TORINO – Con mezzo scudetto in tasca ma con gli ottavi di Europa League alle porte, la Juventus non ha troppo tempo per pensare a record, imprese storiche e altre meraviglie. Conte tiene la squadra ancorata alla realtà, perché è un periodo in cui le energie scarseggiano e la stanchezza affiora visibile, ma da qui alla fine della stagione bisognerà pure occupare il tempo che manca e i bianconeri potranno farlo contando fino a cento, il traguardo più suggestivo da raggiungere.
Cento punti non li ha mai fatti nessuno, in Italia. Nel 2007 l'Inter di Mancini arrivò a 97, ma la terza Juve di Conte, che migliora di stagione in stagione, ha un altro passo: viaggia al ritmo di 2,67 punti a partita, che in proiezione valgono quota 101. Il calendario non è facile, ci sono le trasferte di Napoli e Roma, ma 28 punti in undici gare (nove successi e un pareggio: ci si può persino permettere una sconfitta) sono alla portata dei bianconeri, che domenica hanno tra l'altro eguagliato il record di vittorie interne consecutive (quattordici), ora condiviso con il Toro del 1976.
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Chiaramente, per i futuri tricampioni d'Italia sarebbe difficile aggiornare altri primati se dovessero continuare a farsi strada nella faticosissima Europa League, che finirebbe per sottrarre energie e attenzioni a un campionato già risolto. E poi c'è il Mondiale che incombe: gli azzurri, con lo scudetto in bacheca, potrebbero tirare il freno a mano e mettere da parte qualche caloria. Dopo tutto, è già accaduto nei primi due tornei vinti da Conte che la Juve non sia riuscita a riprendersi dall'euforia anestetizzante del trionfo: nel 2012 perse la Coppa Italia contro il Napoli giocando una pessima finale, nel 2013 chiuse con un pareggio casalingo con il Cagliari (che impedì di raggiungere il record di vittorie consecutive) e una sconfitta in casa della Sampdoria. Ma il numero 100 potrebbe stuzzicare certi appetiti: chi non ha voglia, dopotutto, di un posto nella storia?
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Cento punti non li ha mai fatti nessuno, in Italia. Nel 2007 l'Inter di Mancini arrivò a 97, ma la terza Juve di Conte, che migliora di stagione in stagione, ha un altro passo: viaggia al ritmo di 2,67 punti a partita, che in proiezione valgono quota 101. Il calendario non è facile, ci sono le trasferte di Napoli e Roma, ma 28 punti in undici gare (nove successi e un pareggio: ci si può persino permettere una sconfitta) sono alla portata dei bianconeri, che domenica hanno tra l'altro eguagliato il record di vittorie interne consecutive (quattordici), ora condiviso con il Toro del 1976.
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Chiaramente, per i futuri tricampioni d'Italia sarebbe difficile aggiornare altri primati se dovessero continuare a farsi strada nella faticosissima Europa League, che finirebbe per sottrarre energie e attenzioni a un campionato già risolto. E poi c'è il Mondiale che incombe: gli azzurri, con lo scudetto in bacheca, potrebbero tirare il freno a mano e mettere da parte qualche caloria. Dopo tutto, è già accaduto nei primi due tornei vinti da Conte che la Juve non sia riuscita a riprendersi dall'euforia anestetizzante del trionfo: nel 2012 perse la Coppa Italia contro il Napoli giocando una pessima finale, nel 2013 chiuse con un pareggio casalingo con il Cagliari (che impedì di raggiungere il record di vittorie consecutive) e una sconfitta in casa della Sampdoria. Ma il numero 100 potrebbe stuzzicare certi appetiti: chi non ha voglia, dopotutto, di un posto nella storia?
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