TORINO - Vigilia di Juve-Roma, in palio la prima mini-fuga del campionato e, per i bianconeri, il primato assoluto di ventidue vittorie interne consecutive, una in più del Grande Torino, e il record nella storia juventina di tredici successi di fila in campionato. Allegri è orientato a fare un solo cambio rispetto all'undici sconfitto di misura dall'Atletico Madrid: Asamoah al posto di Evra sulla fascia sinistra. Per il resto, avanti con i soliti noti: il recuperato Caceres, Bonucci e Chiellini davanti a Buffon; Lichtsteiner a destra, Vidal, Marchisio e Pogba in mezzo al campo, Tevez e Llorente in attacco. Pirlo partirà dalla panchina e al massimo potrà disputare uno spezzone: "Andrea non gioca da un mese e mezzo, non ha minutaggio nelle gambe - spiega il tecnico bianconero -. Vogliamo riaverlo nelle condizioni migliori, perché è un giocatore fondamentale in grado di alzare il livello tecnico della squadra. Quanto a Caceres e Morata, sono entrambi recuperati e disponibili".
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Massimiliano Allegri, le critiche del dopo-Madrid sono state eccessive?
"Credo che la squadra abbia giocato con buona personalità su un campo difficile. E' stata una partita non bellissima e molto tattica, dove chi sbagliava perdeva. E' capitato a noi, ma abbiamo affrontato l'Atletico senza timori riverenziali. Loro hanno vinto la Liga e hanno quasi vinto l'ultima Champions. Non era facile, dopo la parata di Buffon con i piedi il risultato sembrava incanalato verso lo 0-0. A volte non si riesce a vincere, ma si esprime comunque un gioco importante. Ci vuole grande equilibrio, nelle sconfitte e nelle vittorie. Una partita non decide assolutamente una stagione. Certo, un risultato positivo ci avrebbe dato grandi possibilità di passare il turno, ma questo ko non preclude il passaggio del turno".
Quali errori avete commesso a Madrid?
"Abbiamo ritardato la chiusura nell'azione del gol, commettendo un errore di squadra, poi è stato bravo Juanfran a mettere la palla in mezzo".
E' la sesta giornata più importante della sua carriera?
"Non ricordo le altre, ma ci attende una partita sicuramente molto importante contro una squadra che ha acquisito grande consapevolezza dei propri mezzi. La Juventus viene da tre scudetti vinti e ha grande voglia di riconfermarsi. Non sarà facile vincere, così come non sarà facile batterci".
Molti sostengono che, dopo il mercato estivo e l'addio di Conte, il gap tra la Juve e la Roma si è ristretto. Dopo il gran lavoro che ha fatto in questi mesi, è una tesi ancora valida?
"Loro hanno fatto un ottimo mercato, così come noi. I giallorossi sono in crescita, noi abbiamo ancora margini di miglioramento. Alla fine della stagione vedremo chi sarà stato il più forte. Nell'arco delle 38 partite vince sempre il migliore".
Chi arriva meglio, a livello psicologico, alla partita di domani?
"Arriviamo alla pari, anche in classifica, visto che siamo entrambe in testa al campionato. La sconfitta di Madrid non cambia il valore della nostra squadra. Penso alla Champions dell'anno scorso: la Juve aveva vinto solamente una partita, ma questo non per questo aveva perso il suo valore. Noi arrabbiati? No, non mi piace dire che siamo arrabbiati, semmai siamo consapevoli di affrontare una compagine forte come la Roma. Dobbiamo giocare con la stessa intensità fisica di Madrid, ma con un livello tecnico superiore.
Meglio puntare su Vidal, anche se non ancora al cento per cento, oppure su un giocatore in forma come Pereyra?
"Io punterei su tutti e due, visto che le partite durano 95 minuti. Arturo mercoledì a Madrid non ha giocato ai suoi livelli, ma soltanto giocando può migliorare le sue prestazioni e la sua condizione. Barzagli? Sta lavorando, speriamo di riaverlo al più presto".
