VINOVO - Fabio Quagliarella, l'uomo in più dell'affollato reparto d'attacco bianconero, si è allenato di nuovo a parte, ma domani tornerà in gruppo. Oggi è stato il primo ad arrivare allo Juventus Center, intorno alle 9.20, ed il primo ad andare via, mentre la squadra cominciava sotto la pioggia la sua seduta a base di atletica e tecnica. La sua storia ricorda quella vissuta nel recente passato dai vari Amauri, Grosso e Iaquinta, separati in casa Juve, tutti "colpevoli" di non aver accettato le destinazioni proposte da Marotta. A proposito, rischia di sfumare l'ultima possibilità di esodare Quagliarella in Cina, dove il mercato chiuderà soltanto a fine febbraio: il Guangzhou di Marcello Lippi è infatti molto vicino alla sua prima scelta, il capitano del Bologna Alessandro Diamanti.
E' stato lo stesso ad bianconero a gettare acqua sul fuoco del caso di Quagliarella, ai margini della squadra da giovedì scorso per via, ufficialmente, di una influenza non ancora smaltita e chissà se acuita dalla sua discesa-lampo dal terzo al sesto posto delle gerarchie dell'attacco bianconero: galeotta è stata anche la sua deludente prestazione in Coppa Italia contro la Roma. Da qui la bruciante esclusione dalla lista dei 23 giocatori bianconeri che daranno l'assalto all'Europa League, nonostante lo stesso Quagliarella, nell'era Conte, abbia segnato sei reti internazionali, il triplo dei gol di Vucinic e Giovinco.
Vietato comunque usare il termine "fuori rosa", non sia mai che le due paroline arrivino all'orecchio del sindacato dei calciatori. Ma si può tranquillamente affermare che il rapporto tra l'attaccante campano e la Signora è ai minimi termini. Idem il rapporto tra il suo agente, Beppe Bozzo, e l'altro Beppe che di cognome fa Marotta. Il primo ha chiesto più rispetto per il suo assistito, il secondo ha sottolineato come "i procuratori non abbiano titolo per esprimersi su scelte tecniche e societarie".
Appunto, scelte tecniche. Le stesse che terranno Quagliarella, 31 anni appena compiuti, fuori da un'altra lista, quella dei convocati per la trasferta di domenica in casa del Verona. Ci saranno, invece, Buffon, Caceres e Osvaldo. Il capitano bianconero riprenderà le chiavi della porta dopo un turno di squalifica. Il difensore uruguaiano si candida come eventuale sostituto di Barzagli, che sembra però aver smaltito l'affaticamento muscolare al soleo. L'attaccante italoargentino, infine, sta rispondendo molto bene alle sollecitazioni di Conte, e dunque prenota un posto in panchina con vista su uno spezzone nel finale di gara. "Prendendo Osvaldo la Juve mi ha fatto un piacere? Più che altro l'ha fatto a Osvaldo - risponde Prandelli -. Mi auguro che lui faccia tesoro dell'occasione: Conte può aiutarlo a crescere e a ritrovare spazio". L'attacco bianconero verrà appaltato un'altra volta ai titolarissimi Llorente e Tevez. Quest'ultimo, 30 anni proprio oggi, protagonista suo malgrado di un maxi-digiuno in Europa (l'ultimo centro internazionale dell'Apache risale al 7 aprile 2009, Manchester United-Porto 2-2), sta praticando adesso una piccola dieta dal gol anche in campionato, dove non segna ormai da un mese e mezzo (22 dicembre 2013, Atalanta-Juventus 1-4). Domenica, al Bentegodi, Tevez cercherà di farsi un bel regalo di compleanno bissando la rete realizzata all'andata.
E' stato lo stesso ad bianconero a gettare acqua sul fuoco del caso di Quagliarella, ai margini della squadra da giovedì scorso per via, ufficialmente, di una influenza non ancora smaltita e chissà se acuita dalla sua discesa-lampo dal terzo al sesto posto delle gerarchie dell'attacco bianconero: galeotta è stata anche la sua deludente prestazione in Coppa Italia contro la Roma. Da qui la bruciante esclusione dalla lista dei 23 giocatori bianconeri che daranno l'assalto all'Europa League, nonostante lo stesso Quagliarella, nell'era Conte, abbia segnato sei reti internazionali, il triplo dei gol di Vucinic e Giovinco.
Vietato comunque usare il termine "fuori rosa", non sia mai che le due paroline arrivino all'orecchio del sindacato dei calciatori. Ma si può tranquillamente affermare che il rapporto tra l'attaccante campano e la Signora è ai minimi termini. Idem il rapporto tra il suo agente, Beppe Bozzo, e l'altro Beppe che di cognome fa Marotta. Il primo ha chiesto più rispetto per il suo assistito, il secondo ha sottolineato come "i procuratori non abbiano titolo per esprimersi su scelte tecniche e societarie".
Appunto, scelte tecniche. Le stesse che terranno Quagliarella, 31 anni appena compiuti, fuori da un'altra lista, quella dei convocati per la trasferta di domenica in casa del Verona. Ci saranno, invece, Buffon, Caceres e Osvaldo. Il capitano bianconero riprenderà le chiavi della porta dopo un turno di squalifica. Il difensore uruguaiano si candida come eventuale sostituto di Barzagli, che sembra però aver smaltito l'affaticamento muscolare al soleo. L'attaccante italoargentino, infine, sta rispondendo molto bene alle sollecitazioni di Conte, e dunque prenota un posto in panchina con vista su uno spezzone nel finale di gara. "Prendendo Osvaldo la Juve mi ha fatto un piacere? Più che altro l'ha fatto a Osvaldo - risponde Prandelli -. Mi auguro che lui faccia tesoro dell'occasione: Conte può aiutarlo a crescere e a ritrovare spazio". L'attacco bianconero verrà appaltato un'altra volta ai titolarissimi Llorente e Tevez. Quest'ultimo, 30 anni proprio oggi, protagonista suo malgrado di un maxi-digiuno in Europa (l'ultimo centro internazionale dell'Apache risale al 7 aprile 2009, Manchester United-Porto 2-2), sta praticando adesso una piccola dieta dal gol anche in campionato, dove non segna ormai da un mese e mezzo (22 dicembre 2013, Atalanta-Juventus 1-4). Domenica, al Bentegodi, Tevez cercherà di farsi un bel regalo di compleanno bissando la rete realizzata all'andata.