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Juventus, Marchisio: "Vogliamo l'Europa League, ma quanto ci manca la Champions"

I bianconeri per quest'anno si "accontentano" della seconda coppa, ma non nascondono il principale obiettivo futuro: "Speriamo di rifarci già l'anno prossimo". Il centrocampista elogia Conte: "Ha riportato la mentalità vincente"
di TIMOTHY ORMEZZANO

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TORINO - "Alla Juventus la Champions League manca da tantissimo - sospira Claudio Marchisio - Speriamo di rifarci il prossimo anno". Da quella vittoria in finale sull'Ajax del 22 maggio 1996, quando il Principino classe 1986 era appena entrato in doppia cifra (anagrafica), sono passati quasi 18 anni, 6.518 giorni, l'astinenza è quasi maggiorenne. Per ingannare l'attesa, la Juve tenterà di agguantare la Champions... dei poveri: "Ora abbiamo l'Europa League, una competizione cui teniamo molto. La finale si giocherà in casa nostra e speriamo di riuscire a trattenere il trofeo qui da noi", prosegue il centrocampista torinese, protagonista di una video chat con i tifosi della Juventus a Tokyo.

La Signora mercoledì sera ha ottenuto il primo record della sua mostruosa stagione: 15 vittorie interne consecutive dalla prima di campionato, come lei nessuno mai. Merito, soprattutto, di Antonio Conte, il tribuno del popolo bianconero: "Ha riportato la mentalità vincente che mancava da qualche anno  -  spiega Marchisio -. Lavoriamo tanto, questa è la mentalità che ci ha inculcato il nostro allenatore". Merito anche dello Stadium, la cui legge è uguale per tutti: "Io a Torino ho vissuto pure l'Olimpico e, da tifoso, il Delle Alpi, ma non c'era certo lo stesso feeling che c'è ora tra squadra e pubblico. Si è visto sin dalla prima partita contro il Parma quanto sia intenso il rapporto con il nostro dodicesimo uomo in campo. Senza Stadium, la squadra ne risentirebbe".

La notte del record è stata anche quella del rientro di Marchisio dopo due settimane di stop. Conte lo ha gettato nella mischia al 66', al posto di un Pirlo per una volta anonimo, quasi terrestre. Domenica prossima, in casa del Napoli, il Principino potrebbe far rifiatare Vidal, altro stakanovista alle prese con un periodo di fisiologico appannamento. Ma per decidere l'undici che sfilerà al San Paolo, e per eleggere il partner di Llorente (molto probabilmente Osvaldo, in vantaggio su Giovinco, Vucinic e Quagliarella) in mancanza dello squalificato Tevez, ci sarà tempo venerdì e sabato: oggi, infatti, la Juve si gode un giorno di meritato riposo. Un giorno per cambiare orizzonti e, magari, per scoprire che a pochissimi chilometri dallo Stadium c'è la prima attrazione sabauda che il cicerone Marchisio si sente di segnalare ai fans giapponesi: "Direi di visitare innanzitutto la Reggia di Venaria, ma anche il centro di Torino, Piazza Vittorio, Via Roma... Dopo le Olimpiadi del 2006, la città è cambiata e offre davvero tanto".
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