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Juventus, Allegri: "Non possiamo più sbagliare. Snejider? Aumenterebbe la competizione"

Il tecnico bianconero non si fida dell'Inter ("Sono in ripresa e la prima uscita dell'anno è sempre difficile") e parla del possibile arrivo dell'olandese: "Andrebbe a completare un reparto già forte". E poi pensa a Tevez, giocatore 'in scadenza': "Si comporterà sempre da grande professionista"
di TIMOTHY ORMEZZANO

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TORINO - "Non abbiamo più tempo per sbagliare", avverte Massimiliano Allegri. La sua Juventus ha racimolato una sola vittoria, a Cagliari, nelle ultime cinque uscite tra campionato e coppe. Urge un immediato cambio di marcia, dopo la sosta invernale: "Il ko in Supercoppa non ha causato un contraccolpo psicologico - assicura il tecnico -, parliamo di una partita risolta soltanto dopo quindici calci di rigore... È vero, abbiamo  sbagliato tre matchpoint e subìto qualche tiro di troppo da una squadra che ritroveremo tra meno di sette giorni. Spiace aver perso, ma il nostro è un percorso quasi netto. Ci sono dei momenti in cui, complice un po' di stanchezza, non è facile vincere. Nelle ultime partite non siamo stati molto continui a livello di gioco. Ma la squadra è di nuovo carica, dopo cinque mesi di grande intensità aveva bisogno di un po' di vacanza".

Allegri non si fida della ripresa del campionato, un turno un po' pazzerello per le incognite portate dalla sosta natalizia: "La prima uscita dell'anno è sempre difficile, un po' come la prima partita stagionale: guardate cosa è successo ieri a Real Madrid e Barcellona... Domani non sarà una questione fisica o tecnica ma soprattutto di testa". Il "Conte Max" non si fida nemmeno dell'Inter, attesa martedì sera (ore 21) allo Stadium: "Ci aspetta un classico, il derby d'Italia, contro un'ottima squadra che ha ritrovato l'autostima. L'Inter è pericolosa, può contare su alcuni singoli importanti: Kovacic ha davanti a sé un grande avvenire, in pochi sanno saltare l'uomo col primo controllo come lui, ma penso anche alla qualità di giocatori come Icardi, Palacio, Guarin e Ranocchia. Aria di derby? Ai tempi del Milan ero partito bene, vincendo tre partite di fila contro l'Inter, ma poi non è andata benissimo: ho perso gli altri tre".

Salvo sorprese, la Juve si presenterà con la formazione-tipo: Buffon tra i pali, Lichtsteiner ed Evra esterni, Bonucci e Chiellini centrali, Pirlo in regia, Marchisio e Pogba interni con Vidal libero di svariare dietro a Tevez e Llorente. E pazienza se in campo scenderanno ben quattro dei cinque diffidati (Marchisio, Lichtsteiner, Bonucci e Pogba più Ogbonna) a rischio per la "rivincita" di Supercoppa, domenica 11 in casa del Napoli. "Ho tutta la squadra a disposizione tranne Barzagli, Asamoah e Rómulo. Non facciamo calcoli, ora pensiamo all'Inter, dopodiché, martedì sera, vedremo se ci sarà qualche squalificato per il San Paolo".

Dal campo al mercato. A differenza del suo illustre predecessore Conte, che passava regolarmente la palla alla società, Allegri non si nasconde: "Abbiamo le idee molto chiare. Le altre squadre si sono già mosse? Beh, rinforzare la Juventus non è un'impresa semplice. Cerchiamo un trequartista e un difensore. Prima arrivano e meglio è, ma la cosa più importante è avere intanto recuperato Caceres e Marrone ed essere di nuovo carichi dopo le vacanze". Il tecnico livornese fa anche il nome del principale obiettivo bianconero: "L'arrivo di Sneijder potrebbe cambiare gli equilibri in campo? Intanto facciamolo arrivare, perché è ancora un giocatore del Galatasaray. Il nostro rombo di centrocampo, con Pirlo al vertice basso, potrebbe reggere anche un giocatore più offensivo di Sneijder. Ha grandi qualità tecniche, andrebbe a completare un reparto di centrocampo già molto forte e aumenterebbe la competizione". La Juve non potrebbe però schierare l'ex trequartista nerazzurro in Champions League: "Quello di gennaio è un mercato strano, alcuni giocatori non possono essere impiegati in Champions, un obiettivo per noi primario: affronteremo il Borussia Dortmund con l'obiettivo di andare avanti in Europa".

Ai gol internazionali dovrà pensare soprattutto Tevez: "Segna soltanto lui? Abbiamo fatto 34 gol, Carlitos è quello che gioca più di tutti: per le qualità che ha è normale che sia il nostro capocannoniere. Ma più dei gol di Llorente e Morata ci mancano quelli dei difensori su palla inattiva". Il fatto che l'Apache giochi con la data di scadenza (giugno 2016) in bella mostra non sembra preoccupare Allegri: "Manca ancora un anno e mezzo, a volte si può cambiare idea, magari Tevez ha parlato in un momento di rilassatezza. Evitiamo inutili dietrologie: un giocatore può avere i suoi motivi per cambiare squadra e tornare al suo paese. Carlos si comporterà da professionista fino alla fine. E se tra due anni vorrà davvero andare da un'altra parte è bene che lo faccia, per il bene suo e della società".
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