TORINO - La fame di vittorie è da tre anni la caratteristica che contraddistingue la sua Juve e Antonio Conte non abbassa la guardia neppure nella serata del 3-0 sulla Roma e del +8 in classifica. "Finchè non raggiungo il traguardo, la mia soddisfazione è moderata. Ora il pericolo da evitare è che questi otto punti di vantaggio ci imborghesiscano".
"Questa è solo una tappa - aggiunge il tecnico bianconero a 'Sky' -. Manca ancora il Cagliari e tutto il girone di ritorno. Ma la voglia di vincere è la mia filosofia ed è quella dei miei giocatori. Prima della gara avevo detto: vedremo in campo chi avrà scelto la tattica e gli uomini giusti. Il campo rende sempre giustizia. Non dimentichiamo che la Juventus ha vinto tanto, anche se qui sembra tutto scontato. La Roma è un avversario molto temibile, ha grandissimi giocatori e ha fatto tanti investimenti acquisendo un tasso qualitativo importante. Se non avessimo preparato la partita alla perfezione sarebbero stati dolori. Possiamo dire che un allenatore italiano è stato bravo a preparare la gara tatticamente. Quando si affrontano squadre forti, come è successo anche contro il Napoli, bisogna limitare i pregi degli altri senza perdere le proprie caratteristiche. Il compito degli allenatori è questo, altrimenti tutti possono fare questo mestiere".
Conte è orgoglioso della "crescita tattica della squadra, della voglia di partecipare alla fase difensiva e a quella offensiva che hanno tutti i giocatori. Stiamo migliorando molto da questo punto di vista ed è giusto che sia così, perchè le squadre ormai conoscono a memoria punti forti e deboli e anche noi abbiamo cambiato qualcosina". Nessuna voglia, invece, di parlare del suo futuro "perchè non interessa a nessuno, io parlo solo di calcio". A chi gli chiede come faccia a mantenere viva nei suoi calciatori la fame di successi, il tecnico bianconero risponde: "La voglia di vincere è una mia filosofia di vita che cerco di trasferire ai miei giocatori e devo dire che trovo terreno molto fertile. Poi in squadra c'è gente come Buffon, Pirlo e Tevez che sanno cosa significa vincere, mentre molti altri hanno iniziato a farlo con me, ma hanno visto che vincere è molto bello e vogliono continuare".
Poi il confronto con la Champions, dove la Juventus non è riuscita a qualificarsi per la fase ad eliminazione diretta, peggiorando il risultato ottenuto lo scorso anno: "Diciamo che abbiamo peccato di presunzione nelle prime due partite, contro Copenaghen e Galatasaray. Ma resto convinto che se non avessimo giocato a Istanbul sotto la neve, saremmo andati avanti".
"Questa è solo una tappa - aggiunge il tecnico bianconero a 'Sky' -. Manca ancora il Cagliari e tutto il girone di ritorno. Ma la voglia di vincere è la mia filosofia ed è quella dei miei giocatori. Prima della gara avevo detto: vedremo in campo chi avrà scelto la tattica e gli uomini giusti. Il campo rende sempre giustizia. Non dimentichiamo che la Juventus ha vinto tanto, anche se qui sembra tutto scontato. La Roma è un avversario molto temibile, ha grandissimi giocatori e ha fatto tanti investimenti acquisendo un tasso qualitativo importante. Se non avessimo preparato la partita alla perfezione sarebbero stati dolori. Possiamo dire che un allenatore italiano è stato bravo a preparare la gara tatticamente. Quando si affrontano squadre forti, come è successo anche contro il Napoli, bisogna limitare i pregi degli altri senza perdere le proprie caratteristiche. Il compito degli allenatori è questo, altrimenti tutti possono fare questo mestiere".
Conte è orgoglioso della "crescita tattica della squadra, della voglia di partecipare alla fase difensiva e a quella offensiva che hanno tutti i giocatori. Stiamo migliorando molto da questo punto di vista ed è giusto che sia così, perchè le squadre ormai conoscono a memoria punti forti e deboli e anche noi abbiamo cambiato qualcosina". Nessuna voglia, invece, di parlare del suo futuro "perchè non interessa a nessuno, io parlo solo di calcio". A chi gli chiede come faccia a mantenere viva nei suoi calciatori la fame di successi, il tecnico bianconero risponde: "La voglia di vincere è una mia filosofia di vita che cerco di trasferire ai miei giocatori e devo dire che trovo terreno molto fertile. Poi in squadra c'è gente come Buffon, Pirlo e Tevez che sanno cosa significa vincere, mentre molti altri hanno iniziato a farlo con me, ma hanno visto che vincere è molto bello e vogliono continuare".
Poi il confronto con la Champions, dove la Juventus non è riuscita a qualificarsi per la fase ad eliminazione diretta, peggiorando il risultato ottenuto lo scorso anno: "Diciamo che abbiamo peccato di presunzione nelle prime due partite, contro Copenaghen e Galatasaray. Ma resto convinto che se non avessimo giocato a Istanbul sotto la neve, saremmo andati avanti".