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Juventus verso Malmoe: irresistibile in Italia, Allegri cerca conferme in Europa

In Svezia un crocevia da dentro o fuori per evitare di doversi giocare tutto contro l'Atletico Madrid. Con il tecnico ci saranno tutti i migliori: in attacco Tevez è chiamato a ripetere le magie dell'andata, quando colpì gli svedesi con una doppietta d'autore
di TIMOTHY ORMEZZANO

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TORINO - Ora serve una Juve da esportazione. Inarrestabile nel cortile della Serie A, la squadra bianconera cerca conferme internazionali, mercoledì in casa del Malmö. Il penultimo impegno del Gruppo A è un'altra sfida da dentro o fuori, un crocevia per l'Europa che conta. "Con il passare delle ore e l'avvicinarsi della partita salgono concentrazione e adrenalina", assicura il sito ufficiale bianconero.

Vietato ripetere gli errori commessi nelle ultime due stagioni proprio contro altre due squadre scandinave, il Nordsjaelland (1-1 nell'ottobre 2012)  e il Copenaghen (1-1 nel settembre 2013). La Juve vuole evitare di giocarsi la qualificazione agli ottavi di finale all'ultima spiaggia, il 9 dicembre allo Stadium contro i vicecampioni d'Europa dell'Atletico Madrid. Questa volta i segnali sono ottimi. Più forte delle trappole che riserva ogni sosta del campionato, la Juve ha ricominciato da dove aveva terminato: vincendo in goleada, con buona pace della Lazio. Non come un mese fa, quando la squadra di Allegri ripartì inciampando a Sassuolo e cadendo in casa dell'Olympiacos.

La Signora ha insomma tutto per non fallire: un abito su misura per le serate di Champions, il 4-3-1-2 oppure 4-3-2-1 confezionato da Allegri, il pieno di autostima, i colpi di classe dei vari Pirlo, Pogba e Tevez e la formazione (quasi) migliore. Davanti a Buffon ci saranno Bonucci e Chiellini, con Lichtsteiner e il recuperato Evra sulle corsie esterne; Pirlo e Vidal rispettivamente al vertice basso e alto del rombo di centrocampo, con Marchisio e Pogba in posizione di interni e attacco affidato a Llorente e Tevez, quest'ultimo chiamato a bissare le magie dell'andata, quando punì il Malmö con una doppietta d'autore, rompendo un digiuno dal gol in Champions che durava da oltre 5 anni (7 aprile 2009, Manchester United-Porto 2-2).
Oggi la squadra ha svolto una seduta pomeridiana prevalentemente tattica. Martedì è in programma un allenamento mattutino a Vinovo prima della partenza alla volta della Svezia, dove nel tardo pomeriggio sono previste la camminata di rito sul prato dello Swedbank Stadium e alle ore 19 la conferenza stampa della vigilia, protagonisti Allegri e Tevez.

RAIOLA: "JUVE FORTE PER TRATTENERE A LUNGO POGBA" - "Pogba è una stella mondiale ormai e la Juventus è forte abbastanza per trattenerlo per lungo tempo e per questo abbiamo rinnovato, anche se è difficile trattenere le stelle, non per la Juve ma per il campionato italiano". Mino Raiola si 'coccola' Paul Pogba. "E' un grande professionista - spiega a 'La Politica nel Pallone' su Gr Parlamento -. Vedo in lui le stesse caratteristiche di Ibrahimovic o Nedved, forza mentale e fisica, talento, senso di sacrificio. Vincerà più di un Pallone d'Oro". Raiola rivela che "la Juve ha rifiutato due offerte importanti" per il centrocampista francese, per il quale è impossibile stabilire un prezzo, "perchè quello lo fa chi acquista. Ma oggi è il giocatore più caro sul mercato mondiale". Nessun allarme però per i tifosi bianconeri perchè "i rapporti con la Juve sono ottimi, almeno fino a quando non c'è niente sul tavolo", aggiunge l'agente Fifa, che sente di escludere un ritorno in Italia di Ibrahimovic. "Non credo, lui decide di anno in anno, da come si sente e da cosa c'è sul tavolo come progetto, per adesso sta a Parigi".

Tra i campioni di domani, Raiola suggerisce Ricardo Kishna dell'Ajax, "è allo stesso livello di Pogba: fa gol, è un attaccante molto completo, ha talento e fisico e una valutazione ancora abbordabile per le italiane". E a questo proposito, l'agente di Ibra e Balotelli suggerisce un cambio di filosofia, puntando su "giocatori in crescita" anzichè a fine carriera. "Bisogna decidere se stare alla fine della linea di produzione o dentro e allora cercare calciatori con profilo diverso, giovani con grandi margini di miglioramento". E per una serie A più competitiva, Raiola invoca una distribuzione diversa dei ricavi dalla Champions, "non 50-60 milioni a una o due squadre, aumentando così il dislivello, ma all'intero campionato che poi redistribuisce al suo interno fra le varie società per avere un torneo più equilibrato". E ovviamente servono gli stadi, magari con un aiuto dalla politica "perchè se Berlusconi non ha fatto da sè il proprio stadio, allora nessuno può riuscirci".
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