LISBONA - Antonio Conte spinge i suoi verso la grande impresa in uno stadio, il Da Luz di Lisbona, che in questa stagione nessuna squadra ha ancora saputo violare. Il tecnico vuole tutto: scudetto ed Europa League: "In campionato ci sono 38 partite, mentre in Europa il margine d'errore è minimo. Qui conta molto lo stato di forma. Vincere è sempre molto complicato, ma proveremo a conquistare entrambe le competizioni, nonostante la concorrenza sia forte. Il Benfica ha una sicurezza in più di noi, avendo già portato a casa un titolo nazionale che gli mancava dal 2010 e che l'anno scorso aveva perso all'ultimo minuto. Loro possono concentrarsi esclusivamente sulla semifinale, noi invece abbiamo un onere in più".
Seduto al fianco di Gigi Buffon, l'allenatore bianconero affronta la stampa internazionale ostentando grande sicurezza. Conte è consapevole di giocarsi una bella fetta di credibilità europea, ma la pressione non sembra spaventarlo: "Sono molto sereno, farò del mio meglio, ma la bravura di un tecnico non si misura soltanto in base alle vittorie. No, non ho dovuto chiedere consigli sul Benfica a Benitez. Mi fido di me stesso e dei miei collaboratori. Ci attende una squadra molto molto forte, ma queste situazioni devono esaltarci". In chiusura, Conte risponde alle domande sulle condizioni di Tevez e Vidal: "Carlitos è tornato ad allenarsi, domani deciderò se andrà in campo dall'inizio o meno. Arturo, invece, non giocherà: resterà a riposo, così da poter tornare in una settimana".
BUFFON: "E' UNA GARA DA CHAMPIONS" - "Benfica-Juve è una partita da Champions League". Con questo spot Gigi Buffon presenta la semifinale di andata di Europa League, in programma domani sera (ore 21.05) nella bolgia del Da Luz di Lisbona. "Il Benfica si trova qui per caso, proprio come noi. E non meritava di perdere la finale di Europa League dell'anno scorso contro il Chelsea". Nessuna captatio benevolentiae. Il capitano bianconero sa bene di chi sta parlando: "Chi temo di più? Cardozo e Lima, ma anche i loro esterni e Luisao che, pur essendo un difensore, spesso e volentieri riesce a togliersi delle belle soddisfazioni. Le insidie principali arriveranno dalla loro organizzazione di gioco che esalta le qualità tecniche e offensive dei giocatori portoghesi". In campo due squadre "maledette": 15 finali europee gettate alle ortiche tra le Aquile (7) e la Zebra (8), di cui ben 10 di Coppa dei Campioni. La benedizione, per i bianconeri, è la finalissima sul prato di casa dello Stadium: "La finale in casa è un'opportunità da cogliere - sprona Buffon -, ma stiamo parlando di qualcosa ancora lontano. Mancano due gare molto difficili contro un Benfica che vorrà sicuramente giocare la finale di Torino al posto nostro".
SuperGigi, Pirlo e Tevez guidano una truppa poco esperta a livello internazionale: "Ma quello di domani sarà un bel test per tutti, anche per chi è più navigato. Io ne ho viste tante, ma non le ho ancora viste tutte. La cocente delusione di Istanbul può trasformarsi in un'opportunità importante per trovare quella consapevolezza europea che si guadagna soltanto vincendo. Faremo il massimo per vedere fino a dove riusciamo a spingerci. Vogliamo provare determinate sensazioni ed emozioni: questo è uno snodo molto importante per la crescita di una squadra".
VIDAL KO, TEVEZ OK - Sul fronte formazione, Conte sembra aver risolto il rebus di centrocampo. Stamani, infatti, Vidal non ha preso parte all'ultimo allenamento a Vinovo prima della rifinitura in programma nel tardo pomeriggio a Lisbona. Il centrocampista cileno sarà fuori uso domani sera (ore 21.05) allo stadio Da Luz, vittima del riacutizzarsi del fastidio al ginocchio contuso contro la Fiorentina. Allo stato attuale dell'arte, ai fianchi di Pirlo ci saranno quindi Marchisio e Pogba, con Licthsteiner e Asamoah in corsia. In difesa, a quasi due mesi dall'ultima volta (2 febbraio, Juve-Inter 3-1) si rivedrà finalmente il trio Barzagli-Bonucci-Chiellini. Primissime scelte anche in attacco. Tevez non è ancora al meglio della condizione, ma ha praticamente smaltito il fastidio all'adduttore e al tendine rotuleo, ed è dunque pronto a duettare con Vucinic, che a sorpresa sta vincendo la concorrenza con Giovinco e Llorente.
