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Pirlo spaventa la Juventus: "Rinnovo? Potrei anche andarmene"

Il regista bianconero parla del suo futuro: "Per il mio contratto c'è tempo. Di sicuro voglio continuare a giocare: vedremo se qui o altrove. Non ho preclusioni". Qualche preoccupazione (dal campo) anche per Barzagli, uscito per un fastidio muscolare durante Italia-Germania
di TIMOTHY ORMEZZANO

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TORINO - "Juve o morte", direbbe un aziendalista convinto. "Juve o altrove", dice invece Andrea Pirlo, scorgendo altre forme di vita oltre il pianeta Vinovo. "Il rinnovo del mio contratto in scadenza a giugno? C'è ancora tanto tempo. Di sicuro voglio continuare a giocare, perché sto bene: vedremo se lo farò nella Juve o in un'altra squadra. Non ho preclusioni per niente e per nessuno". I tifosi bianconeri potrebbero ravvisare una certa freddezza nelle parole del regista. O addirittura un debito di riconoscenza nei confronti del club che lo ha rilanciato, affidandogli le chiavi della squadra che lui ha condotto verso due straordinari scudetti. Ma riteniamo che sia più giusto gioire per chi ha il coraggio di non frequentare i luoghi comuni tipici del calcio parlato anziché indignarsi per l'ennesima frase fatta, scandita dall'ennesimo calciatore.

Pirlo, questo Pirlo può permettersi di dire la verità, e pazienza se per qualcuno scomoda o antipatica. Non ha fretta di scegliere con chi firmare l'ultimo contratto della sua carriera. Lui chiede un biennale e di poter decidere il suo futuro tra febbraio e marzo. Ma la Juve ha già cominciato ad apparecchiare la tavola del rinnovo (annuale), quantomeno per godersi, in caso di addio, una plusvalenza. Già perché nonostante i suoi 34 anni e mezzo, Pirlo ha mercato. Più che al Real Madrid di Ancelotti, che ha puntato su un giovane playmaker come Illarramendi (pagato 39 milioni di euro!) e che sta mandando in scadenza il non ancora 32enne Xabi Alonso, fra l'altro apprezzato in corso Galileo Ferraris, il numero 21 bianconero piace al Tottenham, determinato ad aumentare il carico di esperienza internazionale della squadra. Per non parlare dei soldi che sarebbero pronti a spendere sceicchi e oligarchi per portarlo in Russia, Ucraina o Arabia, periferie del grande calcio.

Con la stessa flemma che sciorina in campo, Pirlo sfugge dalla marcatura di giornalisti e tifosi, per scegliere in proficua solitudine se tenere palla in bianconero o cercare la migliore linea di passaggio per la sua carriera. Il destino è nelle sue mani, come ha recentemente detto il presidente Andrea Agnelli: "Sarà Andrea stesso a decidere, consapevole del fatto che qui può sentirsi a casa sua". Anche l'ad Beppe Marotta era stato piuttosto accomodante: "Del rinnovo del contratto di Pirlo parleremo nei all'inizio del 2014, non abbiamo fretta e c'è la massima disponibilità reciproca". Ma dopo le recenti dichiarazioni del fuoriclasse bianconero e azzurro è facile prevedere che le parti si confronteranno prima, a breve. Per capire se rinnovare l'amore reciproco o se lasciarsi con il classico "c'eravamo tanto amati".

Ad aggiungere ansia nell'ambiente bianconero, gli acciacchi di Barzagli, uscito nella ripresa di Italia-Germania per un nuovo fastidio muscolare. "Credo che non sia nulla di preoccupante - così il centrale toscano -, solo una contrattura all'adduttore della gamba sinistra. Vedremo gli esami". Esami che - fa sapere la Juve - hanno evidenziato "un'elongazione del muscolo pettineo della coscia sinistra. L'entità dell'infortunio verrà valutata nei prossimi giorni".
 Il giocatore non è partito con la nazionale per Londra ed è rientrato a Vinovo. In difesa piove sul bagnato, visto che Conte, alla ripresa in casa del Livorno, dovrà già fare a meno degli squalificati Ogbonna e Bonucci. In caso di forfait di Barzagli e del centrale di emergenza Vidal, pure lui alle prese con un guaio muscolare, al fianco di Chiellini potrebbe giocare uno tra il favorito Caceres e Peluso, fino a ieri in ballottaggio con Isla e De Ceglie per agire sugli esterni di una probabile linea a quattro.

QUAGLIARELLA: "PIRLO VIA A GIUGNO? NON CREDO" -
Dalle frequenze di Radio Deejay, Fabio Quagliarella tranquillizza i tifosi bianconeri in merito alla permanenza a Torino del regista in scadenza di contratto: "Pirlo? Non credo che andrà via a giugno, il suo carisma è fondamentale per la nostra squadra. Non si spiega come Andrea calci le punizioni, è incredibile. E' un fenomeno, bravissimo e umile. Con lui la Juve ha un centrocampo tra i più forti d'Europa: non abbiamo nulla da invidiare al Barcellona". L'attaccante campano apre quindi al 4-3-3, modulo che dovrebbe essere impiegato a Livorno: "La squadra è matura per le varie tattiche che chiede Conte. Lui è sempre un martello, è impressionante come sia rimasto uguale nel tempo". In chiusura Quagliarella "spaventa" la Roma capolista: "Siamo consapevoli di essere più forti rispetto all'anno scorso e a due anni fa. Alcuni episodi ci hanno fatto capire che la Juve c'è, è ancora lì a lottare. Ma anche l'Inter può rilanciarsi, e non dimentichiamoci la Fiorentina che gioca un gran calcio".
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