TORINO - La Juve è andata, non ci sono dubbi. In quattro partite, cioè in poco più di un mese, ha rubato otto punti alla Roma, declassandola da fenomenale a lontana inseguitrice. E se la Juve scappa, questo racconta la carriera dell'allenatore Antonio Conte, non si lascia prendere più. "In un campionato ci sono tre o quattro momenti decisivi, quelli in cui sai di dover essere perfetto e di non potere sbagliare nulla", dice il tecnico. Questo è uno di quelli: l'ambiente juventino ne ha l'assoluta percezione. E d'altronde è ormai è un bel pezzo che i bianconeri rasentano la perfezione: sanno che è il momento di scavare il solco e lo stanno facendo. Il calendario aiuta, quindi il progetto di Conte è di ampliare ulteriormente il vantaggio anche a gennaio per poi gestire con una certa tranquillità il periodo più caldo della stagione, quello nel quale alla rincorsa allo scudetto si sovrapporranno le partite decisive in Champions, dove ovviamente la Juve confida di esserci.
Di sicuro, a Torino avvertono l'importanza di questi giorni: una volta eliminate le incertezze dei primi due mesi, la squadra si è riallineata al rendimento - e soprattutto al comportamento - delle prime due stagioni contiane. Adesso che il gioco funziona a la resa è massimale, gira tutto per il verso giusto: gli sbagli (tipo quello commesso contro l'Udinese da Bonucci) non costano implacabilmente dei gol, il saldo favori/sfavori arbitrali è favorevole, gli infortuni sono ormai smaltiti e la fortuna dà una piccola mano confermando di voler aiutare gli audaci.
In ogni caso, i risultati sono sostanzialmente gli stessi di prima, dei giorni dell'opaco avvio: finora la Juve ha perso una volta sola (a Firenze, un evento clamorosamente eccezionale) e una volta sola ha pareggiato (a San Siro con l'Inter). È cambiato solamente il modo di vincere, la maniera di giocare: i bianconeri hanno rialzato i ritmi, martellano per 70-80 minuti e non più solamente per una mezzoretta e frustrano le ambizioni degli avversari. Da sei partite Buffon non prende un gol, non gli capitava da undici anni: è la base sulla quale Conte ha innestato tutto il resto, a cominciare dalla coppia Llorente-Tevez, che ha un peso specifico clamorosamente superiore a quelle che l'hanno preceduta.
A Torino non nascondono l'obiettivo invernale: si pensa di arrivare allo scontro diretto con la Roma, in calendario il 6 gennaio, con un margine di vantaggio ben più ampio di quello attuale. D'altronde, i giallorossi chiuderanno il 2013 con un percorso decisamente più complicato (Fiorentina-Milan-Catania) di quello della Juve (Bologna-Atalanta-Sassuolo), che a questo punto può ragionevolmente pensare di laurearsi matematicamente campione d'inverno già prima di Natale.
Di sicuro, a Torino avvertono l'importanza di questi giorni: una volta eliminate le incertezze dei primi due mesi, la squadra si è riallineata al rendimento - e soprattutto al comportamento - delle prime due stagioni contiane. Adesso che il gioco funziona a la resa è massimale, gira tutto per il verso giusto: gli sbagli (tipo quello commesso contro l'Udinese da Bonucci) non costano implacabilmente dei gol, il saldo favori/sfavori arbitrali è favorevole, gli infortuni sono ormai smaltiti e la fortuna dà una piccola mano confermando di voler aiutare gli audaci.
In ogni caso, i risultati sono sostanzialmente gli stessi di prima, dei giorni dell'opaco avvio: finora la Juve ha perso una volta sola (a Firenze, un evento clamorosamente eccezionale) e una volta sola ha pareggiato (a San Siro con l'Inter). È cambiato solamente il modo di vincere, la maniera di giocare: i bianconeri hanno rialzato i ritmi, martellano per 70-80 minuti e non più solamente per una mezzoretta e frustrano le ambizioni degli avversari. Da sei partite Buffon non prende un gol, non gli capitava da undici anni: è la base sulla quale Conte ha innestato tutto il resto, a cominciare dalla coppia Llorente-Tevez, che ha un peso specifico clamorosamente superiore a quelle che l'hanno preceduta.
A Torino non nascondono l'obiettivo invernale: si pensa di arrivare allo scontro diretto con la Roma, in calendario il 6 gennaio, con un margine di vantaggio ben più ampio di quello attuale. D'altronde, i giallorossi chiuderanno il 2013 con un percorso decisamente più complicato (Fiorentina-Milan-Catania) di quello della Juve (Bologna-Atalanta-Sassuolo), che a questo punto può ragionevolmente pensare di laurearsi matematicamente campione d'inverno già prima di Natale.