TORINO - Dopo il colpaccio, la paura. Il pullman della Juve, rientrato nella notte dalla vittoriosa trasferta di Genova, è stato affiancato nei pressi del capoluogo ligure da un'automobile dalla quale sono stati lanciati alcuni oggetti, tra cui una bottiglia che ha danneggiato il parabrezza del torpedone bianconero. La Polstrada ha fermato il mezzo e identificato i responsabili del gestaccio che per fortuna non ha procurato gravi danni.
Dopo un giorno di meritato riposo, domani mattina la Juve comincerà a lavorare in vista del ritorno degli ottavi di Europa League, in programma giovedì in casa della Fiorentina (andata 1-1). Conte ritroverà Tevez, esentato dalle ultime due uscite per permettergli di smaltire un'infiammazione al tendine rotuleo. Non ci saranno invece Marchisio e nemmeno Barzagli, alle prese con il riacutizzarsi del quadro infiammatorio al solito polpaccio sinistro. Un guaio che terrà il difensore fuori per una ventina di giorni. Al suo posto, come all'andata, giocherà l'uruguaiano Caceres.
Problemi anche per Peluso, che sabato scorso aveva lamentato un fastidio muscolare, prima che l'influenza lo costringesse a dare forfait contro il Genoa. Gli accertamenti medici hanno evidenziato una lesione di primo grado all'adduttore della coscia destra. L'esterno romano dovrà fermarsi per 15-20 giorni, mentre Asamoah sarà costretto a fare gli straordinari sulla corsia sinistra bianconera.
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JUVE CONTRO GUFI ED EUROSCETTICI: "A FIRENZE PER VINCERE" - "Lo scudetto è la nostra priorità", ha ripetuto a scanso di equivoci Conte, che ha subordinato la Coppa Italia e l'andata degli ottavi di Europa League al campionato. La sfida di giovedì al Franchi è l'occasione per mettere a tacere i gufi che stanno popolando il cielo sopra Vinovo: "La Fiorentina parte in netto vantaggio, dopo l'1-1 dell'andata - afferma Conte -. Sentendo e leggendo quel che si dice, è già stata sancita la nostra eliminazione. Siamo stati massacrati mediaticamente". Anche Marotta ha voluto zittire certe critiche avanzate dagli euroscettici su una Juve "alla Capello", brava soltanto nel cortile di casa della Serie A, come del resto tutte le nostre squadre. Vietato sedersi sugli allori del campionato: "Giovedì ce la giocheremo, non siamo certo eliminati come ha già decretato qualcuno. L'obiettivo è andare a Firenze per vincere", carica l'ad snocciolando numeri a dir poco confortanti: la Juve, infatti, segna almeno un gol da 41 partite. Le eccezioni che confermano la regola? Le sconfitte in casa della Roma (Coppa Italia) e del Galatasaray (Champions League).
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BONUCCI: "VIOLA IN VANTAGGIO SULLA CARTA, MA SUL CAMPO..." - Come ogni day after, Leonardo Bonucci ha commentato la stretta attualità bianconera dalle pagine del suo sito internet: "Quella di Genova è la vittoria più importante del nostro campionato. Adesso ci attendono dieci finali. Lo scudetto non sarà nostro finché non sarà la matematica a dirlo". Il mirino del difensore si sposta quindi sul terzo atto della trilogia tra bianconeri e viola: "Giovedì ci attende un Fiorentina-Juventus dalle mille emozioni - prosegue Bonucci -. Loro giocano in casa e sulla carta hanno un vantaggio. Sulla carta, però. Sul campo vedremo la squadra che meriterà di andare avanti. Sarà una battaglia. Che vinca il migliore".
