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Conte perde la partita, ma ritrova la sua Juventus

Nella sfida del Bernabeu contro il Real Madrid il tecnico bianconero ha avuto risposte importanti dai suoi, che hanno dimostrato di poter competere con le grandi d'Europa. La designazione e la direzione di gara di Gräfe, però, hanno lasciato molti dubbi e tanta amarezza
di EMANUELE GAMBA

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MADRID - Antonio Conte ha ritrovato la Juve ma ha perso la partita: è una contraddizione di termini che non lo appaga, anche perché la rabbia è nettamente superiore alla soddisfazione. "Abbiamo dimostrato che a certi livelli ci possiamo stare" ha ripetuto nella notte spagnola, omettendo di esternare quel pensiero che invece gli martellava in testa: con un arbitro più equo, col cavolo che avremmo perso al Bernabeu. Le possibilità di qualificazione restano intatte, un pareggio non avrebbe cambiato di molto la situazione, il cammino in Champions si biforcherà dopo l'ultima partita del girone, a Istanbul nel covo del Galatasaray, ma le panzane dell'arbitro Gräfe sono rimaste sullo stomaco degli juventini.

Arbitraggio scandaloso?, viene chiesto a Vidal. "Confermo, scandaloso", sibila il cileno. "L'espulsione di Chiellini non ha senso. E c'era il rigore su di me, sono stato colpito al polpaccio. O credete forse che io tiri calci alla terra così?", ride il cileno ricordando quella zappata con cui ha sollevato una zolla di un metro cubo nell'area di Casillas. Ma non è quello l'episodio (praticamente impossibile da vedere) che ha fatto imbestialire la Juve, quanto piuttosto l'espulsione di Chiellini. Dopo la gara, esponenti bianconeri sono andati a chiedere conto di quella decisione ed è stato loro spiegato che il terzino è stato espulso non per la gomitata (in realtà, una sbracciata non violenta, da ammonizione) ma per avere fermato irregolarmente una chiara occasione da rete. Interpretazione assurda: Ronaldo stava correndo sulla fascia destra, non stava puntando la porta - da cui era ragionevolmente lontano - e c'erano un paio di juventini in ripiegamento, pronti eventualmente a frapporsi tra CR7 e Buffon.

Sul rigore al Real, invece, c'è stata una sorta di rassegnazione ("In Europa queste cose le fischiano"), anche se hanno insospettito le titubanze di Gräfe, che è andato a interpellare il giudice d'area soltanto dopo le proteste madridiste. Vedremo se, da oggi in avanti, la Juve ne farà una questione politica, tirando il ballo il potere del Real, le sue influenze nelle alte sfere. D'altronde, dal Bernabeu in molti sono usciti con più d'un brutto pensiero, e da sessant'anni a questa parte. Di sicuro, ha stupito la designazione di Gräfe, appena sei partite in Champions prima di quella di ieri.
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