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Juventus, la rimpatriata di Conte: ma le distanze restano

L'accoglienza dei tifosi della Juve a Conte 
Il ct azzurro ha concluso il suo giro tra i club di serie A tornando in quella che per tre anni è stata la sua casa. Al di là delle frasi di circostanza ("Un bell'effetto tornare qui"), il confronto con la dirigenza sui temi caldi -lo stage della Nazionale il principale- non sembra aver prodotto significativi passi avantidi TIMOTHY ORMEZZANO
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TORINO - Chi si rivede. Antonio Conte è tornato a Vinovo a più di  sei mesi di distanza dalla rescissione consensuale del suo contratto con la Juventus del 15 luglio 2014. "Come è andata? È andata bene, d'altronde come doveva andare? - ha detto il Ct della Nazionale uscendo dal centro sportivo bianconero dopo l'incontro con la dirigenza juventina -. Fa sempre un bell'effetto tornare qui a Vinovo. Bello anche l'affetto dei tifosi". Il volto dell'allenatore, però, non era quello di chi arrivava da una rimpatriata tra vecchi amici.

Prove tecniche di disgelo. Dopo una lunga serie di contrattempi, con inevitabile strascico di sottintesi, il Ct della Nazionale ha completato il suo giro dei club di Serie A, tornando in quella che nelle ultime tre stagioni era stata casa sua. Fuori dai cancelli, una dozzina di giornalisti e altrettanti tifosi nostalgici dell'ex capitano e allenatore. "Sempre Con... te", il messaggio vergato su un pai…
TORINO - Chi si rivede. Antonio Conte è tornato a Vinovo a più di  sei mesi di distanza dalla rescissione consensuale del suo contratto con la Juventus del 15 luglio 2014. "Come è andata? È andata bene, d'altronde come doveva andare? - ha detto il Ct della Nazionale uscendo dal centro sportivo bianconero dopo l'incontro con la dirigenza juventina -. Fa sempre un bell'effetto tornare qui a Vinovo. Bello anche l'affetto dei tifosi". Il volto dell'allenatore, però, non era quello di chi arrivava da una rimpatriata tra vecchi amici.

Prove tecniche di disgelo. Dopo una lunga serie di contrattempi, con inevitabile strascico di sottintesi, il Ct della Nazionale ha completato il suo giro dei club di Serie A, tornando in quella che nelle ultime tre stagioni era stata casa sua. Fuori dai cancelli, una dozzina di giornalisti e altrettanti tifosi nostalgici dell'ex capitano e allenatore. "Sempre Con... te", il messaggio vergato su un paio di striscioni appesi vicino all'ingresso. Il primo dirigente bianconero a entrare allo Juventus Center è stato il ds Paratici, intorno alle 10, seguito dal consigliere Nedved. Alle 11:30 è arrivato il presidente Agnelli, alle 12:15 l'ad Marotta, mentre la squadra cominciava la seduta agli ordini di Allegri: lavoro in palestra per Pirlo, che ha smaltito l'influenza di ieri, mentre Barzagli ha svolto per la prima volta tutto l'allenamento con il gruppo.

Conte si è presentato alle 12:35 a bordo di una Lancia Voyager noleggiata. Volto serio e un rapido cenno ai tifosi, da lui gratificati all'uscita con una lunga serie di autografi e selfie. Durante la visita, durata un'ora e tre quarti, il Ct azzurro ha seguito una parte dell'allenamento prima di incontrare la dirigenza bianconera. Sul tavolo alcuni temi caldi, tra i quali gli stage della Nazionale e le priorità di una Juve che, pur essendo il maggiore fornitore di manodopera della squadra azzurra, deve prima di tutto confrontarsi con un calendario fitto di impegni, come ha recentemente sottolineato l'ad Marotta. Secondo le prime indiscrezioni, l'incontro sarebbe stato interlocutorio: Conte e gli alti comandi bianconeri non avrebbero cambiato le loro posizioni.

Oggi al centro sportivo bianconero era presente anche Raiola, alla quarta visita in questi primi giorni del 2015. L'agente di Pogba, arrivato in auto ma seduto sul sedile posteriore, si è abbassato per non farsi vedere da tifosi e giornalisti e dopo meno di un'ora è andato via. "Paul ha rinnovato da poco con la Juventus, se non si fosse trovato bene non lo avrebbe di certo fatto - ha dichiarato il noto procuratore a Sky Sport -. A luglio vedremo Cosa succederà. Sorpreso se la Juve lo tenesse? No, non sarei sorpreso. Il ragazzo ha un contratto di cinque anni. Quindi se la Juve lo vuole tenere, ha tutto il diritto di farlo". Come abbiamo anticipato nei giorni scorsi, Raiola cura anche gli interessi dell'attaccante Necid (Pec Zwolle), il gigante ceco che la Juve vorrebbe girare in prestito al Sassuolo per arrivare subito a Zaza.

Proprio Pogba è stato l'ospite della trasmissione "Filo diretto" su Jtv, il canale tematico bianconero. Il fenomeno francese ha risposto alle curiosità dei suoi tifosi, spaziando dalla Champions League ("Cosa ci manca per arrivare in semifinale o finale? Un po' di fortuna. Nel calcio è impossibile dire chi potrà vincere, ma questa squadra può andare molto lontano") allo scudetto ("Siamo in testa e vogliamo restarci: il duello non è con la Roma, ma contro tutti"), dal prossimo impegno contro il Chievo ("Sarà dura perché il Chievo difende molto bene, dovremo dare il nostro massimo") alla sua grande ambizione ("io non mi sento mai arrivato, sono fatto così: se per esempio vinciamo di nuovo il campionato, penso agli altri obiettivi da raggiungere"), fino al piacere di vivere e lavorare a Torino: "Qui mi trovo benissimo. A Milano ci sono troppe feste? Sì, ci sono tanti ristoranti, troppe cose da fare e c'è la fashion week. Torino, invece, è una città molto calma e va moto bene per rilassarsi e concentrarsi sul calcio". Il Polpo Paul ha inoltre detto di voler avere "la tecnica di Zidane e la precisione di Platini", suoi idoli nonché illustri predecessori in bianconero. Infine, chiamato a eleggere il suo gol più bello: "Scelgo a prima rete che ho segnato con la Juventus, allo Stadium contro il Napoli (20 ottobre 2012; ndr), mentre il gol più importante è sicuramente il prossimo".