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Juventus, Conte e i suoi nemici: ma ora il rinnovo è a rischio

La reazione alle parole di Capello, la punizione alla squadra dopo Verona, le critiche ai tifosi che fischiano Giovinco: una settimana di tensione per il tecnico.  A marzo l'incontro con il club per il prolungamento del contratto fino al 2017, che non appare più così certo. Bonucci lo difende: ''Una fortuna essere guidati da uno come lui''
di TIMOTHY ORMEZZANO

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TORINO - Vento forte e teso ai piani alti del campionato. Lo dimostrano anche le ultime esternazioni verso l'ambiente di Garcia, roba inedita per il personaggio. Ma la tensione è paradossalmente ancora più alta nell'attico della Serie A, dove alloggia la Juve di un Conte più suscettibile di un suo collega a rischio retrocessione o esonero. Fa discutere l'entrata a gamba tesa del tecnico bianconero sul suo predecessore Capello, "colpevole" di aver detto di non aver mai inflitto un giorno di castigo alle sue squadre e inoltre di giudicare poco allenante la Serie A in ottica Champions League. Tutto qui. La reazione di Conte è stata scomposta. Gli è scappata la mano. Non ha pensato a cosa avrebbe potuto scatenare la sua frecciata sui "due scudetti revocati". Roba da diventare paladino degli antijuventini, amico del 29 e non del 31. Quella frase non è ovviamente piaciuta alla Juventus che però smentisce (o non conferma: la stessa cosa?) le voci di una multa in arrivo e minimizza l'accaduto, sostenendo che il caso si sia chiuso con la doverosa precisazione successivamente fornita da Conte: "Non fraintendete, cancellare quei due titoli è stata una grande ingiustizia". Un dietrofront, con stridio sin troppo forte di freni, che però non cancella certe sue sgommate lasciate sull'asfalto. Oggi Conte è passato in sede, come peraltro fa tutti i lunedì. Negli uffici di corso Galileo Ferraris ha incontrato il presidente Agnelli e l'ad Marotta. Il mister ha riconosciuto di essere caduto in un errore di comunicazione e di aver sottovalutato la portata di certe sue dichiarazioni.

CONTE ALLA MOURINHO - Qualcuno sostiene che Conte, difeso oggi da Bonucci (''Questa Juventus è una squadra che rispecchia il suo allenatore e questa è stata la nostra fortuna", ha scritto il difensore bianconero sul suo sito) abbia peccato di arroganza. Avrebbe mancato di rispetto a Don Fabio, da lui definito "il guru a cui dire 'zì badrone'". Forse sì, la sua reazione è stata eccessiva. Prosegue comunque da parte sua una costante ricerca di tensioni assortite, propellente fondamentale per alimentare la ferocia agonistica della sua Juve. Il clima amichevole non fa per Conte, novello Mourinho nel creare e collezionare attriti. Come se la sua squadra, sempre impegnata a prestare l'orecchio al rumore dei nemici, desse il meglio di sé da accerchiata. L'ex capitano bianconero non ha mai nascosto il suo credo: "Chi vince è antipatico. Punto". Il Milan di Allegri, che ha conquistato uno scudetto con il sorriso, è stata probabilmente l'eccezione che conferma la sua regola.

CARI NEMICI - Conte ce l'ha un po' con tutti. Ieri se l'è presa con Capello, che ha scelto la via del silenzio: "Nessun commento. Lascio parlare gli altri". Ma il tecnico bicampione d'Italia se l'è presa anche con quei tifosi bianconeri che con uno striscione hanno consigliato un bel "bagno di umiltà" a squadra, dirigenti, sostenitori e tecnico. "Spero solo che chi abbia scritto quel messaggio sia senza colpe". Oppure quelli che hanno fischiato Giovinco. "Vergognatevi", ha gridato il mister alla sua gente dal campo, prima di affidare a telecamere e taccuini il suo rimbrotto: "Giù le mani dai miei ragazzi. Ognuno si faccia un esame di coscienza". Compresi, ovviamente, i giornalisti, a detta del mister impegnati in una campagna mediatica contro la Formica Atomica, contro un giocatore troppo poco scafato per acchiappare certi consensi. Prima di ieri, a tenere alta l'attenzione e la tensione, c'erano stati il giorno libero cancellato post scivolone del Bentegodi (dopo il bastone, la carota: oggi la squadra riposa); il caso Quagliarella, messo ai margini ed escluso dalla lista Uefa anche per non aver fatto la valigia a gennaio; certe scintille con certi colleghi, su tutti Mazzarri e Benitez. Perché "i nemici sono dappertutto", come disse Conte alla vigilia di Juve-Milan, e cioè prima di cancellare le conferenze pre-gara: colpa di quei cari nemici della stampa che avrebbero strumentalizzato certe sue dichiarazioni, leggendo tra le righe un invito alla società a non stare a guardare Roma e Napoli, i nemici massimi attivissimi sul mercato.

E ADESSO? - Al Gran Gala del Calcio di fine gennaio Conte sembrava aver rotto certi indugi, dicendosi pronto a rinnovare il suo rapporto con la Signora: "Alla Juventus sono a casa mia. E a casa si sta bene, si è coccolati". Ora gli ultimi fatti hanno allontanato il tecnico dalla sua gente e forse anche dalla Signora. A marzo le parti valuteranno la possibilità di prolungare il matrimonio fino al 2017. Difficile dire adesso se il suo ciclo in bianconero proseguirà. Conte non ha mai nascosto la sua voglia di esportare all'estero le sue grandi capacità e ambizioni. Se riceverà un'offerta di quelle che non si possono rifiutare, il cambio d'aria diventerà molto probabile.
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