Juventus, Pirlo: "Rinnovo vicino, con Verratti possiamo giocare insieme"
Il centrocampista bianconero ha parlato a Radio Deejay rassicurando tutti sul suo futuro: "Finché mi diverto continuo a giocare". Sul suo presunto "rivale" in azzurro dice: "Possiamo convivere, più giocatori bravi ci sono e meglio è". E non nasconde i rimpianti per la Champions: "Potevamo dire la nostra"di TIMOTHY ORMEZZANO
TORINO - Andrea Pirlo spalanca le porte dello spogliatoio bianconero e azzurro a Marco Verratti, e cioè al giocatore al quale sono state affibbiate le stimmate di "nuovo Pirlo": "Verratti può giocare anche insieme a me, non è per forza una mia alternativa", ha detto lo juventino sulle frequenze di Radio Deejay, "del resto, lo fa anche con Thiago Motta nel Paris Saint-Germain. Giocatori bravi più se ne hanno, meglio è". Dal possibile erede di Andrea, almeno in azzurro, al "nuovo Vieira", un soprannome che a Pogba potrebbe presto stare stretto: "Vedo meglio Paul come mezz'ala che davanti alla difesa. E' lì che riesce a sprigionare tutta la sua potenza. Lui ha grandissimi margini di miglioramento, diventerà di sicuro uno dei migliori".
IL PROFESSORE DA' LEZIONI DI "MALEDETTA" - A soli tre piazzati vincenti dal record di Mihajlovic, 28 punizioni-gol in Serie A, Pirlo ali…
IL PROFESSORE DA' LEZIONI DI "MALEDETTA" - A soli tre piazzati vincenti dal record di Mihajlovic, 28 punizioni-gol in Serie A, Pirlo ali…
TORINO - Andrea Pirlo spalanca le porte dello spogliatoio bianconero e azzurro a Marco Verratti, e cioè al giocatore al quale sono state affibbiate le stimmate di "nuovo Pirlo": "Verratti può giocare anche insieme a me, non è per forza una mia alternativa", ha detto lo juventino sulle frequenze di Radio Deejay, "del resto, lo fa anche con Thiago Motta nel Paris Saint-Germain. Giocatori bravi più se ne hanno, meglio è". Dal possibile erede di Andrea, almeno in azzurro, al "nuovo Vieira", un soprannome che a Pogba potrebbe presto stare stretto: "Vedo meglio Paul come mezz'ala che davanti alla difesa. E' lì che riesce a sprigionare tutta la sua potenza. Lui ha grandissimi margini di miglioramento, diventerà di sicuro uno dei migliori".
IL PROFESSORE DA' LEZIONI DI "MALEDETTA" - A soli tre piazzati vincenti dal record di Mihajlovic, 28 punizioni-gol in Serie A, Pirlo alias "il Professore" sale in cattedra e dà lezioni di balistica: "Il segreto della 'maledetta'? Colpire la palla un po' sotto, cercando di darle uno schiaffo in modo che si abbassi prima del dovuto. Lo fa Cristiano Ronaldo da anni, ultimamente anche Bale. In tanti calciano in questo modo. A me recentemente è andata meglio su punizione che su rigore, visto che ho sbagliato gli ultimi due".
Lunedì sera (ore 19), allo Stadium contro il Livorno, Pirlo giocherà la sua ottava partita consecutiva da titolare in 25 giorni. Fosse per lui, non si fermerebbe mai: "E' normale che un calciatore voglia sempre giocare. Ed è altrettanto normale che si arrabbi quando non gioca, fa parte del mestiere. Ma in questo momento alla Juve siamo un po' pochi ed è importante gestire le fatiche". A proposito di stakanovisti, la difesa dovrebbe ripartire dal trio Caceres-Bonucci-Chiellini, quest'ultimo in ballottaggio con il recuperato Peluso. A centrocampo, oltre a Pirlo, in mancanza dello squalificato Vidal agiranno Pogba e Marchisio. L'unico turnover in attacco: con l'ammaccato Tevez probabilmente tenuto a riposo precauzionale, l'unica certezza sembra essere Llorente, affiancato da uno tra Giovinco (favorito) e Osvaldo.
PIRLO "RINNOVO? PIU' O MENO CI SIAMO" - Già, tocca sapersi gestire, a maggior ragione se il 19 maggio scoccano i 35 anni: "Io penso di poter giocare ancora qualche anno a questi livello - prosegue il playmaker bresciano -, sarò il primo a decidere di fermarmi se mi accorgerò di non essere più al top. Ma finché mi diverto a giocare, andrò avanti". Il rinnovo biennale con la Juve è una pura formalità: manca solo la firma, come si dice in questi casi. "Più o meno ci siamo, aspettiamo solo il momento giusto per trovarci e decidere il tutto".
Inevitabile dare uno sguardo anche al passato, e a quel Milan che a ogni gol di Pirlo si mangia il fegato per aver rinunciato a uno dei più grandi talenti della storia del calcio italiano: "Ci siamo lasciati bene, e la decisione è stata presa da entrambe le parti. Io chiedevo un biennale, loro mi offrivano soltanto un anno. E poi l'allenatore (Allegri; ndr) non era convinto di farmi giocare nella mia posizione ideale. Quanto a Seedorf, abbiamo sempre avuto un bellissimo rapporto. Sono contento che ora sia più sereno. Dite che adesso è più rompiscatole di quando giocavamo insieme? Impossibile".