INTANTO SI PENSA GIA' AL FUTURO - Il futuro della Juve è già cominciato. Dopo tre anni esaltanti, Conte pretende le garanzie tecniche necessarie per provare a imbastire un nuovo ciclo vincente. Altrimenti, il cambiamento personale d'aria è nei programmi. Tra i "to do" degli uomini mercato bianconeri c'è l'innesto di un centrale (Ranocchia, Paletta), di un esterno sinistro (Lulic, Evra), ma soprattutto una mezza rivoluzione del reparto avanzato. Sono cominciate le grandi manovre per mettere le mani su un paio di elementi offensivi utili per passare all'occorrenza al 4-3-3, modulo giudicato più adatto per aggredire la Champions. Il nome più caldo è quello di Sanchez, un vecchio pallino di Conte. Il Niño Maravilla avrebbe dato il suo ok di massima a trasferirsi a Torino, ora però c'è da lottare con il Barcellona. In questo senso, la decisione della Fifa di sospendere il blocco del mercato blaugrana gioca in favore dei bianconeri, interessati al prestito con diritto di riscatto. Gli altri nomi sul taccuino di Marotta sono quelli di Lucas, Cerci, Cuadrado e Nani, per il quale c'è però un problema di ingaggio, come ha rivelato ieri il suo agente Pastorello.
L'altro nome nel mirino bianconero è quello di Mandzukic, elemento che ha letteralmente stregato Conte fin dai quarti di Champions League dell'anno scorso. Ma sul bomber del Bayern Monaco ci sono anche gli uomini mercato di quel Real Madrid che proporrebbe 30 milioni cash per convincere i bavaresi. Una cifra che la Signora potrebbe offrire soltanto in caso di una dolorosa separazione da un giovane chiamato Pogba.
L'unica certezza è che se Conte resterà al timone della Juventus il reparto d'attacco verrà rivoluzionato. Vucinic e Quagliarella hanno già la valigia pronta, così come Osvaldo, destinato a tornare in Premier League a meno di un forte sconto del Sunderland sul riscatto fissato a 19 milioni di euro. In bilico resta Giovinco, le cui quotazioni appaiono in netto rialzo.
Seduto al fianco di Gigi Buffon, l'allenatore bianconero affronta la stampa internazionale ostentando grande sicurezza. Conte è consapevole di giocarsi una bella fetta di credibilità europea, ma la pressione non sembra spaventarlo: "Sono molto sereno, farò del mio meglio, ma la bravura di un tecnico non si misura soltanto in base alle vittorie. No, non ho dovuto chiedere consigli sul Benfica a Benitez. Mi fido di me stesso e dei miei collaboratori. Ci attende una squadra molto molto forte, ma queste situazioni devono esaltarci". In chiusura, Conte risponde alle domande sulle condizioni di Tevez e Vidal: "Carlitos è tornato ad allenarsi, domani deciderò se andrà in campo dall'inizio o meno. Arturo, invece, non giocherà: resterà a riposo, così da poter tornare in una settimana".
BUFFON: "E' UNA GARA DA CHAMPIONS" - "Benfica-Juve è una partita da Champions League". Con questo spot Gigi Buffon presenta la semifinale di andata di Europa League, in programma domani sera (ore 21.05) nella bolgia del Da Luz di Lisbona. "Il Benfica si trova qui per caso, proprio come noi. E non meritava di perdere la finale di Europa League dell'anno scorso contro il Chelsea". Nessuna captatio benevolentiae. Il capitano bianconero sa bene di chi sta parlando: "Chi temo di più? Cardozo e Lima, ma anche i loro esterni e Luisao che, pur essendo un difensore, spesso e volentieri riesce a togliersi delle belle soddisfazioni. Le insidie principali arriveranno dalla loro organizzazione di gioco che esalta le qualità tecniche e offensive dei giocatori portoghesi". In campo due squadre "maledette": 15 finali europee gettate alle ortiche tra le Aquile (7) e la Zebra (8), di cui ben 10 di Coppa dei Campioni. La benedizione, per i bianconeri, è la finalissima sul prato di casa dello Stadium: "La finale in casa è un'opportunità da cogliere - sprona Buffon -, ma stiamo parlando di qualcosa ancora lontano. Mancano due gare molto difficili contro un Benfica che vorrà sicuramente giocare la finale di Torino al posto nostro".
