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Juventus, Giovinco: ''Finalmente decisivo, ora mi riprendo l'azzurro''

La Formica Atomica non vuole fermarsi dopo la rete al Milan: ''E' stato tutto perfetto, ho segnato un gol bello e importante. Nella lotta scudetto metto anche il Milan, occhio alla ripresa del campionato contro la Fiorentina. Terza punta in un 4-3-3? Si può fare''. Il sogno mondiale: ''Devo giocare di più ma spero di andare in Brasile''
di TIMOTHY ORMEZZANO

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TORINO - "Cosa mi ha detto Conte dopo il gol al Milan? Soltanto due parole: era ora!". Sebastian Giovinco si è scoperto finalmente decisivo, rispondendo con un gol alla squadra di Allegri ai fischi con i quali i tifosi bianconeri poco prima avevano accompagnato il suo ingresso in campo. L'attaccante tascabile risponde alle domande edulcorate del canale tematico bianconero, JTV, dribblando ogni possibile polemica o tema caldo, come il caso-Pogba deflagrato dopo le dichiarazioni rilasciate giovedì dal presidente Agnelli. "Con il Milan è stato tutto perfetto: ho segnato una rete bella e importante". Secondo la Formica Atomica, la Juve non dovrà guardarsi soltanto dagli assalti di Roma e Napoli: "I giallorossi mi hanno impressionato, ma attenzione anche alla squadra di Benitez, oltre a Fiorentina, Inter e persino Milan. A proposito, la nostra ripresa a Firenze sarà dura, in questi ultimi anni i viola stanno facendo un ottimo lavoro". Anche la strada della Champions è in salita: "Ora ci attende una squadra forte come il Real Madrid. Sarà un'impresa ardua, ma assicuriamo il massimo impegno. Anche perché c'è una cosa che ho imparato subito, da ragazzo: alla Juve bisogna vincere. Sempre".

GIOVINCO TRASFORMISTA: "IO TERZA PUNTA IN UN 4-3-3? SI PUO' FARE" - Per Giovinco non sarà una passeggiata di salute nemmeno riprendersi la Nazionale, a maggior ragione se continuerà a giocare con il contagocce: "La mia mancata convocazione azzurra è un fatto logico, visto che ho disputato poche partite da titolare (appena una, in casa del Torino; ndr). Ma ovviamente spero di andare in Brasile". Per aumentare il suo minutaggio, Sebastian di dice pronto a giocare da attaccante esterno: "Sì, potrei fare la terza punta (in un eventuale 4-3-3; ndr), basta che nessuno mi chieda di trasformarmi in ala nel 3-5-2: il ruolo di terzino mi viene un po' difficile..."
La Juve si è allenata in mattinata a Vinovo, senza nove giocatori convocati nelle rispettive Nazionali. Conte a disposizione ha tutto il reparto offensivo ad eccezione di Vucinic, sempre bloccato da una lesione di primo grado al bicipite femorale della coscia sinistra. L'attaccante montenegrino farà di tutto per rientrare entro il 23 ottobre, quando i bianconeri faranno visita al Real Madrid. Al momento, però, la sua presenza resta in forte dubbio.

MARCHISIO: "SPERO CHE POGBA RESTI ALLA JUVE A LUNGO" - "Spero di avere Pogba come compagno il più a lungo possibile. Paul è un talento giovane, ma l'anno scorso ha già dimostrato tutte le sue potenzialità". Claudio Marchisio torna sulle dichiarazioni rilasciate ieri dal presidente della Juventus Andrea Agnelli che, tra le altre cose, ha sancito la non incedibilità dell'enfant prodige ("Se la situazione italiana non cambia, sarò costretto a cedere i giocatori migliori. Di fronte a una grande offerta per Pogba, per esempio, non avremmo la forza economica per trattenerlo"). Un grido di allarme per il calcio italiano, alle prese con la fuga dei suoi piedi migliori.
Le parole presidenziali hanno creato un certo timore di ridimensionamento tra i tifosi juventini, già da tempo spaventati dalla possibilità che ad allontanare Pogba da Torino sia il suo agente, Mino Raiola, uno dei nuovi padroni del calcio. Inutile consolarli con l'almanacco del calcio: stagione 2001-02, la Juve cede un fuoriclasse francese, Zidane, investe i ricavi su Buffon, Thuram, Nedved, Salas e vince comunque lo scudetto. Troppo poco per chi da 17 anni sogna di conquistare la Champions? Forse. Ma di fatto, nelle parole di Agnelli non c'è nessuna idea di smantellamento. Solo un sano esercizio di realismo: il club bianconero non può permettersi nessuna follia.
Passato nel giro di un anno dallo status di promessa a quello di top player, Pogba otterrà presto un prolungamento di contratto con ricco adeguamento di ingaggio, da 1,7 a circa 4 milioni. Cifre importanti per il calcio italiano, ma non per la contabilità di uno sceicco o un oligarca. Se un top club europeo dovesse presentarsi con la classica offerta che non si può rifiutare  -  almeno 35/40 milioni -, la Signora non potrebbe opporre resistenza. E incasserebbe una plusvalenza-monstre, avendo versato per Pogba appena un milione di euro di indennizzo al Manchester United, la stessa squadra che ora deve blindare un altro gioiello, il 18enne Januzaj, dagli assalti della Juve e delle altre big del vecchio continente.

"PRANDELLI ALLA JUVE? PERCHE' NO?" - Tornando alle parole pronunciate da Marchisio in Danimarca, il centrocampista bianconero ha aperto a un ritorno in bianconero di Prandelli: il primo indiziato per l'eventuale dopo-Conte: "Perché no? Intanto ora c'è un Mondiale da affrontare insieme, ma nel futuro chissà che non ci si possa ritrovare insieme alla Juventus". Il centrocampista torinese si è infine detto pronto a tornare in quel Parken Stadium che ha "già conosciuto quando la Juve ha affrontato Nordsjaelland e Copenaghen in Champions League: due partite sfortunate, ma domani i portieri di quelle due squadre (i miracolosi Hansen e Wiland; ndr) non ci sono".
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