TORINO - La Signora balla sulle punte. Sei, per l'esattezza. L'attacco più prolifico del campionato, a fine mercato di riparazione, fa ancora più paura.
C'è Osvaldo, che oggi ha svolto il suo primo allenamento con la Juve e domani sera entrerà per la prima volta allo Stadium da juventino ("non vedo l'ora"). Il sesto attaccante bianconero in realtà è già la terza scelta, anche se vedrà il derby d'Italia dalla tribuna. Non è ancora pronto, secondo Conte. Il nome di Osvaldo non figura tra i 22 convocati dal tecnico, così come quello di Quagliarella, debilitato dalla febbre. Intanto l'italoargentino ha prenotato la maglia numero 18 (che può essere inteso come 1+8=9 alla Zamorano, oppure come la somma di due 9, il numero dei bomber). Niente numero 11, liberato da De Ceglie. E nemmeno il 17 che lo stesso Osvaldo aveva al Southampton e che alla Juve è stato il numero di Trezeguet, poi però transitato sulle assai meno nobili schiene di Traoré, Elia e Bendtner.
C'è Llorente, intenzionato a difendere con i denti la sua titolarità, a dilatare il più possibile il suo magic moment ("questo è il miglior periodo della mia carriera") e a godersi fino in fondo la sua prima volta contro l'Inter ("sarebbe fantastico un mio gol ai nerazzurri"). Al solito, domani duetterà con Tevez, l'unico intoccabile del reparto avanzato bianconero, all'inseguimento di un gol che gli manca ormai da 40 giorni (22 dicembre 2013, Atalanta-Juve 1-4).
Ma ci sono anche Giovinco, Quagliarella e Vucinic, i "signori no" che hanno rifiutato ogni offerta di trasferimento, decidendo di rimanere al capezzale della Signora. Dovranno accontentarsi delle briciole lasciate dagli altri. E a giugno, quando l'attacco verrà rivoluzionato, saranno i primi a fare la valigia. Tutti si chiedono se la Juve sarà in grado di raddrizzare il bad boy Osvaldo, di "bonipertizzarlo". A questo ci penserà il gruppo, con il suo comportamento virtuoso e si spera contagioso. A Conte toccherà soprattutto un'altra impresa, ben più complessa: recuperare a livello motivazionale chi è rimasto in vetrina fino all'ultima ora dell'ultimo giorno di mercato.
Adesso sotto con l'Inter, attesa domani sera allo Stadium. Conte non rompe il silenzio stampa pregara. Tocca leggergli nel pensiero, come ha fatto su Fox Sport uno dei suoi maestri, Marcello Lippi: "Antonio sta ottenendo dei risultati eccezionali e coronando il sogno che ha sempre avuto: quello di allenare la Juve. Quando leggo che potrebbe lasciare Torino, la sensazione che ho, conoscendo il suo amore per il bianconero è che, al di là dei due scudetti e mezzo che probabilmente diventeranno tre, non lascerà prima di aver fatto qualcosa di importante anche in Europa".
Domani il tecnico potrà contare su tutti i suoi titolari ad eccezione dello squalificato Buffon (al suo posto ci sarà Storari). L'unico dubbio è in regia, dove dovrebbe tornare Pirlo, dopo due giornate trascorse in panchina, all'ombra di Marchisio. Ai suoi fianchi ci saranno Vidal e Pogba, con Lichtsteiner e Asamoah in corsia. La Juve insegue l'undicesima vittoria su altrettante uscite casalinghe di campionato. L'inter, che non agguanta i tre punti da quattro giornate, sogna di bissare il colpaccio dell'anno scorso, quando espugnò 3-1 lo Stadium. Dopo lo scambio saltato (Guarin-Vucinic) e gli obiettivi di mercato in concorrenza (Nani e Osvald0), tra i cari nemici bianconeroazzurri torna a rotolare il pallone. Finalmente.
C'è Osvaldo, che oggi ha svolto il suo primo allenamento con la Juve e domani sera entrerà per la prima volta allo Stadium da juventino ("non vedo l'ora"). Il sesto attaccante bianconero in realtà è già la terza scelta, anche se vedrà il derby d'Italia dalla tribuna. Non è ancora pronto, secondo Conte. Il nome di Osvaldo non figura tra i 22 convocati dal tecnico, così come quello di Quagliarella, debilitato dalla febbre. Intanto l'italoargentino ha prenotato la maglia numero 18 (che può essere inteso come 1+8=9 alla Zamorano, oppure come la somma di due 9, il numero dei bomber). Niente numero 11, liberato da De Ceglie. E nemmeno il 17 che lo stesso Osvaldo aveva al Southampton e che alla Juve è stato il numero di Trezeguet, poi però transitato sulle assai meno nobili schiene di Traoré, Elia e Bendtner.
C'è Llorente, intenzionato a difendere con i denti la sua titolarità, a dilatare il più possibile il suo magic moment ("questo è il miglior periodo della mia carriera") e a godersi fino in fondo la sua prima volta contro l'Inter ("sarebbe fantastico un mio gol ai nerazzurri"). Al solito, domani duetterà con Tevez, l'unico intoccabile del reparto avanzato bianconero, all'inseguimento di un gol che gli manca ormai da 40 giorni (22 dicembre 2013, Atalanta-Juve 1-4).
Ma ci sono anche Giovinco, Quagliarella e Vucinic, i "signori no" che hanno rifiutato ogni offerta di trasferimento, decidendo di rimanere al capezzale della Signora. Dovranno accontentarsi delle briciole lasciate dagli altri. E a giugno, quando l'attacco verrà rivoluzionato, saranno i primi a fare la valigia. Tutti si chiedono se la Juve sarà in grado di raddrizzare il bad boy Osvaldo, di "bonipertizzarlo". A questo ci penserà il gruppo, con il suo comportamento virtuoso e si spera contagioso. A Conte toccherà soprattutto un'altra impresa, ben più complessa: recuperare a livello motivazionale chi è rimasto in vetrina fino all'ultima ora dell'ultimo giorno di mercato.
Adesso sotto con l'Inter, attesa domani sera allo Stadium. Conte non rompe il silenzio stampa pregara. Tocca leggergli nel pensiero, come ha fatto su Fox Sport uno dei suoi maestri, Marcello Lippi: "Antonio sta ottenendo dei risultati eccezionali e coronando il sogno che ha sempre avuto: quello di allenare la Juve. Quando leggo che potrebbe lasciare Torino, la sensazione che ho, conoscendo il suo amore per il bianconero è che, al di là dei due scudetti e mezzo che probabilmente diventeranno tre, non lascerà prima di aver fatto qualcosa di importante anche in Europa".
Domani il tecnico potrà contare su tutti i suoi titolari ad eccezione dello squalificato Buffon (al suo posto ci sarà Storari). L'unico dubbio è in regia, dove dovrebbe tornare Pirlo, dopo due giornate trascorse in panchina, all'ombra di Marchisio. Ai suoi fianchi ci saranno Vidal e Pogba, con Lichtsteiner e Asamoah in corsia. La Juve insegue l'undicesima vittoria su altrettante uscite casalinghe di campionato. L'inter, che non agguanta i tre punti da quattro giornate, sogna di bissare il colpaccio dell'anno scorso, quando espugnò 3-1 lo Stadium. Dopo lo scambio saltato (Guarin-Vucinic) e gli obiettivi di mercato in concorrenza (Nani e Osvald0), tra i cari nemici bianconeroazzurri torna a rotolare il pallone. Finalmente.