BADILATA TRICOLORE - La Juve ha ammazzato il campionato calando un poker di vittorie contro Torino, Milan, Fiorentina e Genoa. Al vaglio dei critici più pignoli e cattivi, potevano essere tre o quattro punti anziché dodici. E invece no. Anche con quel pizzico di fortuna che aiuta gli audaci, i bianconeri hanno ottenuto il massimo risultato, proprio 12 punti, con il minimo sforzo (l'1-0 è uscito tre volte su quattro), rifilando fra l'altro alla Roma "una bella badilata", per dirla con Buffon. Ci sono le mani magiche del portiere bianconero e azzurro sulla vittoria di Marassi, oltre ovviamente al piede destro di Pirlo che ha pennellato la punizione procurata da un Quagliarella reaparecido dopo due mesi di naftalina. "Voglio vincere la Champions e l'Intercontinentale con la Juve. Poi, a 35 anni, mi piacerebbe chiudere la carriera al Genoa", diceva SuperGigi... nel 2008. Ieri il simpatizzante rossoblù Buffon, anni 36 e Juve più che mai, ha spento la sua 476ª candelina bianconera raggiungendo Zoff al quinto posto della classifica degli highlander juventini. "Il sorpasso è nella logica delle cose - minimizza SuperDino -: oggi si gioca di più rispetto ai miei tempi. Complimenti a Gigi, che ha la possibilità di dilatare ulteriormente i suoi numeri. Il più forte tra me e lui? Io ho sempre detto che Buffon è stato più bravo di me da giovane, ma è tutto da vedere come si comporterà da vecchio". Benone, per ora.
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100 PUNTI: SE NON ORA, QUANDO? - Di questo passo, sfondare il muro dei 100 punti è missione possibilissima. La Juve ha 75 punti, due in più sia dell'Inter 2006-07 di Mancini (quella del record di 97 punti) che della Juve 2005-06 del "guru" Capello (poi cancellata da Calciopoli). Servono ancora 25 punti (otto vittorie, un pareggio e una sconfitta) in 10 giornate: si può fare eccome. Con questo primato Conte vorrebbe impacchettare il terzo scudetto consecutivo, "un regalo per il nostro presidente". Andare in tripla cifra sta diventando la dolce ossessione dei bianconeri. Oltre alla voglia di "scrivere la storia", come ripete spesso e volentieri il mister, c'è una questione di orgoglio: il club, infatti, non ha disposto nessun premio economico speciale per l'eventuale approdo a quota cento. I bonus scatteranno al raggiungimento del tricolore, come impongono i nuovi contratti stipulati tra la Signora e i suoi giocatori.
Dopo un giorno di meritato riposo, domani mattina la Juve comincerà a lavorare in vista del ritorno degli ottavi di Europa League, in programma giovedì in casa della Fiorentina (andata 1-1). Conte ritroverà Tevez, esentato dalle ultime due uscite per permettergli di smaltire un'infiammazione al tendine rotuleo. Non ci saranno invece Marchisio e nemmeno Barzagli, alle prese con il riacutizzarsi del quadro infiammatorio al solito polpaccio sinistro. Un guaio che terrà il difensore fuori per una ventina di giorni. Al suo posto, come all'andata, giocherà l'uruguaiano Caceres.
Problemi anche per Peluso, che sabato scorso aveva lamentato un fastidio muscolare, prima che l'influenza lo costringesse a dare forfait contro il Genoa. Gli accertamenti medici hanno evidenziato una lesione di primo grado all'adduttore della coscia destra. L'esterno romano dovrà fermarsi per 15-20 giorni, mentre Asamoah sarà costretto a fare gli straordinari sulla corsia sinistra bianconera.
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JUVE CONTRO GUFI ED EUROSCETTICI: "A FIRENZE PER VINCERE" - "Lo scudetto è la nostra priorità", ha ripetuto a scanso di equivoci Conte, che ha subordinato la Coppa Italia e l'andata degli ottavi di Europa League al campionato. La sfida di giovedì al Franchi è l'occasione per mettere a tacere i gufi che stanno popolando il cielo sopra Vinovo: "La Fiorentina parte in netto vantaggio, dopo l'1-1 dell'andata - afferma Conte -. Sentendo e leggendo quel che si dice, è già stata sancita la nostra eliminazione. Siamo stati massacrati mediaticamente". Anche Marotta ha voluto zittire certe critiche avanzate dagli euroscettici su una Juve "alla Capello", brava soltanto nel cortile di casa della Serie A, come del resto tutte le nostre squadre. Vietato sedersi sugli allori del campionato: "Giovedì ce la giocheremo, non siamo certo eliminati come ha già decretato qualcuno. L'obiettivo è andare a Firenze per vincere", carica l'ad snocciolando numeri a dir poco confortanti: la Juve, infatti, segna almeno un gol da 41 partite. Le eccezioni che confermano la regola? Le sconfitte in casa della Roma (Coppa Italia) e del Galatasaray (Champions League).
