TORINO - La Juve è sempre in testa, il Milan insegue, Roma e Real Madrid sembrano defilate. E' la volata per Iturbe, ancora in attesa del "golpe final", come ha twittato mercoledì. Nessun passo avanti, oggi. Dall'entourage del giocatore continua a filtrare la sua preferenza per i bianconeri, che gli offrono un quinquennale da 2 milioni più bonus e il palcoscenico della Champions League. E nel calciomercato, si sa, la volontà dei giocatori fa quasi sempre la differenza. Resta però da definire la parte più complessa dell'operazione, l'accordo con il Verona che ha calato le sue pretese da 30 a 27 milioni, sempre tanti. Anche la Juve ha mosso un (altro) passo verso l'intesa, rilanciando da 20 a 23 milioni, con possibilità di arrivare fino al probabile punto di incontro, 25 milioni, non uno di più, cifra che in corso Galileo Ferraris non si sentiva formulare dai tempi di Diego e Melo. L'offerta ingloberebbe Quagliarella, valutato 5 milioni, però più tentato da quelle sirene granata che gli offrono la possibilità di cambiare squadra senza cambiare città.
Il Verona non ha fretta, ascolta anche il Milan, che sussurra un'offerta di 28 milioni (17 subito, 11 a rate), e intanto spera nell'inserimento di un altro club, il classico terzo incomodo, non importa se con accento romano o castigliano. Ma la fumata bianca (o bianconera?) appare sempre più vicina.
Ma la Juve pedala spedita anche su altri fronti. Iturbe esclude Sanchez, ormai tentato dalla Premier League (in testa l'Arsenal), ma certamente non Morata. Anche qui c'è l'intesa economica con il 21enne spagnolo, che per la Juve ha rifiutato pure il Monaco, ma manca quella con il suo club. Il Real Madrid chiede 25 milioni, oltre al diritto di riacquisto del ragazzo fatto in casa (blanca). Nei prossimi giorni è previsto un nuovo blitz spagnolo dell'avvocato Bozzo, con il compito di formalizzare il rilancio da 15 a 18 milioni (2 per il prestito, 16 per il riscatto) più bonus e di definire la clausola di controriscatto in favore delle merengues. La Juve non nasconde un certo ottimismo, dettato dalla ferma volontà di Morata di abbracciare la causa bianconera.
Intanto qualcosa si muove anche in difesa. Piace sempre il serbo Nastasic, che però è la chiave del Manchester City per convincere la Roma a cedere Benatia. Le alternative principali sono due giocatori eclettici come il colombiano del River Plate Balanta, venerdì atteso all'esame-Neymar davanti all'osservatore bianconero Sandreani, e il tedesco della Samp Mustafi, convitato di pietra nella cena milanese di mercoledì tra l'ad bianconero Marotta e il (quasi ex) dirigente blucerchiato Braida.
Il Verona non ha fretta, ascolta anche il Milan, che sussurra un'offerta di 28 milioni (17 subito, 11 a rate), e intanto spera nell'inserimento di un altro club, il classico terzo incomodo, non importa se con accento romano o castigliano. Ma la fumata bianca (o bianconera?) appare sempre più vicina.
Ma la Juve pedala spedita anche su altri fronti. Iturbe esclude Sanchez, ormai tentato dalla Premier League (in testa l'Arsenal), ma certamente non Morata. Anche qui c'è l'intesa economica con il 21enne spagnolo, che per la Juve ha rifiutato pure il Monaco, ma manca quella con il suo club. Il Real Madrid chiede 25 milioni, oltre al diritto di riacquisto del ragazzo fatto in casa (blanca). Nei prossimi giorni è previsto un nuovo blitz spagnolo dell'avvocato Bozzo, con il compito di formalizzare il rilancio da 15 a 18 milioni (2 per il prestito, 16 per il riscatto) più bonus e di definire la clausola di controriscatto in favore delle merengues. La Juve non nasconde un certo ottimismo, dettato dalla ferma volontà di Morata di abbracciare la causa bianconera.
Intanto qualcosa si muove anche in difesa. Piace sempre il serbo Nastasic, che però è la chiave del Manchester City per convincere la Roma a cedere Benatia. Le alternative principali sono due giocatori eclettici come il colombiano del River Plate Balanta, venerdì atteso all'esame-Neymar davanti all'osservatore bianconero Sandreani, e il tedesco della Samp Mustafi, convitato di pietra nella cena milanese di mercoledì tra l'ad bianconero Marotta e il (quasi ex) dirigente blucerchiato Braida.