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Juventus, Elkann: "Ho temuto di perdere Conte"

Il presidente di Exor, la holding del gruppo Agnelli, ammette che il divorzio dal tecnico è stato più di un'ipotesi: "Paura che andasse via? Stessa domanda dell'anno scorso, ma più pertinente...". Poi ha parlato anche della squadra: "ROsa importante con occhio al bilancio, l'Atletico insegna"
di TIMOTHY ORMEZZANO

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TORINO - Juventus e Conte mai come quest'anno sono state vicini a separare le loro strade. Che stavolta il divorzio sia stato più di un'ipotesi lo ammette anche John Elkann: "Se ho mai temuto che Conte non fosse più il nostro allenatore? E' la stessa domanda dell'anno scorso, però più pertinente...", ha detto il presidente di Exor, la holding del gruppo Agnelli, a margine dell'assemblea degli azionisti. Ora però si va avanti insieme: "Conte l'ho sentito ieri - ha aggiunto Elkann -, è convinto di quello che ha davanti ed è soddisfatto, come tutti noi, di quanto è stato fatto". Sull'ipotesi di rinnovo del contratto del tecnico, in scadenza tra un anno, il presidente di Exor ha aggiunto: "C'è molta serenità da parte di tutti di andare avanti in questo modo". Poi, tornando sulla recente vittoria del tricolore, Elkann ha rivendicato con orgoglio il record di punti: "La Juventus ha vinto tre scudetti di fila, l'ultimo dei quali è stato conquistato con 102 punti, un record mai visto prima nel campionato italiano".

JOHN ELKANN: "ROSA IMPORTANTE, MA OCCHIO AL BILANCIO" - La proprietà bianconera è scesa in campo anche sul futuro: la Juve resterà leader, con un gruppo di giocatori di primo piano, in grado di continuare a vincere in Italia e tentare l'assalto all'Europa. Ma sempre con un occhio ai bilanci. "La Juve ha storicamente avuto una rosa importante. Siamo tra le società europee che hanno l'organico più importante", ha detto Elkann durante l'assemblea degli azionisti Exor. "Nella nostra storia abbiamo sempre saputo conciliare i risultati sportivi, che sono la ragion d'essere di una club, ai vincoli finanziari propri di ogni società - ha aggiunto il numero uno di Exor -. E' una priorità che la società si è data e che continuerà a darsi". Come dire, la storia è importante, ma la matematica non è da meno.

"ATLETICO MADRID MODELLO VINCENTE" - Il modello ora si chiama Atletico Madrid: "Un colpo di testa sul mercato per vincere la Champions League? L'Atletico dimostra che quello non è un fattore differenziante; per questo la ragione per cui tutti amiamo il calcio è che non sono i soldi a fare la differenza", ha spiegato Elkann. "La cosa bella del calcio è che non è solo una questione di soldi, ma la capacità organizzativa, la grinta e anche la fortuna aiutano. L'Atletico Madrid, che ha vinto il campionato spagnolo ed è in finale di Champions, è un esempio molto tangibile".

"DROGBA NON E' VECCHIO"
- Anche gli ultimi nomi che si sono affacciati alla ribalta bianconera dovranno essere compatibili con gli standard economici della Juventus. E' il caso di Drogba ed Eto'o, le suggestioni più recenti per una Signora che offre il suo pass per la Champions in cambio di maggiore peso internazionale. Svincolato dal Galatasaray, il 36enne ivoriano ha dato la sua disponibilità a trasferirsi a Torino. Per L'Equipe e i bookmakers l'affare è praticamente fatto, anche se nelle ultime ore il Chelsea si sarebbe inserito nella trattativa. Il problema principale è l'ingaggio da nababbo richiesto da Drogba: 5 milioni netti, 1,5 in più di quanti ne propone Marotta per una stagione con opzione per un altro anno. "Drogba troppo vecchio? Roger Milla non era un bambino quando sorprese tutti con il Camerun...", ha detto Elkann, che poi ha aggiunto: "Uno tra Pogba e Vidal potrebbe partire? Non parlo di questo argomento, il mercato si farà interessante dopo il Mondiale".

SPUNTA ANCHE ETO'O
- Superati certi dubbi di natura anagrafica, restano dunque alcune perplessità legate alla portata finanziaria dell'operazione-Drogba. Le stesse perplessità che consigliano alla Juve massima cautela anche sul fronte per il 33enne Eto'o, la new entry del mercato bianconero. Dopo aver dato dell'idiota a Mourinho, colpevole di aver scherzato sulla sua carta d'identità, il camerunese vuole lasciare il Chelsea per intraprendere una nuova avventura. Qualche giorno fa Eto'o ha smentito la possibilità di trasferirsi negli Usa o in Medio Oriente, dicendo di voler continuare "a giocare in Champions League, non dirò dove ma ad alti livelli: la fine della mia storia d'amore con questa competizione è ancora lontana". La palla ora passa alla Signora, che sta valutando attentamente i costi del matrimonio. I Blues garantivano a Eto'o 6 milioni netti stagionali. Per dirla con John Elkann, uno stipendio fuori dai "vincoli finanziari della società".

PEREYRA E IMMOBILE, SI TRATTA - Intanto è entrata nel vivo la trattativa per Pereyra. "Il giocatore piace molto alla Juve e non solo. Pereyra ha enormi margini di crescita. Speriamo si trovi la soluzione giusta", ha auspicato il ds dell'Udinese Giaretta ai microfoni di Sky Sport 24. L'incontro di oggi tra l'ad Marotta e i dirigenti friulani non è bastato per trovare un accordo. La trattativa prosegue, con la Juve intenzionata a limare la dozzina di milioni richiesti dall'Udinese inserendo una contropartita tecnica (Zaza o Marrone). Ma i due club bianconeri hanno anche parlato del riscatto di Isla - Pozzo sarebbe disposto ad abbassare la richiesta di 9,4 milioni per l'altra metà del cartellino  -  e della situazione di Cuadrado e Candreva, giocatori che l'Udinese ha in comproprietà rispettivamente con Fiorentina e Lazio. "Stiamo parlando con le rispettive società e anche qui speriamo di arrivare a una buona soluzione per tutti - ha proseguito Giaretta -; per ora non pensiamo di andare alle buste, ma non possiamo escluderlo".

A proposito di comproprietà, cucito lo strappo dei giorni scorsi, la Juve è al lavoro con il Toro per ottenere il massimo dalla cessione di Immobile al Borussia Dortmund, che avrebbe alzato l'offerta da 16 a 20 milioni. Una cifra che accontenterebbe i bianconeri ma non ancora i granata. Il presidente Cairo valuta infatti il bomber della Serie A intorno ai 25 milioni, ma il club tedesco confida che il Toro, sulla falsariga della Juve, possa ridurre le sue pretese. 
 
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