo scorso anno. I granata sono guidati da un ottimo tecnico che può contare su giocatori molto validi: due su tutti Cerci e quell'Immobile che conosco molto bene. Insomma, bisognerà fare tanta attenzione. Dite che il Toro avrà un atteggiamento diverso rispetto a quello difensivista proposto da Verona e Chievo? Non credo, non sono così certo che giocheranno a viso aperto. Ventura metterà in atto la sua strategia tattica".
La sua Juve è reduce da qualche difficoltà. Il derby potrebbe aiutarla a cambiare rotta?
"Noi cerchiamo sempre di migliorare, a costo di cercare il pelo nell'uovo. Le statistiche non parlano di una Juve disastrosa, altrimenti non avremmo fatto due pareggi e quattro vittorie, vincendo anche la Supercoppa italiana. Col Chievo abbiamo tenuto palla per il 70% del tempo, subendo soltanto due tiri in porta. Dobbiamo mettere sotto la lente di ingrandimento alcune cose da sistemare. Io comunque l'avevo detto".
Cosa?
"Quando si parlava di Juve stratosferica, dicevo di andarci piano. Chi ci affronta si snatura per limitare il nostro gioco. Ecco perché ripeto sempre che avremo grandissime difficoltà a rivincere lo scudetto. Ci aspettano al varco, contro di noi sono tutti pronti a giocare la partita della vita. Le nostre avversarie non la mettono soltanto sul piano del gioco. Se non saremo perfetti, ci verrà molto difficile vincere ancora".
Tanti errori individuali: è calata l'attenzione dopo due scudetti vinti?
"Vincere per due anni in maniera netta ha portato delle certezze. Tutti i miei giocatori sono cresciuti a livello tecnico, tattico, qualitativo e fisico. Ma è inevitabile che le vittorie possano causare una ferocia minore. Io sono comunque sereno, perché dalla mia parte ho ottimi uomini, gente che ascolta, che fa autocritica e che non è abbagliata dalle vittorie conseguite".
Chi potrebbe essere l'uomo-derby?
"La squadra. Se gira la squadra, il singolo si esalta. Altrimenti il singolo va in difficoltà".
Chi giocherà a fianco di Tevez?
"Perché, Tevez giocherà? C'è ancora un allenamento, faremo delle valutazioni pensando alle tre partite impegnative che ci attendono prima della sosta: Toro, Galatasaray e Milan. Fin qui siamo andati bene, facendo anche turnover. Cerchiamo di proseguire quanto abbiamo pianificato".
Pirlo riposa? In attacco potrebbe arrivare l'ora di Giovinco?
"Abbiamo studiato certe rotazioni, facendo riposare alcuni giocatori che avevano bisogno di allenarsi anziché giocare. Continueremo a fare così, ma non chiedetemi altro: non voglio dare vantaggi a nessuno".
Vucinic è reduce da tre panchine consecutive: problema tecnico o fisico?
"Mirko ha avuto un fastidio al calcagno del piede, forse ha trascinato male la gamba dopo il colpo al ginocchio subìto in Nazionale. E' comunque a disposizione. Vedremo cosa deciderò di fare domani, mercoledì e domenica prossima. Le mie scelte potrebbero riguardarlo".
Antonio Conte, che cosa teme di più del Toro? Le qualità di alcuni singoli oppure la rabbia agonistica del collettivo?
"Abbiamo grande rispetto del Torino, un'ottima squadra ben organizzata. Un anno vincemmo lo scudetto ma il Toro vinse entrambi i derby e alla fine andò in Serie B (in realtà la retrocessione dei granata avvenne la stagione successiva; ndr). Domani oltre all'organizzazione e ai valori tecnici, serviranno concentrazione, cattiveria agonistica, rabbia e voglia di prevalere sull'avversario".
Come ha vissuto la settimana del derby?
