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Juventus, Allegri: "A Dortmund non finirà 0-0, servono due gol per passare"

Allegri e Buffon in conferenza stampa (ap)
Il tecnico, dopo il successo (2-1) dell'andata, ammonisce sulle difficoltà della sfida al Westfalen: "Dobbiamo sbagliare poco e colpire i loro punti deboli. Servirà una buona prova dal punto di vista tecnico, fisico e mentale. Mi aspetto una bella partita, che difficilmente finirà 0-0". Il portiere torna in uno stadio dove è stato sempre protagonista
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DORTMUND - Alla vigilia della madre di tutte le partite, il ritorno degli ottavi di Champions di mercoledì sera (ore 20.45) in casa del Borussia Dortmund, Massimiliano Allegri vuole una Juve di lotta più che di governo. Guai a pensare che la porta d'accesso al G8 d'Europa sia già stata spalancata dal 2-1 dell'andata a Torino: "Partiamo da un vantaggio minimo. Conosciamo le caratteristiche del Borussia, che ha grande velocità e pressione. Dobbiamo sbagliare poco e colpire i suoi punti deboli. Servirà una buona prova dal punto di vista tecnico, fisico e mentale. Mi aspetto una bella partita, che difficilmente finirà 0-0. Dobbiamo fare una gara intelligente, sapendo che per passare il turno ci serviranno due gol".

La Juve ha 9 milioni di buoni motivi (in euro) per accedere ai quarti di Champions: 3,9 di premio dalla Uefa più altri 5 tra tra market pool (i diritti televisivi) e botteghino. Allegri sposa la linea presidenziale: la partitissima del Signal Iduna Park sarà fondamentale ma non decisiva per valutare il nuovo corso bianconero. "Sono contento delle parole di Agnelli: non basta una sfida per giudicare una stagione. Fino a questo momento abbiamo lavorato bene, ora siamo alla stretta finale. Vogliamo passare il turno, approdare ai quarti di finale e poi vedere cosa succede. La pratica-campionato non è ancora chiusa: 14 punti di vantaggio sono molti a 11 giornate dalla fine, ma ci mancano ancora sei vittorie per vincere lo scudetto. E in Coppa Italia possiamo ribaltare il risultato contro la Fiorentina e andare in finale". All'allenatore ha fatto coro capitan Buffon, intervistato da Mediaset: "Agnelli ha dato un giudizio razionale. Al di là di certi cataclismi, se domani giochiamo alla pari, dimostrando di esser arrivati a un alto livello in Europa, e poi ci confermiamo in Italia, allora sarà un'ottima stagione".

Guai però a pensare che comunque vada sarà un successo: "Finché abbiamo l'opportunità di poter allungare il sogno-Champions  -  aggiunge SuperGigi -, vogliamo coltivarla e perseguirla, anche perché non costa nulla e possediamo le qualità per continuare". Come a dire che l'appetito vien mangiando: l'ormai quasi inevitabile quarto scudetto consecutivo non ha saziato i bianconeri. "Tricolore archiviato? Beh, 14 punti di vantaggio sono tanti... - ammette Buffon ai microfoni di Sky -. Sono contento perché probabilmente nessuno, noi compresi, pensava che avremmo ribadito la nostra supremazia. Ma sono felice soprattutto per Allegri: soltanto un uomo con un coraggio incredibile poteva sedersi sulla panchina della Juve dei tre titoli di fila".

La rifinitura di questa mattina a Vinovo ha sciolto le ultime riserve. Nessun problema per Pogba, che ieri aveva interrotto il lavoro prima del tempo per un leggero sovraccarico muscolare. Allarme rientrato anche per Tevez, che ha smaltito i postumi di una botta alla caviglia. La Juve è decollata nel primo pomeriggio da una piovosa Torino per atterrare in una soleggiata Dortmund, dove domani troverà il sostegno di 3.500 tifosi bianconeri immersi nella marea dei circa 62 mila tifosi gialloneri. "Tornare a Dortmund è un piacere: qui non si giocano mai gare banali o di basso livello  -  ricorda Gigi Buffon, protagonista al Westfalenstadion sia con il Parma nel 1997 che con la Nazionale nella semifinale del Mundial 2006 -. E' emozionante ed entusiasmante giocare in un tempio simile. Uno spettacolo più unico che raro. Il fatto che il pubblico in questo stadio viva con trepidazione i 90 minuti della gara stimola maggiormente chi viene qui, sempre che abbia già provato certe sensazioni e abbia un po' di esperienza".

Allegri nasconde la formazione ("ho ancora qualche dubbio, non ho sceelto se giocare con la difesa a tre oppure a quattro"), ma sembra aver abbandonato l'idea di confermare il 3-5-2 visto a Palermo. Il mancato recupero di Pirlo e l'intenzione di non infliggere a Barzagli la seconda partita nell'arco di quattro giorni dopo nove mesi di stop avrebbero convinto il tecnico a riproporre il suo 4-3-1-2, impianto di gioco più "europeo". "Le condizioni di Barzagli sono comunque ottime  -  assicura Allegri -. A Palermo ha fatto una bella partita e abbiamo recuperato un grande giocatore per il finale di stagione. Pirlo è un'arma in più sui calci da fermo, ma Marchisio sta facendo un'annata straordinaria. Per me non è una sorpresa: Claudio è uno dei migliori centrocampisti d'Europa, per qualità fisiche, tecniche e soprattutto tattiche".

Risolto il rebus-modulo, la formazione non dovrebbe riservare sorprese: Bonucci e Chiellini a protezione di Buffon, i terzini Lichtsteiner e Caceres più bloccati del solito, per arginare le scorribande degli esterni offensivi tedeschi, Marchisio in cabina di regia, Vidal e Pogba interni, Pereyra tra le linee, chiamato a rifornire Tevez e Morata ma anche a pedinare Gundogan, in modo da tagliare i rifornimenti agli attaccanti gialloneri.  
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