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Juventus, Marotta attacca il Napoli: "Euforia eccessiva, sembrava una provinciale"

Il dg bianconero prima della partita con il Lione: "Hanno esultato come di solito fa una squadra che ottiene un risultato di prestigio contro una grande. Mi sembra molto riduttivo per un club così importante". Poi sul mercato: "Pogba ce lo teniamo stretto"

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LIONE - "La sconfitta l'abbiamo digerita velocemente. Ci ha dato fastidio l'eccessiva euforia dimostrata dal Napoli, in fin dei conti ci hanno battuto in una partita di campionato che vale solo tre punti". Nell'immediato prepartita della gara di Europa League con il Lione, arriva l'attacco di Beppe Marotta nei confronti del club partenopeo: "Sembrava che fosse l'euforia tipica di una squadra di provincia, quando gioca contro una grande - chiaramente le squadre di provincia hanno obiettivi principali come la salvezza - vincono una partita. Mi sembra che questo sia molto riduttivo per una società come il Napoli che ha un blasone, una storia e quindi non si può limitare semplicemente a vincere una partita nel contesto di un campionato", ha detto l'ad bianconero ai microfoni di Sky.

Marotta però parla anche di mercato e ribadisce che Pogba non si tocca. Il presidente del Psg Al Khelaifi ha detto che a loro il giovane francese non interessa perché sono a posto così. "A dire la verità, noi non abbiamo avuto nessun contatto con loro e tanto meno abbiamo intenzione di venderlo - mette in chiaro Marotta - Credo che per Pogba sia ancora il momento di crescere e di crescere in un habitat a lui congeniale e naturale come la Juventus, che l'ha un pò svezzato, perché è arrivato da noi giovanissimo. Noi non abbiamo nessuna voglia di privarcene, per cui ce lo terremo ben stretto". Poi, ai microfoni di 'Europa League Live', ribadisce che "non c'è nulla di vero nello scambio Cavani-Pogba: non abbiamo avuto mai nessun contatto con il Psg. Pogba è e rimarrà un patrimonio della Juventus". Infine una battuta anche sul campionato: "La Roma? E' a 8 punti, noi abbiamo voglia di arrivare fino in fondo".

 
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