TORINO - "La priorità è trattenere Conte, un patrimonio della società. Ha dimostrato di essere uno dei migliori ed è nostro dovere tenercelo stretto". Beppe Marotta indica chiaramente il primo obiettivo della Juventus. Intervenuto alla LIUC di Castellanza per la "Seconda Conferenza Annuale sul Calcio Professionistico in Europa", l'ad bianconero Beppe Marotta affronta il caso-Conte, non nasconde però le difficoltà: "La preoccupazione da parte dei tifosi è una preoccupazione saggia". Tutto tace, anche oggi. Le posizioni sono cristallizzate. Ma la Juve ha sempre più fretta di far cominciare il suo futuro.
MAROTTA: "PRIMA FESTEGGIAMO, POI DECIDIAMO" - Il D-Day, il giorno in cui l'allenatore dovrà comunicare la sua decisione al club, è slittato all'inizio della prossima settimana. Lunedì sarà probabilmente un giorno di riposo, dopo la bisboccia domenicale con bagno di folla nel tardo pomeriggio nel centro di Torino e successiva festa privata fino all'alba o quasi. La resa dei conti (o del Conte?) avverrà più probabilmente martedì. "Sulla vicenda Conte sono state dette e scritte tante cose, anche da me - prosegue Marotta -. Quest'ultima settimana, come abbiamo già detto, suggellerà il raggiungimento di uno straordinario traguardo sportivo. Ora prepariamo la festa. Finita la partita (domenica, ore 15, allo Stadium contro il Cagliari; ndr), la stagione chiuderà ufficialmente i battenti. Dopodiché, dalla settimana prossima parleremo di futuro e affronteremo anche la questione dell'allenatore". Il fatto che la questione sia stata sicuramente già affrontata in questi giorni fa parte di quel teatrino permanente che si chiama alta e intanto sottile diplomazia.
Restano infatti dei grandi punti interrogativi dietro ai sorrisi esibiti ieri sera allo Stadium, teatro della finale di Europa League, da Andrea Agnelli, John Elkann e Beppe Marotta. La tribuna della casa bianconera sembrava il giardino borgesiano dei destini incrociati. Da una parte Sir Alex Ferguson, il modello su cui la Juve vorrebbe plasmare il futuro di Conte. Dall'altra Montella e Spalletti, e cioè due dei maggiori candidati alla (possibile) successione del mister leccese. "L'incontro tra Conte e Ferguson? Ieri c'era un clima di festa - conclude Marotta -, la finale di una competizione importante come l'Europa League è sempre motivo di incontro con altri protagonisti, specie se icone come Alex Ferguson. È giusto che Conte possa carpire da lui dei consigli per quanto riguarda il suo futuro da allenatore. Devo solo sottolineare che il clima al nostro interno è assolutamente sereno. È doveroso riconoscere quello che ha fatto Conte, come abbiamo sottolineato più volte: Antonio è un allenatore preparato, ha inciso profondamente in quelli che sono stati gli obiettivi raggiunti da parte della società, quindi la preoccupazione da parte dei tifosi è una preoccupazione saggia".
AGNELLI-CONTE, NUOVO INCONTRO INFORMALE - Giornata dal clima molto amichevole, a Vinovo. Prima la chiacchiera informale tra Conte e Agnelli che, accompagnato dal ds Paratici e dal consigliere Nedved, ha pranzato nel quartier generale bianconero. Il presidente avrebbe ribadito l'ultimatum al tecnico in visti dei probabili giorni verità (lunedì o come detto, martedì). La società confida comunque in un lieto fine nonostante il fastidio procurato da atteggiamenti e parole del tecnico. Poi la sgambata contro il Vicenza (Lega Pro Prima Divisione) finita 5-0 grazie ai gol di Tevez (rigore), Marchisio (che poi colpirà anche un palo), Osvaldo (doppietta) e Quagliarella. A quattro giorni dal rompete le righe, la Juve ha ripreso a lavorare in vista dell'ultimo atto del suo campionato da sogno, domenica contro il Cagliari, quando cercherà di toccare la stratosferica quota 102 punti. In campo tutti i titolarissimi, per la gioia dei circa 150 tifosi, con la sola eccezione di Caceres e Ogbonna, gli unici impiegati per quasi tutti i novanta minuti. Squadra completamente trasformata dalle sostituzioni nella ripresa, quando il presidente Agnelli ha lasciato il quartiere generale juventino: Rubinho tra i pali, il giovane Sakor in regia, Isla e Peluso in corsia, Osvaldo e Quagliarella in attacco. Unico assente l'infortunato Vidal (che partirà venerdì per il Cile in accordo con i medici della Juve e della sua nazionale), mentre gli acciaccati Giovinco, Barzagli e Vucinic hanno lavorato a parte, prima dell'amichevole, così come Storari. Vinovo a porte aperte per i giornalisti fa notizia. L'evento, infatti, non si verificava dal lontano 10 ottobre 2013, con il Pavia a fare da sparring partner.
PIRLO: "DOMENICA L'ULTIMA DI CONTE? SPERO DI NO" - È saggio, e dunque preoccupato, anche Andrea Pirlo: "In tre anni Conte ci ha portato a vincere tre scudetti, spero che Juve-Cagliari di domenica non sia l'ultima partita con lui". Per adesso i tifosi bianconeri devono accontentarsi del rinnovo biennale del contratto del regista bresciano: "Più o meno abbiamo raggiunto l'accordo - conferma Pirlo a Sky Sport -, spero che l'annuncio possa essere dato tra qualche giorno". Poi, passando dal bianconero all'azzurro: "L'obiettivo minimo per l'Italia ai Mondiali in Brasile è quello di passare il turno - conclude Pirlo -, poi si vedrà, tutto può succedere. Il Brasile parte favorito, ma il calcio è tutto da giocare. Quanto inciderà sulle prestazioni il clima brasiliano? Molto, ma questo è un fattore importante per noi come per tutti".