SuperGigi, Pirlo e Tevez guidano una truppa poco esperta a livello internazionale: "Ma quello di domani sarà un bel test per tutti, anche per chi è più navigato. Io ne ho viste tante, ma non le ho ancora viste tutte. La cocente delusione di Istanbul può trasformarsi in un'opportunità importante per trovare quella consapevolezza europea che si guadagna soltanto vincendo. Faremo il massimo per vedere fino a dove riusciamo a spingerci. Vogliamo provare determinate sensazioni ed emozioni: questo è uno snodo molto importante per la crescita di una squadra".
VIDAL KO, TEVEZ OK - Sul fronte formazione, Conte sembra aver risolto il rebus di centrocampo. Stamani, infatti, Vidal non ha preso parte all'ultimo allenamento a Vinovo prima della rifinitura in programma nel tardo pomeriggio a Lisbona. Il centrocampista cileno sarà fuori uso domani sera (ore 21.05) allo stadio Da Luz, vittima del riacutizzarsi del fastidio al ginocchio contuso contro la Fiorentina. Allo stato attuale dell'arte, ai fianchi di Pirlo ci saranno quindi Marchisio e Pogba, con Licthsteiner e Asamoah in corsia. In difesa, a quasi due mesi dall'ultima volta (2 febbraio, Juve-Inter 3-1) si rivedrà finalmente il trio Barzagli-Bonucci-Chiellini. Primissime scelte anche in attacco. Tevez non è ancora al meglio della condizione, ma ha praticamente smaltito il fastidio all'adduttore e al tendine rotuleo, ed è dunque pronto a duettare con Vucinic, che a sorpresa sta vincendo la concorrenza con Giovinco e Llorente.
INTANTO SI PENSA GIA' AL FUTURO - Il futuro della Juve è già cominciato. Dopo tre anni esaltanti, Conte pretende le garanzie tecniche necessarie per provare a imbastire un nuovo ciclo vincente. Altrimenti, il cambiamento personale d'aria è nei programmi. Tra i "to do" degli uomini mercato bianconeri c'è l'innesto di un centrale (Ranocchia, Paletta), di un esterno sinistro (Lulic, Evra), ma soprattutto una mezza rivoluzione del reparto avanzato. Sono cominciate le grandi manovre per mettere le mani su un paio di elementi offensivi utili per passare all'occorrenza al 4-3-3, modulo giudicato più adatto per aggredire la Champions. Il nome più caldo è quello di Sanchez, un vecchio pallino di Conte. Il Niño Maravilla avrebbe dato il suo ok di massima a trasferirsi a Torino, ora però c'è da lottare con il Barcellona. In questo senso, la decisione della Fifa di sospendere il blocco del mercato blaugrana gioca in favore dei bianconeri, interessati al prestito con diritto di riscatto. Gli altri nomi sul taccuino di Marotta sono quelli di Lucas, Cerci, Cuadrado e Nani, per il quale c'è però un problema di ingaggio, come ha rivelato ieri il suo agente Pastorello.
L'altro nome nel mirino bianconero è quello di Mandzukic, elemento che ha letteralmente stregato Conte fin dai quarti di Champions League dell'anno scorso. Ma sul bomber del Bayern Monaco ci sono anche gli uomini mercato di quel Real Madrid che proporrebbe 30 milioni cash per convincere i bavaresi. Una cifra che la Signora potrebbe offrire soltanto in caso di una dolorosa separazione da un giovane chiamato Pogba.
L'unica certezza è che se Conte resterà al timone della Juventus il reparto d'attacco verrà rivoluzionato. Vucinic e Quagliarella hanno già la valigia pronta, così come Osvaldo, destinato a tornare in Premier League a meno di un forte sconto del Sunderland sul riscatto fissato a 19 milioni di euro. In bilico resta Giovinco, le cui quotazioni appaiono in netto rialzo.