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Juventus, Buffon: "Mi sento tra i migliori, panchina peserebbe"

L'ad Marotta spiega la sconfitta di Firenze: "Non è crisi ma stanchezza mentale: patiamo il fatto di aver fatto la lepre per due anni". E difende il n.1: "Campione e leader, non merita critiche aspre". Il portiere: "Non ho paura dei periodi negativi". Problema muscolare per Vidal, ma gli esami sono negativi: ci sarà con il Real
di TIMOTHY ORMEZZANO

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TORINO - "Non è un momento di crisi, ma di stanchezza psicologica. Eravamo consapevoli di andare incontro a una stagione difficile. Patiamo il fatto di aver fatto la lepre per due anni, ma sappiamo che è tutto ancora in gioco". Beppe Marotta torna sul pesante ko subito dalla Juve al Firenze, assolvendo Conte, Buffon e compagni: "Quella del Franchi è stata una partita paradossale, difficile da raccontare. E' sbagliato mettere l'allenatore e i giocatori sul banco degli imputati per la sconfitta contro la Fiorentina. Il lavoro di Conte è ottimo. Siamo molto contenti di lui, che è un vincente come i suoi calciatori".

A margine della consegna a Milano del "Premio Fair Play Calcio e Tv", l'ad bianconero "salva" anche Buffon, alle prese con un periodo negativo che sembra non finire più: "Gigi è un campione, un leader, il nostro capitano. Non ci si può permettere di muovergli delle critiche aspre. Lui ci ha abituato a cose straordinarie, quando offre una prova ordinaria riceve delle critiche esagerate che non merita assolutamente". Inevitabile, infine, un commento sul prossimo impegno di Champions League di mercoledì in casa del Real Madrid: "Sappiamo che sarà una partita molto difficile. Affrontiamo una delle squadre più forti del mondo. Abbiamo grande rispetto ma abbiamo anche la consapevolezza di poter recitare un ruolo da protagonisti. Andremo al Bernabeu per giocarcela fino alla fine con il massimo impegno".

VIDAL, BUONE NOTIZIE - Nel finale di Fiorentina-Juve, dopo aver innescato il 3-2 dei viola con una leggerezza, Vidal ha accusato una contrattura alla coscia: gli esami strumentali hanno però escluso lesioni, il cileno è stato convocato ed è disponibile per Madrid. Negli ultimi due anni a Vinovo, però, non si era mai vista una serie di acciacchi così lunga. Marchisio, Rubinho, Lichtsteiner, Vucinic, Quagliarella hanno già alzato bandiera bianca per problemi muscolari. Soltanto Caceres ha varcato le porte girevoli dell'infermeria bianconera con un guaio di tipo diverso (menisco). Il timore sempre più fondato è che la Juve stia pagando un certo accumulo di fatica, dopo due anni, assai fruttiferi ma intensissimi, di trattamento-Conte.

DIFESA SOTTO ATTACCO - Il 4-2 subito ieri a Firenze sarebbe da derubricare alla voce "giornataccia" se non ci fossero alcuni scricchiolii allarmanti e per certi versi inediti. Quattro gol subiti in quindici minuti, un suicidio sportivo, un black out mai visto sotto la gestione Conte. E' lo stesso passivo complessivo che l'anno scorso i bianconeri avevano incassato dopo otto giornate. Oggi, invece, le reti subite sono già dieci, un dato che non si verificava da oltre vent'anni (stagione 1992-93, chiusa al quarto posto con 47 reti al passivo). Sul banco degli imputati finisce lo stesso identico reparto sul quale sono stati edificati gli ultimi due scudetti: 20 gol subiti dalla retroguardia più impenetrabile d'Europa nel 2011-12, 24 nel 2012-13. E in Champions le cose non vanno meglio, come dimostrano i tre gol presi contro gli assolutamente non irresistibili Copenaghen e Galatasaray. C'è il rischio che qualcosa si sia rotto. Se non tutto il giocattolo, sono comunque da riparare lo spirito e l'appetito di una squadra "meno attenta e aggressiva", come ha ammesso Barzagli.

BUFFON: "IL REAL? SPENDERE NON SIGNIFICA PER FORZA VINCERE"
- E poi c'è un problema Buffon. Gigi è sempre meno Super. Vedere per credere come "accompagna" in porta il 2-2 di Pepito Rossi. E' il quarto errore grossolano del numero uno, che in genere nella sua accertatissima grandezza non era mai andato oltre il minimo sindacale di una papera a stagione. Il capitano è chiamato a una reazione d'orgoglio immediata. Dietro l'angolo c'è il Real Madrid di Cristiano Ronaldo: "Loro sono sono un punto di riferimento - dichiara al quotidiano spagnolo As -. Hanno sostenuto spese enormi, ma spendere non significa per forza vincere. Ci vuole pazienza, lavoro ed equilibrio. Ovvio che avere tanta disponibilità economica rappresenta comunque un buon punto di partenza".

"NON HO PAURA DEI PERIODI NEGATIVI" - Risollevarsi sarà più facile per chi, come Buffon, ha saputo parare la depressione: "Certe cose accadono perché siamo esseri umani, ma quello è stato per me un periodo importante per maturare. Ora mi sento più forte di prima e non ho paura di affrontare i periodi negativi". A proposito di demoni sconfitti, non è stata una passeggiata nemmeno il post Calciopoli: "Per me e per quelli che hanno fatto la mia stessa scelta è stato difficile stare cinque anni senza vincere e giocando poco la Champions. È stata dura. Ma l'orgoglio e la gioia nel vincere lo scudetto due anni fa sono state cose indescrivibili. Mi hanno ripagato di tutta la sofferenza". Sofferenza che sta sperimentando ora il suo collega madrileno Casillas, costretto prima da Mourinho e poi da Ancelotti a prendere la residenza in panchina: "Dal momento che mi sento uno dei portieri più forti, per me sarebbe difficile accettare un certo tipo di decisioni. Rispetto e ammiro Iker per come si sta comportando".
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