MAROTTA: "PRIMA FESTEGGIAMO, POI DECIDIAMO" - Il D-Day, il giorno in cui l'allenatore dovrà comunicare la sua decisione al club, è slittato all'inizio della prossima settimana. Lunedì sarà probabilmente un giorno di riposo, dopo la bisboccia domenicale con bagno di folla nel tardo pomeriggio nel centro di Torino e successiva festa privata fino all'alba o quasi. La resa dei conti (o del Conte?) avverrà più probabilmente martedì. "Sulla vicenda Conte sono state dette e scritte tante cose, anche da me - prosegue Marotta -. Quest'ultima settimana, come abbiamo già detto, suggellerà il raggiungimento di uno straordinario traguardo sportivo. Ora prepariamo la festa. Finita la partita (domenica, ore 15, allo Stadium contro il Cagliari; ndr), la stagione chiuderà ufficialmente i battenti. Dopodiché, dalla settimana prossima parleremo di futuro e affronteremo anche la questione dell'allenatore". Il fatto che la questione sia stata sicuramente già affrontata in questi giorni fa parte di quel teatrino permanente che si chiama alta e intanto sottile diplomazia.
Restano infatti dei grandi punti interrogativi dietro ai sorrisi esibiti ieri sera allo Stadium, teatro della finale di Europa League, da Andrea Agnelli, John Elkann e Beppe Marotta. La tribuna della casa bianconera sembrava il giardino borgesiano dei destini incrociati. Da una parte Sir Alex Ferguson, il modello su cui la Juve vorrebbe plasmare il futuro di Conte. Dall'altra Montella e Spalletti, e cioè due dei maggiori candidati alla (possibile) successione del mister leccese. "L'incontro tra Conte e Ferguson? Ieri c'era un clima di festa - conclude Marotta -, la finale di una competizione importante come l'Europa League è sempre motivo di incontro con altri protagonisti, specie se icone come Alex Ferguson. È giusto che Conte possa carpire da lui dei consigli per quanto riguarda il suo futuro da allenatore. Devo solo sottolineare che il clima al nostro interno è assolutamente sereno. È doveroso riconoscere quello che ha fatto Conte, come abbiamo sottolineato più volte: Antonio è un allenatore preparato, ha inciso profondamente in quelli che sono stati gli obiettivi raggiunti da parte della società, quindi la preoccupazione da parte dei tifosi è una preoccupazione saggia".
AGNELLI-CONTE, NUOVO INCONTRO INFORMALE - Giornata dal clima molto amichevole, a Vinovo. Prima la chiacchiera informale tra Conte e Agnelli che, accompagnato dal ds Paratici e dal consigliere Nedved, ha pranzato nel quartier generale bianconero. Il presidente avrebbe ribadito l'ultimatum al tecnico in visti dei probabili giorni verità (lunedì o come detto, martedì). La società confida comunque in un lieto fine nonostante il fastidio procurato da atteggiamenti e parole del tecnico. Poi la sgambata contro il Vicenza (Lega Pro Prima Divisione) finita 5-0 grazie ai gol di Tevez (rigore), Marchisio (che poi colpirà anche un palo), Osvaldo (doppietta) e Quagliarella. A quattro giorni dal rompete le righe, la Juve ha ripreso a lavorare in vista dell'ultimo atto del suo campionato da sogno, domenica contro il Cagliari, quando cercherà di toccare la stratosferica quota 102 punti. In campo tutti i titolarissimi, per la gioia dei circa 150 tifosi, con la sola eccezione di Caceres e Ogbonna, gli unici impiegati per quasi tutti i novanta minuti. Squadra completamente trasformata dalle sostituzioni nella ripresa, quando il presidente Agnelli ha lasciato il quartiere generale juventino: Rubinho tra i pali, il giovane Sakor in regia, Isla e Peluso in corsia, Osvaldo e Quagliarella in attacco. Unico assente l'infortunato Vidal (che partirà venerdì per il Cile in accordo con i medici della Juve e della sua nazionale), mentre gli acciaccati Giovinco, Barzagli e Vucinic hanno lavorato a parte, prima dell'amichevole, così come Storari. Vinovo a porte aperte per i giornalisti fa notizia. L'evento, infatti, non si verificava dal lontano 10 ottobre 2013, con il Pavia a fare da sparring partner.
PIRLO: "DOMENICA L'ULTIMA DI CONTE? SPERO DI NO" - È saggio, e dunque preoccupato, anche Andrea Pirlo: "In tre anni Conte ci ha portato a vincere tre scudetti, spero che Juve-Cagliari di domenica non sia l'ultima partita con lui". Per adesso i tifosi bianconeri devono accontentarsi del rinnovo biennale del contratto del regista bresciano: "Più o meno abbiamo raggiunto l'accordo - conferma Pirlo a Sky Sport -, spero che l'annuncio possa essere dato tra qualche giorno". Poi, passando dal bianconero all'azzurro: "L'obiettivo minimo per l'Italia ai Mondiali in Brasile è quello di passare il turno - conclude Pirlo -, poi si vedrà, tutto può succedere. Il Brasile parte favorito, ma il calcio è tutto da giocare. Quanto inciderà sulle prestazioni il clima brasiliano? Molto, ma questo è un fattore importante per noi come per tutti".