Asamoah darà il cambio a Evra?
"Il mio dubbio è proprio questo: Asamoah e Evra sono due giocatori di grande affidabilità. Domani potrebbe essere la volta di Kwadwo, perché Patrice ha giocato le ultime tre partite".
Che Roma si aspetta a livello tattico?
"Non credo che, viste le conseguenze, loro giocheranno come avevano fatto nella prima mezz'ora dell'anno scorso a Torino. Penso che faranno una partita diversa".
Totti ha qualcosa in più di tutti?
"Totti è un giocatore che ha fatto la storia del calcio italiano, così come altri grandi numeri dieci tipo Baggio e Del Piero. Lui si mantiene bene, ha grandissima tecnica, affidabilità ed esperienza, e Garcia lo gestisce al meglio".
Quanto pensa che conterà il fattore campo?
"I nostri tifosi ci danno sempre un grande supporto. Lo Stadium è un impianto affascinante e particolare che sicuramente ci può offrire qualcosa in più".
E' sempre convinto che lo scudetto non sia una corsa a due?
"Ci sono ancora tanti punti in palio, è troppo presto per parlare di un duello. Il valore delle altre squadre è grande, anche se si trovano un po' indietro in classifica. Detto questo, dobbiamo cercare di fare più punti possibili, a partire da domani contro una Roma che ha molto tecnica e fisicità e che, come noi, arriva da un ottimo momento".
Vincere può servire a ribadire gerarchie e a far crescere l'autostima?
"Indipendentemente dal risultato, noi siamo consapevoli della nostra forza: in questo momento la Roma è l'antagonista principale, ma indipendentemente da quello che succederà domani non sarà una sfida decisiva, visto che ci sono ancora 96 punti in palio".
Quanto sarà importante sapersi adattare al gioco degli avversari?
"Dovremo concedere il meno possibile, consapevoli delle loro qualità e debolezze, e cercando di sfruttare i nostri punti di forza".
Ha mai avuto rimpianti di non essere stato al posto di Garcia? Se sì, la Juve l'ha aiutata a cancellarli?
"Mai avuto rimpianti in vita mai. Quando uno fa una scelta è quella giusta, e non si può tornare indietro. Se fossi diventato l'allenatore della Roma magari oggi non sarei qui. Anche quando ho scelto di rimanere al Milan ero sicuro di me stesso, a prescindare da come sono poi andate le cose".
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Massimiliano Allegri, le critiche del dopo-Madrid sono state eccessive?
"Credo che la squadra abbia giocato con buona personalità su un campo difficile. E' stata una partita non bellissima e molto tattica, dove chi sbagliava perdeva. E' capitato a noi, ma abbiamo affrontato l'Atletico senza timori riverenziali. Loro hanno vinto la Liga e hanno quasi vinto l'ultima Champions. Non era facile, dopo la parata di Buffon con i piedi il risultato sembrava incanalato verso lo 0-0. A volte non si riesce a vincere, ma si esprime comunque un gioco importante. Ci vuole grande equilibrio, nelle sconfitte e nelle vittorie. Una partita non decide assolutamente una stagione. Certo, un risultato positivo ci avrebbe dato grandi possibilità di passare il turno, ma questo ko non preclude il passaggio del turno".
Quali errori avete commesso a Madrid?
"Abbiamo ritardato la chiusura nell'azione del gol, commettendo un errore di squadra, poi è stato bravo Juanfran a mettere la palla in mezzo".
E' la sesta giornata più importante della sua carriera?
"Non ricordo le altre, ma ci attende una partita sicuramente molto importante contro una squadra che ha acquisito grande consapevolezza dei propri mezzi. La Juventus viene da tre scudetti vinti e ha grande voglia di riconfermarsi. Non sarà facile vincere, così come non sarà facile batterci".