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BONUCCI: "VIOLA IN VANTAGGIO SULLA CARTA, MA SUL CAMPO..." - Come ogni day after, Leonardo Bonucci ha commentato la stretta attualità bianconera dalle pagine del suo sito internet: "Quella di Genova è la vittoria più importante del nostro campionato. Adesso ci attendono dieci finali. Lo scudetto non sarà nostro finché non sarà la matematica a dirlo". Il mirino del difensore si sposta quindi sul terzo atto della trilogia tra bianconeri e viola: "Giovedì ci attende un Fiorentina-Juventus dalle mille emozioni - prosegue Bonucci -. Loro giocano in casa e sulla carta hanno un vantaggio. Sulla carta, però. Sul campo vedremo la squadra che meriterà di andare avanti. Sarà una battaglia. Che vinca il migliore".
BADILATA TRICOLORE - La Juve ha ammazzato il campionato calando un poker di vittorie contro Torino, Milan, Fiorentina e Genoa. Al vaglio dei critici più pignoli e cattivi, potevano essere tre o quattro punti anziché dodici. E invece no. Anche con quel pizzico di fortuna che aiuta gli audaci, i bianconeri hanno ottenuto il massimo risultato, proprio 12 punti, con il minimo sforzo (l'1-0 è uscito tre volte su quattro), rifilando fra l'altro alla Roma "una bella badilata", per dirla con Buffon. Ci sono le mani magiche del portiere bianconero e azzurro sulla vittoria di Marassi, oltre ovviamente al piede destro di Pirlo che ha pennellato la punizione procurata da un Quagliarella reaparecido dopo due mesi di naftalina. "Voglio vincere la Champions e l'Intercontinentale con la Juve. Poi, a 35 anni, mi piacerebbe chiudere la carriera al Genoa", diceva SuperGigi... nel 2008. Ieri il simpatizzante rossoblù Buffon, anni 36 e Juve più che mai, ha spento la sua 476ª candelina bianconera raggiungendo Zoff al quinto posto della classifica degli highlander juventini. "Il sorpasso è nella logica delle cose - minimizza SuperDino -: oggi si gioca di più rispetto ai miei tempi. Complimenti a Gigi, che ha la possibilità di dilatare ulteriormente i suoi numeri. Il più forte tra me e lui? Io ho sempre detto che Buffon è stato più bravo di me da giovane, ma è tutto da vedere come si comporterà da vecchio". Benone, per ora.
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100 PUNTI: SE NON ORA, QUANDO? - Di questo passo, sfondare il muro dei 100 punti è missione possibilissima. La Juve ha 75 punti, due in più sia dell'Inter 2006-07 di Mancini (quella del record di 97 punti) che della Juve 2005-06 del "guru" Capello (poi cancellata da Calciopoli). Servono ancora 25 punti (otto vittorie, un pareggio e una sconfitta) in 10 giornate: si può fare eccome. Con questo primato Conte vorrebbe impacchettare il terzo scudetto consecutivo, "un regalo per il nostro presidente". Andare in tripla cifra sta diventando la dolce ossessione dei bianconeri. Oltre alla voglia di "scrivere la storia", come ripete spesso e volentieri il mister, c'è una questione di orgoglio: il club, infatti, non ha disposto nessun premio economico speciale per l'eventuale approdo a quota cento. I bonus scatteranno al raggiungimento del tricolore, come impongono i nuovi contratti stipulati tra la Signora e i suoi giocatori.