Juventus, Conte: ''Sfida senza domani, dobbiamo vincere''
I bianconeri affrontano a Torino il Copenaghen, tre punti obbligatori per continuare ad inseguire la qualificazione agli ottavi di Champions: ''Non abbiamo altre vie d'uscita, sarà una gara difficile ma sono sereno''. Llorente: ''Far bene qui per conquistare il Mondiale''. Formazione: Barzagli ancora out, duello Ogbonna-Caceresdi TIMOTHY ORMEZZANO
TORINO - "Se non battiamo il Copenaghen non ci sarà un domani in Champions. Dobbiamo vincere. Assolutamente. Non abbiamo altre vie d'uscita. Sarà una partita difficile ma sono sereno, perché noi siamo la Juve". Alla vigilia della sfida contro i danesi allo Stadium, Antonio Conte è più serio del solito. Quasi crucciato: "Non sempre quando si vince bisogna essere contenti". Nemmeno quando la Roma pareggia per la terza volta consecutiva? "Se i giallorossi ieri avessero vinto non sarebbe cambiato niente. Guardiamo soltanto a noi stessi, al nostro lavoro quotidiano, anche in maniera ipercritica".
Il tono diventa ancora più severo quando si parla dello sciopero del tifo che vorrebbe indire una parte dei gruppi organizzati della Sud, quelli che non hanno gradito il mancato ricorso della Juventus contro la squalifica delle sue curve per cori di discriminazione territoriale: "Non oso nemmeno immaginare che ci possano a…
Il tono diventa ancora più severo quando si parla dello sciopero del tifo che vorrebbe indire una parte dei gruppi organizzati della Sud, quelli che non hanno gradito il mancato ricorso della Juventus contro la squalifica delle sue curve per cori di discriminazione territoriale: "Non oso nemmeno immaginare che ci possano a…
TORINO - "Se non battiamo il Copenaghen non ci sarà un domani in Champions. Dobbiamo vincere. Assolutamente. Non abbiamo altre vie d'uscita. Sarà una partita difficile ma sono sereno, perché noi siamo la Juve". Alla vigilia della sfida contro i danesi allo Stadium, Antonio Conte è più serio del solito. Quasi crucciato: "Non sempre quando si vince bisogna essere contenti". Nemmeno quando la Roma pareggia per la terza volta consecutiva? "Se i giallorossi ieri avessero vinto non sarebbe cambiato niente. Guardiamo soltanto a noi stessi, al nostro lavoro quotidiano, anche in maniera ipercritica".
Il tono diventa ancora più severo quando si parla dello sciopero del tifo che vorrebbe indire una parte dei gruppi organizzati della Sud, quelli che non hanno gradito il mancato ricorso della Juventus contro la squalifica delle sue curve per cori di discriminazione territoriale: "Non oso nemmeno immaginare che ci possano abbandonare proprio domani, e cioè quando bisognerà stringersi tutti intorno alla squadra per raggiungere la vittoria. Non sono preoccupato, perché penso che non ci sarà alcuno sciopero. I nostri tifosi, il cuore pulsante dello Stadium, sono quelli che in questi anni ci hanno spinto a raggiungere traguardi incredibili".
Detto del dodicesimo uomo, gli altri undici dovrebbero schierarsi con il 3-5-2: "La ritrovata solidità difensiva è arrivata con quel modulo, quindi...". Per rimpiazzare Barzagli ("Andrea non è ancora disponibile, ma tornerà domenica contro l'Udinese") al fianco di Bonucci e Chiellini, è corsa a due tra Ogbonna e Caceres. Se avrà la meglio l'uruguaiano, allora sulla corsia destra potrebbe giocare Pogba, con Asamoah a sinistra e Marchisio e il diffidato Vidal ai fianchi di Pirlo.