Molti sostengono che, dopo il mercato estivo e l'addio di Conte, il gap tra la Juve e la Roma si è ristretto. Dopo il gran lavoro che ha fatto in questi mesi, è una tesi ancora valida?
"Loro hanno fatto un ottimo mercato, così come noi. I giallorossi sono in crescita, noi abbiamo ancora margini di miglioramento. Alla fine della stagione vedremo chi sarà stato il più forte. Nell'arco delle 38 partite vince sempre il migliore".
Chi arriva meglio, a livello psicologico, alla partita di domani?
"Arriviamo alla pari, anche in classifica, visto che siamo entrambe in testa al campionato. La sconfitta di Madrid non cambia il valore della nostra squadra. Penso alla Champions dell'anno scorso: la Juve aveva vinto solamente una partita, ma questo non per questo aveva perso il suo valore. Noi arrabbiati? No, non mi piace dire che siamo arrabbiati, semmai siamo consapevoli di affrontare una compagine forte come la Roma. Dobbiamo giocare con la stessa intensità fisica di Madrid, ma con un livello tecnico superiore.
Meglio puntare su Vidal, anche se non ancora al cento per cento, oppure su un giocatore in forma come Pereyra?
"Io punterei su tutti e due, visto che le partite durano 95 minuti. Arturo mercoledì a Madrid non ha giocato ai suoi livelli, ma soltanto giocando può migliorare le sue prestazioni e la sua condizione. Barzagli? Sta lavorando, speriamo di riaverlo al più presto".
Asamoah darà il cambio a Evra?
"Il mio dubbio è proprio questo: Asamoah e Evra sono due giocatori di grande affidabilità. Domani potrebbe essere la volta di Kwadwo, perché Patrice ha giocato le ultime tre partite".
Che Roma si aspetta a livello tattico?
"Non credo che, viste le conseguenze, loro giocheranno come avevano fatto nella prima mezz'ora dell'anno scorso a Torino. Penso che faranno una partita diversa".
Totti ha qualcosa in più di tutti?
"Totti è un giocatore che ha fatto la storia del calcio italiano, così come altri grandi numeri dieci tipo Baggio e Del Piero. Lui si mantiene bene, ha grandissima tecnica, affidabilità ed esperienza, e Garcia lo gestisce al meglio".
Quanto pensa che conterà il fattore campo?
"I nostri tifosi ci danno sempre un grande supporto. Lo Stadium è un impianto affascinante e particolare che sicuramente ci può offrire qualcosa in più".
E' sempre convinto che lo scudetto non sia una corsa a due?
"Ci sono ancora tanti punti in palio, è troppo presto per parlare di un duello. Il valore delle altre squadre è grande, anche se si trovano un po' indietro in classifica. Detto questo, dobbiamo cercare di fare più punti possibili, a partire da domani contro una Roma che ha molto tecnica e fisicità e che, come noi, arriva da un ottimo momento".
Vincere può servire a ribadire gerarchie e a far crescere l'autostima?
"Indipendentemente dal risultato, noi siamo consapevoli della nostra forza: in questo momento la Roma è l'antagonista principale, ma indipendentemente da quello che succederà domani non sarà una sfida decisiva, visto che ci sono ancora 96 punti in palio".
Quanto sarà importante sapersi adattare al gioco degli avversari?
"Dovremo concedere il meno possibile, consapevoli delle loro qualità e debolezze, e cercando di sfruttare i nostri punti di forza".
Ha mai avuto rimpianti di non essere stato al posto di Garcia? Se sì, la Juve l'ha aiutata a cancellarli?
"Mai avuto rimpianti in vita mai. Quando uno fa una scelta è quella giusta, e non si può tornare indietro. Se fossi diventato l'allenatore della Roma magari oggi non sarei qui. Anche quando ho scelto di rimanere al Milan ero sicuro di me stesso, a prescindare da come sono poi andate le cose".