EURORIMPIANTI E SOGNI MONDIALI - L'insospettabile vena comica di Pirlo si scopre anche quando viene incalzato sulla marcatura ad personam montata su di lui dal centrocampista lionese Malbranque: "Pensate che era seduto accanto a me anche sul pullman, quando abbiamo lasciato lo stadio dopo la partita... Dite che sorrido poco? Chi mi conosce sa che mi piace divertirmi e scherzare". Non come Conte: "Lui in privato è più o meno quello lo stesso che vedete davanti alle telecamere".
Il numero 21 bianconero torna serio quando si parla della prematura uscita di scena della Signora dall'Europa che conta: "La qualificazione agli ottavi di Champions l'abbiamo persa sbagliando in Danimarca e col Galatasaray in casa. Sono sicuro che se fossimo andati avanti avremmo detto la nostra. Siamo molto più affiatati ed esperti rispetto agli anni scorsi: avremmo fatto la nostra bella figura". Dal girone abbordabile fallito dalla Juve in Champions a quello infernale che attende l'Italia al Mundial: "Chi è più forte fra Inghilterra e Uruguay? Più o meno si equivalgono, poi c'è la Costarica che ancora non conosciamo bene. Siamo in un gruppo duro, ma alla nostra portata".
IL PROFESSORE DA' LEZIONI DI "MALEDETTA" - A soli tre piazzati vincenti dal record di Mihajlovic, 28 punizioni-gol in Serie A, Pirlo alias "il Professore" sale in cattedra e dà lezioni di balistica: "Il segreto della 'maledetta'? Colpire la palla un po' sotto, cercando di darle uno schiaffo in modo che si abbassi prima del dovuto. Lo fa Cristiano Ronaldo da anni, ultimamente anche Bale. In tanti calciano in questo modo. A me recentemente è andata meglio su punizione che su rigore, visto che ho sbagliato gli ultimi due".
Lunedì sera (ore 19), allo Stadium contro il Livorno, Pirlo giocherà la sua ottava partita consecutiva da titolare in 25 giorni. Fosse per lui, non si fermerebbe mai: "E' normale che un calciatore voglia sempre giocare. Ed è altrettanto normale che si arrabbi quando non gioca, fa parte del mestiere. Ma in questo momento alla Juve siamo un po' pochi ed è importante gestire le fatiche". A proposito di stakanovisti, la difesa dovrebbe ripartire dal trio Caceres-Bonucci-Chiellini, quest'ultimo in ballottaggio con il recuperato Peluso. A centrocampo, oltre a Pirlo, in mancanza dello squalificato Vidal agiranno Pogba e Marchisio. L'unico turnover in attacco: con l'ammaccato Tevez probabilmente tenuto a riposo precauzionale, l'unica certezza sembra essere Llorente, affiancato da uno tra Giovinco (favorito) e Osvaldo.
PIRLO "RINNOVO? PIU' O MENO CI SIAMO" - Già, tocca sapersi gestire, a maggior ragione se il 19 maggio scoccano i 35 anni: "Io penso di poter giocare ancora qualche anno a questi livello - prosegue il playmaker bresciano -, sarò il primo a decidere di fermarmi se mi accorgerò di non essere più al top. Ma finché mi diverto a giocare, andrò avanti". Il rinnovo biennale con la Juve è una pura formalità: manca solo la firma, come si dice in questi casi. "Più o meno ci siamo, aspettiamo solo il momento giusto per trovarci e decidere il tutto".
Inevitabile dare uno sguardo anche al passato, e a quel Milan che a ogni gol di Pirlo si mangia il fegato per aver rinunciato a uno dei più grandi talenti della storia del calcio italiano: "Ci siamo lasciati bene, e la decisione è stata presa da entrambe le parti. Io chiedevo un biennale, loro mi offrivano soltanto un anno. E poi l'allenatore (Allegri; ndr) non era convinto di farmi giocare nella mia posizione ideale. Quanto a Seedorf, abbiamo sempre avuto un bellissimo rapporto. Sono contento che ora sia più sereno. Dite che adesso è più rompiscatole di quando giocavamo insieme? Impossibile".
EURORIMPIANTI E SOGNI MONDIALI - L'insospettabile vena comica di Pirlo si scopre anche quando viene incalzato sulla marcatura ad personam montata su di lui dal centrocampista lionese Malbranque: "Pensate che era seduto accanto a me anche sul pullman, quando abbiamo lasciato lo stadio dopo la partita... Dite che sorrido poco? Chi mi conosce sa che mi piace divertirmi e scherzare". Non come Conte: "Lui in privato è più o meno quello lo stesso che vedete davanti alle telecamere".
Il numero 21 bianconero torna serio quando si parla della prematura uscita di scena della Signora dall'Europa che conta: "La qualificazione agli ottavi di Champions l'abbiamo persa sbagliando in Danimarca e col Galatasaray in casa. Sono sicuro che se fossimo andati avanti avremmo detto la nostra. Siamo molto più affiatati ed esperti rispetto agli anni scorsi: avremmo fatto la nostra bella figura". Dal girone abbordabile fallito dalla Juve in Champions a quello infernale che attende l'Italia al Mundial: "Chi è più forte fra Inghilterra e Uruguay? Più o meno si equivalgono, poi c'è la Costarica che ancora non conosciamo bene. Siamo in un gruppo duro, ma alla nostra portata".