Nessun dubbio, invece, in attacco, dove verrà confermata la premiata coppia del gol formata da Llorente e Tevez. Conte non ci gira intorno e si concede un'affermazione praticamente inedita: "Fernando e Carlos si sono guadagnati i galloni da titolari". E gli altri attaccanti? "Non mi dimentico certo di Quagliarella, Giovinco e Vucinic, che in questi due anni ci hanno fatto vincere tanto". Il tecnico bianconero riavvolge quindi a modo suo il nastro della Llorente-story, sovrapponendolo alla sua epopea bianconera: "Quando sono arrivato alla Juve mi sono trovato in una situazione analoga a quella di Fernando. Vedevo tutto buio, pensavo di non essere nel posto giusto. Lui, già campione del mondo e d'Europa, ha avuto voglia e pazienza di credere nel lavoro. Llorente è un attaccante moderno, non un centravanti d'area. Fraseggia, serve assist e ha ancora ampi margini di miglioramento. Se continua così, deve andare per forza al Mondiale".
Al fianco del mister c'è proprio lui, Llorente, che sfoggia lo stesso volto serio del mister, quello più adatto per una vigilia da dentro o fuori: "Credo di poter migliorare ancora tanto, lavorando giorno dopo giorno. La corsa al Mondiale è ancora molto lunga, non è il momento di parlarne. Aiutare la Juve a vincere può portarmi in Brasile".
Il tono diventa ancora più severo quando si parla dello sciopero del tifo che vorrebbe indire una parte dei gruppi organizzati della Sud, quelli che non hanno gradito il mancato ricorso della Juventus contro la squalifica delle sue curve per cori di discriminazione territoriale: "Non oso nemmeno immaginare che ci possano abbandonare proprio domani, e cioè quando bisognerà stringersi tutti intorno alla squadra per raggiungere la vittoria. Non sono preoccupato, perché penso che non ci sarà alcuno sciopero. I nostri tifosi, il cuore pulsante dello Stadium, sono quelli che in questi anni ci hanno spinto a raggiungere traguardi incredibili".
Detto del dodicesimo uomo, gli altri undici dovrebbero schierarsi con il 3-5-2: "La ritrovata solidità difensiva è arrivata con quel modulo, quindi...". Per rimpiazzare Barzagli ("Andrea non è ancora disponibile, ma tornerà domenica contro l'Udinese") al fianco di Bonucci e Chiellini, è corsa a due tra Ogbonna e Caceres. Se avrà la meglio l'uruguaiano, allora sulla corsia destra potrebbe giocare Pogba, con Asamoah a sinistra e Marchisio e il diffidato Vidal ai fianchi di Pirlo.
Nessun dubbio, invece, in attacco, dove verrà confermata la premiata coppia del gol formata da Llorente e Tevez. Conte non ci gira intorno e si concede un'affermazione praticamente inedita: "Fernando e Carlos si sono guadagnati i galloni da titolari". E gli altri attaccanti? "Non mi dimentico certo di Quagliarella, Giovinco e Vucinic, che in questi due anni ci hanno fatto vincere tanto". Il tecnico bianconero riavvolge quindi a modo suo il nastro della Llorente-story, sovrapponendolo alla sua epopea bianconera: "Quando sono arrivato alla Juve mi sono trovato in una situazione analoga a quella di Fernando. Vedevo tutto buio, pensavo di non essere nel posto giusto. Lui, già campione del mondo e d'Europa, ha avuto voglia e pazienza di credere nel lavoro. Llorente è un attaccante moderno, non un centravanti d'area. Fraseggia, serve assist e ha ancora ampi margini di miglioramento. Se continua così, deve andare per forza al Mondiale".
Al fianco del mister c'è proprio lui, Llorente, che sfoggia lo stesso volto serio del mister, quello più adatto per una vigilia da dentro o fuori: "Credo di poter migliorare ancora tanto, lavorando giorno dopo giorno. La corsa al Mondiale è ancora molto lunga, non è il momento di parlarne. Aiutare la Juve a vincere può portarmi in Brasile".