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Le mani di Buffon sullo scudetto
Una stagione quasi perfetta

di TIMOTHY ORMEZZANO

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Ci sono le mani di Gigi Buffon sul terzo scudetto consecutivo della Juventus. Il numero uno dei numeri uno è stato protagonista di una stagione in crescendo. Nelle ultime giornate decisive per tenere la Roma a distanza di sicurezza, SuperGigi ha dato il meglio di sé, blindando a doppia mandata la sua porta. "Da ottobre a oggi credo di avere disputato la mia migliore annata in assoluto da quando gioco a calcio, e questo mi dà grande soddisfazione - ha recentemente ammesso lo stesso capitano bianconero -. Certe cose a 25 anni sono scontate, sembrano quasi dovute, ma quando arrivi come me a 36 anni tutti aspettano che tu abbia prima un cedimento e poi un crollo".

Tante parate provvidenziali, nessun infortunio o acciacco. Il manifesto della sua annata quasi perfetta, la tredicesima in bianconero, è il penalty parato a Calaiò nel finale di Genoa-Juve, prima della perla decisiva di Pirlo sul gong della sfida di Marassi. E chissà che 20 parate  -  tra Parma, Juve e Nazionale - su 108 tiri complessivi dagli undici metri (27,78%) non possano finalmente consegnare a Buffon l'ultimo riconoscimento che gli manca, al netto della Champions League: l'etichetta di pararigori. Proprio contro i rossoblù, il 16 marzo, Buffon disputa la sua 476ª partita con la Juventus, raggiungendo al quinto posto delle presenze all time il mito Dino Zoff e mettendo nel mirino il podio degli highlander bianconeri. Sempre a proposito di numeri extra-large, l'11 ottobre, contro la Danimarca, SuperGigi supera Cannavaro in testa alla classifica dei calciatori con più presenze in Nazionale (137), mentre il 24 novembre timbra a Livorno il suo 500° cartellino in Serie A. C'è pure il nuovo primato di imbattibilità di Buffon, 745 minuti con la porta chiusa: la serie, interrotta in casa dell'Atalanta, è la sesta miglior prestazione di tutti i tempi in Serie A.

E' da record, ma negativo, anche il punto più basso della super stagione di Buffon. Il 20 ottobre, la Fiorentina gli rifila 4 gol nel giro di appena 14 minuti: né il portiere né la Juve avevano mai subìto una simile scoppola in un tempo così breve. Altro inciampo il 25 gennaio contro la Lazio, quando una sua uscita fuoritempo su Klose provoca una reazione a catena: rigore, espulsione e via all'immancabile chiacchiericcio sui collegamenti tra la sua sbandata in campo e una sua eventuale sbandata sentimentale fuori dal campo. Ma Buffon quest'anno ha parato tutto, anche il gossip, dimostrando ancora una volta di avere nervi saldi e spalle larghe: chi ha battuto il mostro della depressione non può temere certi pettegolezzi più che da portiere da portineria.
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