Tevez tiene alta la guardia. Non si fida dei cugini granata, che oggi festeggiano la vittoria del derby Primavera (1-0, 41' Graziano) in casa della Juve di Zanchetta. "Affrontiamo una squadra molto forte, che all'andata all'Olimpico ci ha messo in difficoltà - dichiara a Sky Sport l'argentino, che insegue il primo gol interno del 2014 -. Credo che quella di domani sarà una sfida complicata per noi". E poco importa se il Toro non vince un derby da 19 lunghi anni (9 aprile 1995, Juve-Toro 1-2) e non segna un gol ai bianconeri da 12 anni (24 febbraio 2002, Toro-Juve 2-2).
[[ge:rep-locali:repubblica:79346726]]
A proposito di lunghe attese, la Juve insegue la Champions League dal 1995-96. "Quella Coppa è il sogno di tutti - prosegue Tevez -, speriamo di poterla vincere". Il grido dell'Apache è lo stesso di Cristiano Ronaldo: "yo estoy aquí". Il futuro dell'argentino sarà bianconero: "Credo che resterò alla Juve quanto basta. Siamo impegnati nel campionato e in Europa League e io sto bene a Torino. A proposito, voglio ringraziare i tifosi per l'affetto che mi trasmettono". Tevez utilizza parole al miele anche per Conte: "Mi piace perché è un campione del calcio: non vuole mai perdere, vuole vincere tutto e non lascia niente al caso. E' un grande, nessuno prepara le partite come lui".
Fu di tutt'altro tipo il suo rapporto con Mancini, che lo allenò al Manchester City: "Quando ho avuto un problema con Mancini ho pensato anche di smettere di giocare - rivela CT10 -. Per me era più importante stare tranquillo con la mia famiglia piuttosto che tornare in campo". I quasi cinque anni di digiuno dal gol in Europa sembrano non pesare più di tanto all'argentino: "Non divento certo pazzo - sorride Tevez -. Anzi, meno si pensa ai gol e più è facile realizzarne. Sono contento che la Juve abbia battuto 2-0 il Trabzonspor, poi se segno o no per me non è importante". In chiusura, l'Apache spende qualche bella parola anche per Llorente ("giocare con lui è come avere la certezza di fare gol"), Balotelli ("c'è chi pensa che sia un bad boy, ma Mario è un ragazzo molto buono, sempre sorridente") e per il numero 10 ereditata da Del Piero: "Ho sempre rispettato quella maglia per il grande giocatore che l'ha indossata prima di me - conclude Tevez -. Per i tifosi il 10 è un numero importante, un simbolo. Ma quando indosso la divisa bianconera più del numero sulle spalle penso allo stemma della Juventus sul petto. Io devo dare tutto per il club".
BARZAGLI OK. VICE CHIELLINI: PIÚ CACERES DI OGBONNA - Conte deve ancora sciogliere due dubbi di formazione. Il primo è in difesa, dove torna Barzagli ma non Chiellini, assente nella lista dei 21 convocati così come gli altri infortunati Pepe e Vucinic. A completare la linea davanti a Buffon ci saranno Bonucci e uno tra Caceres e Ogbonna, con l'uruguaiano in netto vantaggio sull'azzurro, che eviterebbe così di affrontare le folate di Cerci sulla corsia sinistra bianconera e le probabilissime contestazioni dei suoi ex tifosi granata. L'altro dubbio è a centrocampo, dove l'unico sicuro del posto è il rientrante Vidal, con l'uomo-derby Marchisio - quattro stracittadine vinte su quattro con all'attivo tre degli ultimi sei gol segnati dai bianconeri ai granata - che insidia Pogba e Pirlo. Sugli esterni si rivedranno Lichtsteiner e Asamoah. Scelte fatte anche in attacco, ancora una volta affidato a Llorente e Tevez, 23 reti in due, uno in meno di Immobile-Cerci, la migliore coppia-gol del campionato.