"Dopo tanti anni, mi sento un torinese d'adozione. L'aria del derby si avverte eccome. Ho tanti amici granata: c'è grande rivalità, ovviamente, ma loro rispettano la Juve e io rispetto il Toro".
E' vero che sua moglie aveva simpatie granata, come la signora Marchisio?
"No, a casa tifano tutti Juve. Prima di conoscermi, mia moglie non sapeva nemmeno che cosa fosse il calcio. Adesso, però, ho pure un suocero che mi dà consigli".
Il Toro si presenterà con un modulo diverso rispetto alla scorsa stagione e con Cerci capocannoniere del campionato.
"Per caratteristiche dei miei uomini non ho potuto riproporre anche io alla Juve quello stesso 4-2-4 che mi è servito a vincere in Serie B e che il Toro adottava lo scorso anno. I granata sono guidati da un ottimo tecnico che può contare su giocatori molto validi: due su tutti Cerci e quell'Immobile che conosco molto bene. Insomma, bisognerà fare tanta attenzione. Dite che il Toro avrà un atteggiamento diverso rispetto a quello difensivista proposto da Verona e Chievo? Non credo, non sono così certo che giocheranno a viso aperto. Ventura metterà in atto la sua strategia tattica".
La sua Juve è reduce da qualche difficoltà. Il derby potrebbe aiutarla a cambiare rotta?
"Noi cerchiamo sempre di migliorare, a costo di cercare il pelo nell'uovo. Le statistiche non parlano di una Juve disastrosa, altrimenti non avremmo fatto due pareggi e quattro vittorie, vincendo anche la Supercoppa italiana. Col Chievo abbiamo tenuto palla per il 70% del tempo, subendo soltanto due tiri in porta. Dobbiamo mettere sotto la lente di ingrandimento alcune cose da sistemare. Io comunque l'avevo detto".
Cosa?
"Quando si parlava di Juve stratosferica, dicevo di andarci piano. Chi ci affronta si snatura per limitare il nostro gioco. Ecco perché ripeto sempre che avremo grandissime difficoltà a rivincere lo scudetto. Ci aspettano al varco, contro di noi sono tutti pronti a giocare la partita della vita. Le nostre avversarie non la mettono soltanto sul piano del gioco. Se non saremo perfetti, ci verrà molto difficile vincere ancora".
Tanti errori individuali: è calata l'attenzione dopo due scudetti vinti?
"Vincere per due anni in maniera netta ha portato delle certezze. Tutti i miei giocatori sono cresciuti a livello tecnico, tattico, qualitativo e fisico. Ma è inevitabile che le vittorie possano causare una ferocia minore. Io sono comunque sereno, perché dalla mia parte ho ottimi uomini, gente che ascolta, che fa autocritica e che non è abbagliata dalle vittorie conseguite".
Chi potrebbe essere l'uomo-derby?
"La squadra. Se gira la squadra, il singolo si esalta. Altrimenti il singolo va in difficoltà".
Chi giocherà a fianco di Tevez?
"Perché, Tevez giocherà? C'è ancora un allenamento, faremo delle valutazioni pensando alle tre partite impegnative che ci attendono prima della sosta: Toro, Galatasaray e Milan. Fin qui siamo andati bene, facendo anche turnover. Cerchiamo di proseguire quanto abbiamo pianificato".
Pirlo riposa? In attacco potrebbe arrivare l'ora di Giovinco?
"Abbiamo studiato certe rotazioni, facendo riposare alcuni giocatori che avevano bisogno di allenarsi anziché giocare. Continueremo a fare così, ma non chiedetemi altro: non voglio dare vantaggi a nessuno".
Vucinic è reduce da tre panchine consecutive: problema tecnico o fisico?
"Mirko ha avuto un fastidio al calcagno del piede, forse ha trascinato male la gamba dopo il colpo al ginocchio subìto in Nazionale. E' comunque a disposizione. Vedremo cosa deciderò di fare domani, mercoledì e domenica prossima. Le mie scelte potrebbero riguardarlo".