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Juventus, Allegri 'archivia' il fantasma di Conte: "Non abbiamo crediti con nessuno. Inter può competere con noi e Roma" 

Parla l'allenatore bianconero alla vigilia della prima di campionato contro il Chievo: "Partita difficile. Tante assenze, devo ancora valutare lo schema per la difesa". Sul suo predecessore: "Ho portato una filosofia un po' diversa, non c'è bisogno di essere autoritari ma autorevoli. Vidal resterà" di TIMOTHY ORMEZZANO
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TORINO - "Quello che la Juve ha fatto negli ultimi tre anni rimarrà nella storia, ma domani si riparte. Non abbiamo crediti con nessuno. Dobbiamo lavorare, correre e vincere, che nel calcio è l'unica cosa che conta". Parola di Massimiliano Allegri, che chiude il suo manifesto programmatico citando Giampiero Boniperti. A 24 ore dalla prima uscita ufficiale in bianconero, sabato in casa del Chievo, il tecnico livornese pesa l'emergenza. La sua Juve è attesa da una partenza in salita, senza tre colonne portanti della formazione campione d'Italia (Barzagli, Chiellini, Pirlo), oltre al nuovo acquisto più importante ed oneroso (Morata), e con Giovinco e Llorente recuperati soltanto per la panchina. Viste le difficoltà Allegri sembra orientato a tornare al modulo più conosciuto alla squadra, il 3-5-2, con Caceres, Bonucci e Ogbonna davanti a Buffon, Lichtsteiner e Asamoah in corsia, Marchisio in regia protetto da Pogba e Vidal, con Coman in…
TORINO - "Quello che la Juve ha fatto negli ultimi tre anni rimarrà nella storia, ma domani si riparte. Non abbiamo crediti con nessuno. Dobbiamo lavorare, correre e vincere, che nel calcio è l'unica cosa che conta". Parola di Massimiliano Allegri, che chiude il suo manifesto programmatico citando Giampiero Boniperti. A 24 ore dalla prima uscita ufficiale in bianconero, sabato in casa del Chievo, il tecnico livornese pesa l'emergenza. La sua Juve è attesa da una partenza in salita, senza tre colonne portanti della formazione campione d'Italia (Barzagli, Chiellini, Pirlo), oltre al nuovo acquisto più importante ed oneroso (Morata), e con Giovinco e Llorente recuperati soltanto per la panchina. Viste le difficoltà Allegri sembra orientato a tornare al modulo più conosciuto alla squadra, il 3-5-2, con Caceres, Bonucci e Ogbonna davanti a Buffon, Lichtsteiner e Asamoah in corsia, Marchisio in regia protetto da Pogba e Vidal, con Coman in vantaggio su Pereyra per giocare alle spalle di Tevez.

Massimiliano Allegri, qual è la situazione degli infortunati?

"Abbiamo passato una settimana non facile, che potrebbe però servirci a drizzare le orecchie. A Verona andiamo in 22, con 3 portieri: siamo abbastanza per una partita di calcio. Gli influenzati Llorente e Giovinco stamani hanno lavorato a parte. Verranno con noi, ma partiranno dalla panchina sperando di non doverli impiegare. Pirlo ha preso un colpo al Trofeo Tim: all'inizio non si era capita l'entità del danno che purtroppo lo terrà fermo per un po' di tempo".
Che partita sarà quella contro il Chievo?
"Ci attende una partita difficile, perché è la prima, perché il Chievo ha cambiato molti giocatori. C'è molta attesa per vedere all'opera la squadra. Serviranno massima concentrazione e attenzione per tutti i 95 minuti. Sono sereno, siamo pronti e vogliamo cominciare bene il campionato. Davanti alla difesa giocherà Marchisio. Difesa a tre o quattro? Devo ancora valutare, il Chievo ha diverse soluzioni offensive".

Come sta Vidal? Si può dire che resterà alla Juve al cento per cento?
"Arturo si è allenato bene, il suo ginocchio va gestito, ma domani partirà da titolare. Come abbiamo ripetuto più volte, per noi Vidal è un giocatore fondamentale e resterà alla Juventus".
Quali certezze ha la Juve? Sente la squadra già sua?
"So di avere un gruppo solido a livello caratteriale. Questi giocatori si conoscono da tre anni. La squadra ho iniziata a sentirla mia dal primo giorno. Qui ho trovato un ambiente e un gruppo eccezionali. E le cose miglioreranno col tempo".

Si avverte ancora la presenza del fantasma di Conte? Quale eredità le ha lasciato?
"Qui ho trovato un gruppo con regole, disciplina e grande cultura del lavoro. In questo mese ho portato una filosofia un po' diversa. Ogni allenatore ha il suo modo di vedere il  calcio e di vincere".
Si dice che lei alzi poco la voce.
"Non c'è bisogno di essere autoritari, ma autorevoli. Io ho avuto grandi allenatori che insegnavano senza alzare la voce e altri che urlavano molto ma non ti insegnavano niente".

Le statistiche dicono che Allegri ha una storia di partenze piuttosto difficili.

"Se ne parla tutti gli anni, l'unica partenza buona l'ho fatta a Sassuolo, quando vinsi la Serie C. La squadra ha una buona tenuta fisica, ma domani conterà di più la condizione mentale.
Una vittoria ci permetterebbe di lavorare serenamente durante la sosta, anche se mancheranno tanti nazionali".
Quali sono le favorite per lo scudetto?
"Oltre alla Juve e alla Roma c'è l'Inter, che ha fatto un ottimo mercato, e ovviamente il Napoli: l'eliminazione dalla Champions non abbassa il valore della squadra di Benitez. La Fiorentina ha recuperato Rossi e Gomez e trattenuto Cuadrado. Il Milan è reduce da un'annata sfortunata e confusa ma, conoscendo Galliani, negli ultimi giorni di mercato si inventerà qualcosa. Anche la Lazio si è rinforzata. In generale, ci sono sette o otto squadre molto più forti delle altre".

Cosa pensa di Rudi Garcia?

"E' stato molto bravo a capire velocemente il calcio italiano. Ma la Roma può contare anche su tanti giocatori importanti, a livello fisico e tecnico. I giallorossi sono tra i grandi favoriti alla vittoria finale".
E' soddisfatto del girone di Champions League?
"Affrontiamo quattro campioni dei rispettivi paesi. Non è un girone facile, è più equilibrato di quanto potrebbe sembrare. E poi ricordiamoci come andò a finire l'anno scorso. Il Malmö è già in forma, l'Atletico Madrid è quello dell'anno scorso e l'Olympiacos ha tanti stranieri e ha già passato il turno l'anno scorso. Ci sarà da combattere, abbiamo possibilità di accedere agli ottavi, il primo obiettivo della nostra stagione, ma non sarà u'impresa semplice".

Quali obiettivi avete in Europa? 
"Il nostro obiettivo è sempre il massimo. Ma la Champions è una competizione particolare, se gli incastri vanno bene puoi ritrovarti in finale. Certo che Real Madrid, Bayern Monaco, Psg Barcellona e Manchester City hanno fatto un altro tipo di mercato, il gap con le italiane si è allargato, ma non è detto che Juve e Roma non possano puntare a vincere".
Cosa si aspetta ancora dal mercato?
"Alla vigilia di una partita non ha senso parlare di mercato. Da domani sera con la società valuteremo se sarà necessario integrare una rosa già forte".